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Cronaca e Giudiziaria

Antenna San Francesco, arriva la lettera aperta al sindaco

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Alla cortese attenzione:

dell’Ill.mo Sig. Sindaco
del Comune di Avezzano

dei Consiglieri di Maggioranza

dei Consiglieri di Minoranza

dell’assessore all’ Ambiente

dell’assessore alla Sanità

del Responsabile del Settore Urbanistico

di tutti gli Enti ed Associazioni Varie interessate alla tutela della salute
pubblica e alla salvaguardia del territorio

della Pro-Loco di Avezzano

della Unione Nazionale Consumatori
-Sede di Avezzano-
Via Fratelli Rosselli, 79

OGGETTO: Lettera aperta: l’ennesima antenna per la telefonia mobile installata su un edificio situato su via Roma angolo via Collerotondo-Avezzano.

Ill.mo sig. Sindaco,
a breve entrerà in funzione l’impianto per la telefonia mobile VODAFONE installato circa un mese fa, senza alcun preavviso per la popolazione e a tamburo battente (in soli due giorni…!) , sull’edificio situato in via Roma angolo via Collerotondo, in pieno centro abitato, nel cuore del popoloso quartiere cd. “dei Frati”.
Dunque, siamo di fronte all’ennesima installazione di un sito adibito alla trasmissione della telefonia mobile, all’ennesimo capitolo destinato inevitabilmente ad alimentare il triste fenomeno della “antenna selvaggia” (che investe ormai, a macchia d’olio, tutto il territorio nazionale), nella coscienza e nella consapevolezza che, purtroppo, non sarà di certo l’ultimo, volendo noi dare credito (magari potessimo essere smentiti con argomenti validi !) alle voci che già circolano in città su nuove allocazioni che nell’immediato futuro interesseranno il nostro già martoriato territorio.
Ed allora è necessario e doveroso per noi membri del “Comitato di Quartiere San Francesco (cd. dei Frati)”, che da alcuni anni, come a Lei ben noto, è sorto proprio in questa zona della città con l’evidente scopo di fornire a tutti i residenti un mezzo di comunicazione diretta con coloro che la governano ed uno strumento di democrazia partecipata, attraverso il quale esercitare –quando necessario- un controllo trasparente sull’operato della amministrazione di turno, ….è doveroso, dicevamo, chiedersi e interrogarsi se nel caso di specie l’iter seguito dalla Compagnia telefonica Vodafone sia perfettamente conforme e rispondente alla normativa vigente, che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere posta a tutela della salute pubblica contro il pericolo derivante dall’inquinamento elettromagnetico.
Ma, illustre concittadino, non vogliamo sentirci ripetere anche da Lei ciò che già sappiamo benissimo, e cioè che il legislatore consente e addirittura favorisce questa proliferazione smisurata di impianti, nel segno e nel nome di un progresso tecnologico che avanza silenziosamente ma inesorabilmente, al quale ormai tutti ci siamo purtroppo assuefatti, dimenticando o sottovalutando le pericolose conseguenze che da esso possono derivare a carico della nostra salute; non possiamo e non vogliamo essere, nell’era in cui viviamo, contro la tecnologia, ma riteniamo che essa non necessariamente debba essere piazzata sulle teste dei cittadini !
Allora, pur prendendo atto che la normativa in materia ormai da anni (a partire dal D.L. 198/2002 fatto approvare dall’allora ministro delle Telecumincazioni Maurizio Gasparri) ha introdotto norme sempre meno restrittive “….al fine di agevolare la liberalizzazione nel settore delle telecomunicazioni in un mercato concorrenziale…” (dunque nascondendo, senza peraltro riuscirvi completamente, gli enormi interessi economici sottesi al fenomeno dietro la maschera della necessità di accelerare la modernizzazione del paese), arrivando addirittura ad omettere di fissare precisi limiti di distanza dei ripetitori dalle case (salvo casi particolari: scuole, ospedali ecc) e a considerare tali strutture di importanza pari alle opere di urbanizzazione primaria (alla stregua di strade, fogne, illuminazione pubblica, ecc.), cioè di quelle opere da intendersi “indispensabili” per la vivibilità di un determinato abitato (e riteniamo che questa sia una vera e propria aberrazione), …….in un contesto di siffatto genere, allora, quali sono le proposte e le richieste che questo Comitato, a tutela degli interessi pubblici veramente preminenti ed essenziali (quale quello alla salute e alla difesa dell’ambiente), sente di poter e di dover avanzare a chi amministra la nostra città ?
Ebbene, al di là della mera verifica concernente la regolarità e/o legittimità della pratica amministrativa che nel caso in questione ha portato alla installazione della antenna su via Roma, che di certo gli organi competenti hanno (o quantomeno avrebbero) il dovere, anzi l’obbligo, di avviare preventivamente e d’ufficio, di propria iniziativa, a prescindere da qualunque istanza e richiesta proveniente dagli sfortunati cittadini di turno, noi chiediamo con forza a questa amministrazione un duplice impegno, o meglio lo esigiamo:

