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Avezzano: 1600 alloggi popolari a rischio con il terremoto

rischio sismicoLa Regione Abruzzo aveva ed ha il compito e la responsabilità di mettere in atto un intervento significativo per “consolidare”, rafforzare e rendere più sicuri rispetto ai rischi sismici 2.945 alloggi popolari presenti nel Comune de L’Aquila, 1.619 di Avezzano, 1.294 di Sulmona, 715 di Teramo, 875 di Chieti e 358 della Val Pescara.

Uno specifico studio sullo stato “di sicurezza antisismica” degli alloggi pubblici elaborato negli anni 1995-98 e, per conto della Regione Abruzzo, “rivisto e ampliato” negli anni dal 2003 al 2006 dalle Società “Collabora Engineering” e “Abruzzo Engineering”, conteneva, e dovrebbe contienere ancora oggi, un dettagliato elenco di edifici residenziali pubblici e “schede tecnico-anagrafiche” di accompagnamento per ogni singolo alloggio, con annotati i lavori da eseguire e le spese da affrontare per rendere “normale e sicuro” lo stato del patrimonio abitativo delle ATER e dei Comuni della Regione Abruzzo .

Era un “dovere” della Regione programmare ed attuare uno “piano straordinario” di consolidamento sismico e messa in sicurezza del patrimonio abitativo pubblico”: PERCHE’ NON E’ STATO FATTO?

Gli alloggi di edilizia residenziale pubblica, economica e popolare, situati in zone già classificate di prima e seconda categoria, sono un patrimonio pubblico: che fine faranno, dopo il terremoto? Perchè non è ancora iniziata la ricostruzione “pesante” dell’Edilizia Residenziale pubblica e privata distrutti, lesionati e danneggiati dal terremoto del 6 aprile 2009? Chi metterà in sicurezza sismica gli edifici residenziali pubblici costruiti in zone già classificate a elevato rischio?

Le modalità ed i tempi per permettere il rientro nelle loro originarie abitazioni delle famiglie attualmente “sfollate” sono identici a quelli per gli appartamenti e gli edifici privati: l’ATER della Provincia de L’Aquila, insieme alle strutture condominiali dei palazzi dove sono presenti assegnatari in regime di riscatto e di avviata alienazione, devono assicurare la regolare esecuzione del procedimento amministrativo delle opere da realizzare, sotto il “controllo diretto” della Regione Abruzzo, dell’Assessorato regionale alla Politica della Casa e del Comune de L’Aquila.

In ogni caso, anche se il Presidente della Regione è di parere contrario, in presenza di effetti devastanti del terremoto sul patrimonio abitativo pubblico, economico e popolare, il Governo e la Regione hanno il dovere di “garantire ed assicurare” il possesso della “prima casa” a tutte quelle famiglie abruzzesi che non sono proprietarie di alcuna abitazione, anche attraverso il ripristino del “riscatto graduale e sociale” e del “patto di futura vendita” a favore degli assegnatari aventi titolo e che ne abbiano necessità ed interesse.

Pio Rapagnà

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