Italia

Appalti, Sorgi resta ai domiciliari

L’interrogatorio di Antonio Sorgi, due ore di spiegazioni lunedì scorso nell’aula B del tribunale di Bazzano all’Aquila con il gip Romano Gargarella e i pm Antonietta Picardi e Simonetta Ciccarelli, non ha fatto emergere «elementi nuovi». Per questo, Sorgi, superdirigente della Regione Abruzzo, 55 anni di Giulianova, chiamato «Re Sole» nelle intercettazioni telefoniche, deve restare ancora agli arresti domiciliari. Sempre nella sua casa di via Bari, dove si trova dal 30 settembre scorso, accusato di associazione per delinquere, corruzione e turbata libertà degli incanti nell’inchiesta sulla gara d’appalto da 2,4 milioni di euro per l’ampliamento del cimitero di Francavilla che conta 11 indagati. Il gip ha respinto la richiesta di Sorgi, assistito dall’avvocato Guglielmo Marconi, già ordinario di Diritto penale all’università di Teramo, di tornare in libertà: «Le esigenze cautelari non sono venute meno».

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