1) E’ in primo luogo necessario che il Comune proceda finalmente, senza ulteriori indugi ormai non più tollerabili, ad adottare un Piano di Localizzazione degli impianti di trasmissione della telefonia mobile, secondo i criteri dettati in materia dalla Regione Abruzzo, cui spetta appunto il compito di disciplinare l’uso del territorio, pur senza impedire od ostacolare ingiustificatamente l’insediamento degli impianti stessi.
Secondo quanto previsto e disciplinato nell’art. 11, comma 1, Legge Regione Abruzzo n. 45/2004 (così come modificato ed integrato dall’art. 4 L.R. n. 11/2005) è il Comune che deve predisporre, in sede di P.R.G. o in sede di variante allo strumento urbanistico, un apposito regolamento inteso ad individuare i siti tecnologici da utilizzare per una ottimale localizzazione delle antenne di telefonia mobile, tenuto conto imprescindibilmente da un canto della morfologia del territorio, e dall’altro della funzionalità delle reti e dei servizi, che in ogni caso va assicurata.
Come risulta pacificamente acclarato dalla giurisprudenza amministrativa (si veda in proposito anche sentenza del TAR Abruzzo-L’Aquila n. 664/2011, resa nel processo n. 208/2011 vertente proprio tra il Comune di Avezzano e la Vodafone Omnitel Spa) la normativa regionale “….prefigura…uno strumento urbanistico contenente la localizzazione degli impianti e l’individuazione dei siti che assicurino la funzionalità delle reti e dei servizi…”: ne consegue che gli impianti, anche nel nostro territorio, dovrebbero essere realizzati solo ed unicamente nelle zone di PRG ove sia già prevista la loro installazione, sulla base di criteri oggettivi atti a suggerire soluzioni idonee a minimizzare il più possibile l’esposizione dei cittadini ai campi elettromagnetici.
Ma tale regolamento di PRG non è stato mai adottato dal Comune di Avezzano.
Ed è per questo che i Gestori continuano a fare “il loro mestiere” e, di conseguenza, a chiedere alle amministrazioni che si sono succedute negli anni e che si succederanno di essere autorizzati ad installare i propri impianti nei luoghi da loro unilateralmente prescelti ed individuati, dietro corresponsione di cospicue somme ai proprietari cittadini che si dichiarano disposti a locare i propri edifici per questo scopo. Il tutto seguendo, ovviamente, la mera e speculativa logica del mercato e non certo quella della salvaguardia e della tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
Ma ciò non deve più accadere: i siti e le zone di PRG da individuare ad opera del Comune per la ottimale localizzazione degli impianti devono avere natura pubblicistica, selezionati in modo tale che risulti tutelata, insieme alla funzionalità delle stazioni, anche e soprattutto la morfologia del territorio e la salute dei cittadini.
E non solo: tale modo di operare assicurerebbe anche entrate non indifferenti per le casse comunali (le somme, cioè, erogate dai gestori in cambio dello sfruttamento di tali spazi), da utilizzare a vantaggio della intera comunità locale.
Il Comitato di Quartiere San Francesco pertanto, per quanto sopra premesso, La invita con forza, nella sua qualità, a procedere a tutte le opportune verifiche del caso e, soprattutto, a far sì che sia finalmente avviato l’iter burocratico-procedimentale diretto alla elaborazione e al conseguente inserimento in PRG del Piano per la localizzazione dei siti tecnologici adibiti alla trasmissione della telefonia cellulare sul territorio comunale; nel frattempo dovrà essere deliberata la sospensione di tutte le procedure di autorizzazione già in corso, e di quelle che dovessero essere avviate nell’immediato futuro. Ciò a tutela della salute collettiva di tutta la cittadinanza, nel pieno assolvimento di uno tra i compiti primari che certamente spetta ad ogni Sindaco di qualunque città.

