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Assemblea Ater, si è parlato di vendita delle case popolari

Domenica 16 marzo si è svolta l’Assemblea Regionale degli Inquilini e degli Assegnatari ATER delle Case ex-GESCAL “per il diritto alla Casa” e per il ripristino del riscatto graduale e sociale degli alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica della Regione Abruzzo.

I numerosi partecipanti, in rappresentanza dei rispettivi quartieri popolari, hanno preso atto dei contenuti del “Piano Casa” che il Consiglio dei Ministri ha approvato il 12 marzo scorso, il quale, in merito alla Edilizia Residenziale Pubblica ed ex-GESCAL rilancia la “vendita” delle Case Popolari attraverso una modesta riduzione del tasso di interesse sul “mutuo agevolato” eventualmente concesso dalle Banche convenzionate con la Regione, i Comuni e le ATER.

Gli Assegnatari abruzzesi sono anni che lottano per il “riscatto graduale e sociale” delle Case Gescal e Popolari, defalcando dal costo originario dell’alloggio tutte le somme già versate per canoni di locazione e le spese direttamente sostenute per migliorie realizzate.

Le famiglie delle Case Popolari ed ex-GESCAL hanno manifestato tutta la loro “indignazione” nei confronti del Governo e del Ministro Maurizio Lupi, per il fatto che, mentre si consente giustamente agli Inquilini dei nuovi alloggi sociali concessi in affitto a canone concordato, dopo 7 anni, di “riscattare” la casa, defalcando dal costo dell’alloggio l’ammontare dei canoni pagati, la stessa cosa non viene riconosciuta agli Inquilini delle Case Popolari, come per una disgustosa forma di discriminazione umana, al limite di un vero e proprio razzismo sociale protratto nel tempo.

Tra l’altro, in pieno contrasto con la Legge 560 del 1993 e con quanto stabilito dal nuovo Piano Casa, la maggioranza di centrodestra al Consiglio regionale ed i Consiglieri Venturoni e Sospiri hanno presentato un Disegno di Legge con il quale si accelera la vendita delle Case Popolari al fine di utilizzare il ricavato, non per le opere di manutenzione e per la realizzazione di nuove Case Popolari, ma per la copertura dei debiti delle 5 ATER della Regione Abruzzo che hanno un bilancio in condizioni di grave deficit e si trovano in situazioni di pre-dissesto economico- finanziario.

Nel corso dell’Assemblea è stato diffuso uno studio effettuato in Abruzzo sul reddito effettivo delle famiglie che vivono nelle Case Popolari, dal quale si evidenzia che il reddito netto complessivo prevalente è molto basso, mentre il 57% per cento dei nuclei familiari più numerosi e delle persone sole si trova appena al di sopra del livello minimo di povertà, il 24% vive sotto al livello di povertà ed il 19% si trova, incolpevolmente, a vivere in condizioni di estrema indigenza.

Dal 1978 ad oggi sono stati “trasferiti” alla Regione Abruzzo ben 750 milioni di Euro relativi ai fondi GESCAL (Gestione Case per Lavoratori), ai fondi del “Piano decennale Casa” trasferiti dal Ministero dei Lavori Pubblici, alla quota parte, assegnata ad ogni Regione, dei fondi ex-GESCAL accantonati presso la gestione speciale della Cassa Depositi e Prestiti e alle “quote residue” relative alla Edilizia Residenziale Pubblica.

Con l’entrata in vigore delle Leggi Regionali n. 55 del 1986 e n. 96 del 1996, gli Inquilini delle Case Popolari hanno versato, prima ai 5 IACP e poi alle 5 ATER della Regione Abruzzo, circa 260 milioni di Euro, mentre il 23% delle 147.203 famiglie abruzzesi che non sono proprietari di alcuna abitazione, dispone di un reddito complessivo medio-basso che non consente il pagamento di un canone di affitto superiore a quello minimo sociale.

Il Mia Casa d’Abruzzo chiederà un incontro urgente con il Ministro Lupi e con le Commissioni Parlamentari per chiedere che nella conversione in Legge del Decreto contenente il Piano Casa, sia inserimento il “riscatto graduale” delle Case Popolari e, come per i “futuri” inquilini dell’housing sociale, sia consentito agli attuali assegnatari ex-IACP il recupero dei canoni già pagati

Pio Rapagnà – ex Parlamentare

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