Abruzzo

Assistenza difficile nei paesi montani “Tagli frettolosi”

«Si sta mettendo in atto una riduzione sistematica del servizio delle guardie mediche nei paesi montani fortemente svantaggiati dall’orografia del terreno e dalle condizioni climatiche, che in inverno diventano sempre problematiche». A lanciare l’allarme è l’Associazione persone con malattie reumatiche (Apmar) onlus, denunciando i disagi vissuti dai malati abruzzesi con grave disabilità e dalle persone affette da patologie immunoreumatologiche. Ricordando che già ad ottobre era stato chiesto un incontro alle Asl e alla Regione e sottolineando di «non aver avuto nemmeno diritto ad una risposta», la responsabile dell’Apmar Abruzzo, Patrizia Camboni, spiega come ciò che preoccupi sia «la mancanza di criterio nello “pseudo-taglio” delle spese e le scelte frettolose senza considerazione delle conseguenze sulla fascia più debole della popolazione, quali sono le persone anziane, i bambini ed i malati cronici, da parte delle autorità regionali e sanitarie passate ed attuali». Chi chiama il 118 non può avere subito l’assistenza di un medico, in compenso può arrivare l’ambulanza, «La sostituzione di un medico con un autista d’ambulanza ed un paramedico», osserva Camboni, «non ci conforta, anzi, secondo noi sarà fonte di disservizi e di un inenarrabile intasamento del pronto soccorso dell’ospedale più vicino, senza che, peraltro, vi sia alcun risparmio». La onlus dice di non comprendere perché in Abruzzo non venga recepito il decreto Balduzzi, cioè la legge 189 del 2012. Il provvedimento prevede che “le Regioni disciplinano le unità complesse di cure primarie privilegiando la costituzione di reti di poliambulatori territoriali dotati di strumentazione di base, aperti al pubblico per tutto l’arco della giornata, nonché nei giorni prefestivi e festivi con idonea turnazione, che operano in coordinamento e in collegamento telematico con le strutture ospedaliere”.

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