2) E’ necessario, inoltre, che l’amministrazione comunale di questa città adotti ogni più opportuna iniziativa intesa a verificare che l’inquinamento elettromagnetico proveniente dall’impianto di via Roma appena installato, così come da tutti gli altri messi in funzione in precedenza nell’ambito del nostro comprensorio, si mantenga permanentemente ben al di sotto delle soglie di esposizione e dei valori di attenzione fissati dalla legge statale (in primis, Legge 22/2/2001 n. 36: legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici): anche perché vi è piena, triste consapevolezza che, nonostante il rispetto dei limiti di legge, ancora oggi non esistono conclamati studi scientifici che accertino gli effetti cronici dei campi elettromagnetici e, conseguentemente, non esiste soglia sotto la quale si possano escludere effetti nocivi per emissioni anche di bassa intensità.
E’ il c.d. principio di precauzione che Vi “impone” questo comportamento: esso si annovera tra quelli fondamentali nell’ambito della politica comunitaria in materia ambientale (art. 174 del trattato della Comunità Europea), ed è già recepito nella legislazione nazionale dal Codice dell’Ambiente (art. 3 ter D.Lgs 152/2006). In estrema sintesi, al fine di garantire la protezione e la cura dei beni fondamentali quali, appunto, la salute o l’ambiente, è necessaria l’adozione o l’imposizione di determinate misure di cautela anche in situazioni di incertezza scientifica, nelle quali è ipotizzabile soltanto una situazione di rischio, e non invece dimostrata, allo stato delle attuali conoscenze, la sicura o anche solo probabile evoluzione del rischio in pericolo.
Perciò non è affatto sufficiente che il Comune, quale ente specificatamente preposto al controllo dei livelli di esposizione ai campi elettromagnetici, si limiti ad assicurare campagne periodiche di misurazione, avvalendosi –come di prassi accade- dei tecnici specializzati dell’Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente (ARTA). Occorre ben altro impegno: è assolutamente necessario che esso deliberi di dotarsi di strumentazione idonea per effettuare autonomamente controlli permanenti, 24 ore su 24, su tutti gli impianti in funzione nel nostro territorio, previa idonea mappatura delle antenne già realizzate e di quelle di futura, prevista installazione.
Solo così operando si potrà, quantomeno, nutrire la speranza di riuscire a minimizzare il più possibile i potenziali danni alla salute umana arrecati dall’emissione di onde elettromagnetiche, nell’attesa che nel frattempo la comunità scientifica sia in grado di fornirci notizie più sicure e rassicuranti.
Questo Comitato, a sua volta, a prescindere dalle invocate e auspicate iniziative che l’amministrazione vorrà intraprendere nel senso appena sopra evidenziato, fa rilevare che intende organizzarsi anche per conto proprio, al costo di immani sacrifici, pur di riuscire a dotarsi di idonee apparecchiature e procedere a propri autonomi e continui controlli sulle emissioni provenienti dalla antenna di recente installazione. La Compagnia VODAFONE è avvisata !
Non abbiamo intenzione, sia ben chiaro, di rimanere a guardare e di attendere, magari vanamente, che qualche attento amministratore si sensibilizzi e si adoperi fattivamente per la soluzione di questo preoccupante problema: non molleremo la presa e continueremo ad insistere sulle nostre richieste, finché non avremo risposte esaustive e concrete.
Ci auguriamo infine che analoghe iniziative vengano intraprese nel nostro comprensorio, nei territori limitrofi e/o negli altri Comuni della Marsica da parte di Enti, Associazioni varie, o -più semplicemente- di comitati spontanei di cittadini che vorranno unirsi a noi nella lotta contro la smisurata proliferazione delle antenne e delle stazioni di telefonia mobile.
Ad essi rivogliamo con forza il nostro caloroso invito.
Nella speranza di essere ancora in tempo a far sì che le nuove generazioni non abbiano a pagare in futuro un prezzo troppo alto. Nel caso sapranno, almeno, chi ringraziare!
Distinti saluti.

