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Architetti in campo per la “ricostruzione” dell’Ordine; come andranno i nostri?

Oggi e domani, nella sede dell’Ordine degli Architetti della Provincia de L’Aquila, si svolge il primo turno delle elezioni per il rinnovo del mandato Consigliare per i prossimi 4 anni. Gli 11 consiglieri eletti, 4 rappresentativi dell’aquilano, 4 della Marsica e 3 della Valle Peligna, eleggeranno poi il Presidente del suddetto Ordine professionale.

Gli architetti giocano un ruolo importante nella ricostruzione post-sisma e il Consiglio dell’Ordine, che non vede un cambio al vertice da più di vent’anni, ha un compito difficile nel fronteggiare i problemi legati a questa catastrofe, aggravati dalla crisi economica che investe tutto il nostro paese. Ultimamente, però, tra gli iscritti all’Ordine di tutta la provincia c’è del malcontento perché in molti non si sentono più rappresentati da questa Istituzione e lamentano una scarsa partecipazione degli iscritti, proprio come accade ai cittadini italiani che si stanno allontanando dalla politica a causa della gestione di chi governa. Tra gli altri, alcuni iscritti all’Ordine contestano apertamente “l’immobilismo che vige all’interno dell’Ordine professionale a causa della reiterata candidature del Presidente uscente, Architetto Gianlorenzo Conti che, dopo ben 21 anni, si propone ancora alla guida dell’Ordine degli Architetti della Provincia dell’Aquila. Più che la gestione, peraltro non sempre esente da personalismi ed eccessi, la contestazione verte sul mancato avvicendamento, necessario a favorire il rinnovamento. ”

Gli architetti E. Compagnone, A. Del Boccio, M. Germani, D.A. Gualteri, L. Pappalardo e A. Zavarrella si propongono come alternativa all’attuale status quo. Parlando del loro programma, sottolineano che “il rinnovo consigliare non è solo un evento istituzionale che si ripete ogni 4 anni; è molto di più della semplice elezione di 11 rappresentanti, soprattutto dopo il sisma del 6 aprile. L’Ordine deve essere un punto di riferimento per la ricostruzione perché composto da professionisti del settore. Deve dialogare con le amministrazioni locali e con i privati, perché questo rapporto è il volano necessario per la ricostruzione. Gli architetti dovrebbero avere un ruolo importante in questo dialogo, proprio com’è sempre stato nella storia, perché, grazie alla loro esperienza e alle loro conoscenze,  possono e devono rispondere alle sfide proposte dal nostro territorio. Per fare ciò, l’Ordine dovrebbe essere rappresentativo e questo comporta la partecipazione ed il coinvolgimento di tutti.”

Nel loro comunicato stampa affermano che “è soprattutto la necessità di una maggiore collegialità che ha spinto i candidati a proporre un vero programma elettorale con degli obiettivi ben precisi, che vanno dal maggiore coinvolgimento degli iscritti nelle commissioni e nelle varie attività dell’Ordine, alla formazione professionale, alla tutela dei giovani professionisti nei rapporti di collaborazione, all’individuazione di un codice comportamentale nell’assunzione degli incarichi. Rivendicano inoltre il ruolo sociale che gli Architetti hanno avuto nel corso dei secoli, ideando e progettando città, palazzi, musei e teatri. Sentono la necessità di una nuova riqualificazione professionale, che oggi troppo spesso si limita all’espletazione di formali procedure burocratiche che strozzano la creatività e, a tal fine, propongono l’organizzazione di eventi culturali e mostre di architettura, concorsi di progettazione e concorsi di idee. Inoltre intendono coinvolgere alte personalità dell’Architettura, docenti universitari e Architetti di fama internazionale per approfondire i temi della ricostruzione, vista quale opportunità di crescita, formazione e sviluppo.”

Se il quorum necessario per l’elezione del Consiglio non dovesse essere raggiunto durante questo primo turno, gli architetti torneranno a votare nei giorni 3, 4, 5 e 6 febbraio 2014.

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