Politica

Avezzano, Giuliante e Matteoli di Forza Italia in un interessante confronto con la stampa

“Il gruppo che si ritrova intorno a me, pur essendosi distinto nel tempo per sensibilità diverse, ha di nuovo un obiettivo comune: l’Abruzzo.” Così l’assessore regionale Gianfranco Giuliante, candidato consigliere di Forza Italia alle elezioni del prossimo 25 maggio, nell’incontro di ieri con la stampa locale presso il Bar Caffè del Corso di Avezzano (Via Corso Della Liberta, 56).

Accanto a lui il Senatore Altero Matteoli, Presidente della Commissione Infrastrutture e trasporti del Senato della Repubblica, per intervenire e rispondere sulle problematiche nazionali e regionali. Ecco l’intervista di Marsicanews prima al Senatore Matteoli e poi al candidato Giuliante:

1) In seguito alle vicende politiche che hanno portato alla scissione del Pdl, alla rinascita del partito Forza Italia promossa da Silvio Berlusconi e alla nascita dell’Ncd (nuovo centro destra), anche il centro destra abruzzese si è ritrovato a cambiar pelle e a dover scegliere da che parte stare. Quali sono, Senatore Matteoli, le sue considerazioni al riguardo? C’è la possibilità che questa spaccatura possa minare la credibilità del centro destra?

“Forza Italia decise di uscire dal governo. È nato l’Ncd perché i 5 ministri che Berlusconi aveva indicato per far parte del Governo Letta decisero che non volevano lasciare la poltrona, rimasero al governo e dettero vita all’Ncd. Questa è la storia. Sono contento che, per quanto riguarda la Regione, si sia ricomposta la coalizione di centrodestra, mentre sono meno contento che in alcune realtà come per esempio il Comune di Pescara, questo non è accaduto. Ma, finché l’Ncd sarà un equivoco, sarà sempre così. Non si può stare al governo centrale con il partito democratico, quindi con la sinistra, e poi quando ci sono le elezioni amministrative o regionali stare col centrodestra. È chiaro che è un dubbio che deve essere chiarito. Spero che, dopo le elezioni europee, questo partito chiarisca al proprio interno da che parte stare”.

1) Ricostruzione de L’Aquila e i tempi biblici che hanno caratterizzato i lavori nella città in questi anni. Quali sono i motivi alla base di queste dinamiche?

“Per quanto riguarda i palazzi della mano pubblica, i lavori sono iniziati e stanno procedendo. Per quanto riguarda invece i privati, questo non si è ancora realizzato perché alcuni finanziamenti, pur essendoci, sono bloccati da una serie di adempimenti che, pare, non siano stati fatti nel migliore dei modi. Questo ha fatto ritardare notevolmente i lavori. Ad aggiungersi a tutto ciò anche il problema delle elezioni regionali che, inevitabilmente, ha finito per incidere sui ritardi. Subito dopo le elezioni, chiunque vinca deve far pressione affinché ci sia una forte accelerazione nella ricostruzione. I privati che sono fuori casa da troppo tempo, meritano di poter tornare nelle loro abitazioni”.

1) Assessore Giuliante, perché votarla?

“Votare con la pancia, votare per protesta e contro qualcosa è una soluzione che, vivendo in un territorio che ha subito il dramma del terremoto, non ci è di aiuto. Dobbiamo essere lucidi, svegli, individuare una rappresentanza in consiglio regionale che sappia difendere le ragioni di questa terra. Noi abbiamo trovato una Regione dissestata, in default, siamo stati commissariati in tempo reale da un governo di centro sinistra che ha commesso errori macroscopici. L’85 % del bilancio regionale era rappresentato dalla sanità, quest’ultima poi commissariata attraverso un tavolo di monitoraggio. Sono passati 5 anni, c’è stato il terremoto che ha bloccato gran parte delle dinamiche, eppure noi da 2 anni restituiamo un voto simbolico perché il governo ha riconosciuto la capacità di risanamento che abbiamo avuto, nonostante tutto.

Nel 2015 ci sarà un ulteriore passaggio, finiremo di pagare i debiti della cartolarizzazione della sanità. A quel punto avremo a disposizione ogni anno 60.000.000 di euro che intendiamo investire per la ripresa economica dell’Abruzzo. Pensate che nella storia di questa terra non c’è stato mai un presidente rieletto due volte. Questo non può che essere un indicatore della capacità critica degli abruzzesi. Noi, senza falsa modestia, crediamo di aver meritato il voto.

Oggi è successa una cosa gravissima nel nostro Paese. Le rivelazione che sono state fatte circa la trama che si è mossa nel 2011 contro il governo Berlusconi, hanno dimostrato che un governo legittimamente eletto dal popolo italiano è stato fatto saltare grazie ad un complotto di respiro internazionale. Da quel momento in poi i Presidenti del consiglio in Italia sono stati scelti senza il consenso popolare, grazie ad accordi politici e di partito. Tutto questo è sbagliato e molto pericoloso. Per questo noi chiediamo di essere legittimati, vogliamo essere eletti e governare per risolvere i problemi di questo territorio”.

2) In seguito alle dichiarazioni del candidato aquilano del pd Pietrucci sull’assenza di una politica di accoglienza degli immigrati del governo Chiodi, la sua risposta è stata “prima i cittadini italiani, poi gli stranieri”. Ci spiega questo concetto?

“La civiltà di un Paese si misura attraverso la capacità di scegliere le risposte adeguate rispetto al contesto nel quale si opera. L’accoglienza, replica Giuliante, quando possibile, è un atto di civiltà ma per un malcelato senso solidaristico non può trasformarsi in una serie di privilegi ai danni di italiani altrettanto bisognosi, che si vedono scavalcati in graduatorie, nella gestione degli alloggi e quant’altro. Un extra comunitario che entra clandestinamente nel nostro Paese, costa allo Stato oltre 900 € al mese. Allora, noi neghiamo il reddito di cittadinanza al nostro povero, e poi stabiliamo che le 900 € al mese siano destinate al cittadino straniero. Ci sono delle regole internazionali che nessuno vuole disconoscere. Se un uomo fugge per la guerra dal proprio Paese, deve essere accolto. Ma se ci sono dei flussi migratori che non scontano questa condizione, dobbiamo avere l’intelligenza di capire quando fermarci, perché non siamo strutturati e in grado di accoglierli. A parità di condizione e dovendo scegliere, dico prima gli italiani”.

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