IL COMITATO DI QUARTIERE
“SAN FRANCESCO” DI AVEZZANO

Cronaca e Giudiziaria

Spaccio di droga: fermati due marocchini, in casa oltre 3 mila euro e un bilancino

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Avezzano – Nelle tarda serata di ier,i 12 novembre 2018, i militari della Stazione Carabinieri di San Benedetto dei Marsi, coadiuvati da quelli di Trasacco e dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Avezzano, coordinati dal Capitano Pietro Fiano, hanno tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, Y.C. 25enne ed hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avezzano per il medesimo reato S.E.Y, 44enne, entrambi originari del Marocco, già noti alle forze dell’ordine. I militari hanno intercettato e fermato lungo via Sandro Pertini di Avezzano, una Fiat Punto con a bordo quattro cittadini marocchini. Sottoposti a perquisizione personale ed uno di loro è stato scoperto mentre cercava di occultare due panetti di “hashish” per un peso complessivo di 200 grammi e cinque dosi di “cocaina” per un peso complessivo di 6 grammi. Nella successiva perquisizione domiciliare eseguita presso l’abitazione di un altro dei sospettati è stato rinvenuto un bilancino di precisione e  3.300 euro. Il primo è stato dichiarato immediatamente agli arresti domiciliari mentre il secondo deferito in stato di libertà.

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Cronaca e Giudiziaria

Rapina un noto negozio di Avezzano armato di taglierino, arrestato un 32enne

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AvezzanoRapina armato di taglierino un noto esercizio commerciale di Avezzano, 32enne avezzanese con pregiudizi di polizia finisce ai domiciliari. L’ordinanza di misura cautelare è stata eseguita questa mattina dagli agenti del Commissariato di Avezzano ed è stata emessa dal GIP del Tribunale di Avezzano Anna Carla Mastelli su richiesta del P.M. Lara Seccaccini. L’uomo, nel mese scorso, aveva rapinato un negozio del centro di Avezzano. La successiva immediata attività di indagine del personale della Squadra Anticrimine del Commissariato ha accertato la sicura responsabilità del reato.

 

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Cronaca e Giudiziaria

Tangenti negli appalti pubblici dei comuni della Marsica, chiesto rinvio a giudizio per 33 indagati

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Avezzano – Il sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato, davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Avezzano Maria Proia, ha chiesto il rinvio a giudizio per 33 degli indagati coinvolti in un giro di presunte tangenti in materia di appalti pubblici in vari comuni della Marsica. Imprenditori e politici marsicani sono accusati a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, turbativa d’asta, estorsione, concussione, falso, riciclaggio, usura e responsabilità amministrativa del legale rappresentate della società in relazione al reato della corruzione.

