Sanità

Asl, Silveri sotto attacco, si difende

“Apprendo dai giornali”, dichiara il Manager As1, Giancarlo Silveri, “che avrei avuto ripetute richieste di convenzionamento di due oncologhe ricercatrici universitarie”
“A me, per la verità, risulta soltanto che in una seduta della Commissione Paritetica – l’Organismo che regola i rapporti fra l’Azienda Sanitaria e l’Università di L’Aquila – è stato richiesto, dai rappresentanti dell’Ateneo, di convenzionare, tra gli altri, le due dottoresse in questione”
“Avendo noi definito nella nuova pianta organica”, aggiunge il Manager, “il numero di personale universitario convenzionabile e già convenzionato, dato peraltro il contingentamento imposto dalla Regione in materia di dotazione di personale, abbiamo risposto che la cosa non sembrava possibile e che, comunque, l’avremmo esaminata attentamente nell’ambito del Collegio di Direzione il quale ha ritenuto poi non accoglibile la proposta formulata dall’Università”
“Ciò premesso”, osserva ancora Silveri, “sembra opportuno ricordare che le professioniste di cui si tratta sono state per alcuni anni assunte a tempo determinato dalla A.S.L. con un compenso cui faceva fronte la Onlus L’Aquila per la vita, con le somme donate da Enti e persone del nostro territorio”. In sostanza la Onlus raccoglieva fondi e ne girava quanto necessario alla A.S.L. per le retribuzioni delle due dottoresse adibite quindi ad attività domiciliare. Ad un certo punto, sembrerebbe, non ne ho certezza perché nessuno me lo ha comunicato, che L’Aquila per la vita abbia destinato i fondi raccolti all’Università e non più alla A.S.L., perché assumesse quali ricercatrici le due persone di che trattasi”
“Non ho quindi ricevuto alcun tipo di notizia, comunicazione o proposta né dal primario oncologo del P.O. S. Salvatore né dal Dott. Porzio ovvero dall’Associazione L’Aquila per la vita. Il fatto che, a posteriori, venga però informato attraverso i giornali il Sindaco della città si commenta da solo”
“Da parte mia”, dice ancora il Manager, “non ho mai fatto mistero, e ne ho parlato più volte con il Dott. Porzio, della necessità di ricondurre l’attività domiciliare, svolta da L’Aquila per la vita, nell’ambito delle regole e delle norme e quindi, per gli aspetti organizzativi, del Distretto Sanitario che deve agire in risposta alle esigenze via via rappresentate dai “medici di famiglia”.
“In verità i servizi svolti in questi anni non avevano nessuna integrazione con le attività delle strutture territoriali aziendali (Distretto Sanitario e quant’altro), alle quali per norma compete qualunque tipo di assistenza domiciliare”
“Inoltre era – ed è – mia intenzione estendere, come è giusto che sia, una simile importante attività a tutto il territorio della A.S.L.”
“Non risponde peraltro a verità”, prosegue il Manager, “quanto lasciato intendere circa la attuale mancanza di assistenza domiciliare in quanto nel territorio di L’Aquila, di Avezzano, di Sulmona e di Castel di Sangro la terapia del dolore e le cure palliative vengono normalmente prestate a domicilio dei pazienti, da parte di personale A.S.L., su semplice richiesta dei medici di base”
“L’Azienda sta ora mettendo a punto, e lo avvierà con il prossimo mese di settembre”, annuncia ancora il numero 1 della Asl, “ un progetto che prevede il forte potenziamento dell’attività oncologica domiciliare e territoriale in tutta la Provincia con attività volte alla terapia, all’assistenza psicologica e domiciliare ed anche alla prevenzione – avvalendosi delle innovazioni ormai affermate specialmente nel campo genetico – attraverso una struttura di rete che ricomprende, con visione unitaria, le varie esigenze del paziente il quale dovrà essere accompagnato con una sorta di filo rosso, lungo tutto il tragitto imposto dalla sua patologia e secondo regole rispettose delle norme vigenti. E’ questo secondo me il modo corretto per dare risposte alle richieste dei cittadini”, conclude Silveri, “e a non dover far dipendere forme di assistenza dalle mutevoli volontà di associazioni di volontariato”

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