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Astensione dall’attività giudiziaria, gli avvocati incrociano le braccia

Astensione dall’attività giudiziaria civile, penale, amministrativa tributaria e contabile per i giorni che vanno dal 17 al 22 marzo prossimi. E’ quanto ha stabilito l’Assemblea dell’OUA (l’Organismo Unitario dell’Avvocatura) lo scorso 19 febbraio.

L’OUA prende atto che le ragioni della protesta sono state recepite dalla stragrande maggioranza degli avvocati italiani che hanno aderito all’astensione e intende attuare ogni attività rivolta a conseguire gli obietti già fissati in occasione delle recente Conferenza nazionale dell’Avvocatura.

Pertanto, nel ribadire lo stato di agitazione, l’OUA sottolinea la necessità di un’interlocuzione permanente con il ministro della Giustizia, nonché della partecipazione dell’Avvocatura nella composizione dell’Ufficio legislativo del ministero e nei Consigli giudiziari.

L’Organismo unitario invita tutti gli avvocati ad utilizzare ogni forma lecita di disobbedienza civile, compresa la revoca e/o la sospensione da parte dei COA territoriali di ogni forma di finanziamento e sovvenzione, in favore degli uffici giudiziari.

Ma non solo. Si invita anche alla cancellazione dagli elenchi dei difensori d’ufficio e del patrocinio a spese dello stato, al pagamento del contributo unificato solo dopo il ricevimento dell’apposito avviso della cancelleria e alla rigorosa applicazione delle norme processuali, con sospensione di tutte le consuete attività di supplenza agli uffici.

L’Avvocatura si impegna altresì ad esigere che  le somme  riscosse dallo stato, nell’ambito del servizio giustizia, vengano vincolate al funzionamento dello stesso e a portare a conoscenza della Commissione del Parlamento europeo le ragioni della protesta.

Da sottolineare: l’astensione dall’attività giudiziaria sarà revocata qualora il Governo ritiri il DDL sulla Giustizia civile.

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