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Asl1, la protesta dei dipendenti: “L’intervento è riuscito ma il paziente…”


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Marsica – Da poco uscita dal commissariamento e con all’orizzonte nuovi investimenti per le strutture ospedaliere del territorio, la Sanità regionale si direbbe in buona salute. Uno stato che di conseguenza dovrebbe riflettersi sugli assistiti e, non da ultimo, su quanti si occupano materialmente di essi.

La situazione però, tanto rosea – per qualcuno – non pare: medici e personale sanitario dipendente sono sul piede di guerra, nella Marsica, per quello che un nutrito gruppo di lavoratori della ASL1 Avezzano -Sulmona-L’Aquila definisce “un ritardo ormai cronico e inspiegabile”. Il personale lamenta il mancato conferimento dei pagamenti relativi alle indennità accessorie, vale a dire tutti i turni straordinari, i servizi notturni, i servizi festivi e le pronte disponibilità degli ultimi due mesi del 2015, autorizzate ma non pagate per mancanza di fondi specifici; le indennità di risultato, ferme al 2014; le voci di pagamento relative alle graduatorie degli incarichi professionali già recepite dal 1 gennaio 2015 ma fino ad oggi non pagate. Insomma, tutte quelle voci che, tradotte, significano in particolare l’impegno del personale sanitario a garantire coperture anche laddove vi sia carenza di operatori, per cause diverse, e il costante innalzamento dell’asticella della qualità nell’assistenza offerta, sotto tutti i punti di vista: elementi che di certo fanno la differenza.

Sono stati fissati diversi incontri per la risoluzione del problema ma si sono sempre rivelati inconcludenti o sono stati rinviati per i più disparati motivi”, hanno spiegato i dipendenti, “Sono somme che sul bilancio delle famiglie pesano, e ci sentiamo presi in giro. È un ritardo che continua a crescere e non è più tollerabile. Aspettiamo risposte e tempi certi, come certo è ed è sempre stato il nostro massimo impegno quotidiano, anche a fronte di quelle situazioni, oggettivamente difficili, nelle quali ci siamo trovati talvolta ad operare nel momento in cui la nostra Sanità era in risanamento, come ben si può immaginare. Siamo fuori dal commissariamento e va bene, ma i debiti con i dipendenti vanno onorati: ‘L’intervento è riuscito ma il paziente, in questo caso i lavoratori…’. Confidiamo nella correttezza e nella disponibilità della dirigenza per una pronta risoluzione del problema: speriamo si tratti solo di intoppi burocratici, ma intanto nessuno ci ha dato indicazioni chiare. Soprattutto, ci auguriamo che si stabiliscano, e si rispettino, tempi brevi per la normalizzazione dei pagamenti”.

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