Bianchini Maurizio, D’Aurelio Federico e Salucci Angelo dovranno rispondere di corruzione e turbativa d’asta insieme a Babusci Luigi, Di Cesare Martorano, Del Corvo Gianluca, Dominici Luca, Di Stefano Francesco, Tonelli Claudio, Quaglieri Mario, Pignatacci Guido, Manzoni Luca, Venditti Paolo, Bonaldi Ermanno, Piccone Filippo, Gatti Mario, Maurizi Aurelio, Salvatore Manfredo e Ciaccia Luigi, nonché: Quaglieri Paola per il reato di estorsione, atto posto ai danni del Capogna per averlo costretto a versare € 6.000,00 a titolo di sponsorizzazione della locale squadra di calcio; Marcelli Francesco Maria per più episodi di usura commessi nell’arco temporale ottobre 2008 – dicembre 2011 consistenti in una elevatissima somma di denaro; Buccitti Fabio per il reato di riciclaggio, avendo egli emesso una falsa fattura nell’anno 2011 relativa ad un’operazione inesistente per € 70.320,00, somma versata dal Capogna Angelo a Paolini Danilo e Santomaggio Mariano quale prezzo della loro intermediazione nell’aggiudicazione delle gare per l’affidamento del servizio di pubblica illuminazione; Aureli Mario, Di Cesare Martorano, Tonelli Claudio e Palumbo Domenico per il reato di concussione, commesso nella loro qualità di tecnici, dirigenti, funzionari o sindaci nei Comuni di Trasacco, Villavallelonga ed Avezzano, attività consistita nel richiedere pagamenti o prestazioni di servizi o a loro favore o a favore di terzi o finalizzata all’assunzione dei propri familiari (Di Cesare Martorano); De Angelis Corrado, per il reato di estorsione per aver costretto il Capogna Angelo a pagare la somma di € 20.760,00 ai fini di uscire dall’associazione temporanea di imprese con cui era stata vinta la gara della pubblica illuminazione del Comune di Collelongo; Piperni Cesidio, Morgante Elio, Frigioni Vittoriano, Del Corvo Gianluca, Bonaldi Ermanno ed Attili Giampiero per l’approvazione nel settembre 2011 della delibera di giunta del Comune di Celano inerente un progetto ritenuto inesistente da parte della Procura.

L’inchiesta condotta dalla Procura di Avezzano, relativa a fatti riconducibili agli anni 2009/2012 e riferita a presunte illegittimità poste in essere in sette Comuni della Marsica: Avezzano, Cerchio, Trasacco, Collelongo, Villavallelonga, Celano e Ortucchio, in relazione agli appalti e gestione del servizio di pubblica illuminazione di volta in volta attuato ed attivato nei citati Comuni. Il tutto nasce dalle circostanziate dichiarazioni dell’allora legale rappresentante della fallita società Saridue srl, Capogna Angelo, il quale, nei due interrogatori ai pubblici ministeri del 25 e 28 febbario 2015 e nei successivi sei interrogatori resi alla squadra mobile della Questura dell’Aquila del 16 e 28 marzo, 1 aprile, 9 e 28 maggio e 1 giugno 2015,ricostruì e confermò l’intera vicenda che lo vede coinvolto nel ruolo di corruttore per i singoli e specifici episodi contestati di corruzione e turbativa d’asta, oltre che nel reato di associazione a delinquere insieme ai coindagati Tedeschi Gianfranco, Paolini Danilo e Santomaggio Mariano – attualmente capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale di Avezzano – per fatti presumibilmente commessi dall’anno 2009 all’anno 2014. A fronte degli interrogatori resi dal Capogna e dei riscontri, testimonianze e documenti, la pubblica accusa ha ricostruito quando accadeva presso gli uffici tecnici dei vari Comuni e ha cristallizzato le contestazioni nei confronti delle singole persone coinvolte.

Ampio il collegio difensivo composto dagli avvocati: Leonardo Casciere, Roberto Verdecchia, Antonio e Pasquale Milo, Mario Stefano Guanciale, Roberto Marino, Domenicantonio Angeloni, Paolo Colaiuda, Franco Colucci, Carlo Polce, Gianclemente Berardini e Mario Flammini.

 

 

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Cronaca e Giudiziaria

Sorpresi in auto con tv, tablet e elettrodomestici: avezzanese e marocchino arrestati per furto

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Ovindoli – Con l’accusa di furto aggravato i carabinieri della stazione di Ovindoli hanno arrestato in concorso due giovani sorpresi in flagranza mentre erano a bordo di un’auto carica di oggetti provento di furti avvenuti nella zona. Si tratta di  C.T., di 20 anni di Avezzano e E.M.M., di 27 anni originario del Marocco, che sono stati bloccati dai militari lungo la Strada Provinciale 696, ex Tiburtina, a bordo di un’autovettura carica di televisori, tablet, elettrodomestici di uso comune, abbigliamento ed alimenti. Le successive indagini, condotte dai militari della Stazione di Ovindoli, coadiuvati dai colleghi delle Stazioni di Celano e Trasacco, coordinati dal Capitano Pietro Fiano, hanno consentito di collegare gli oggetti rinvenuti a furti perpetrati, immediatamente prima, in alcuni appartamenti di Rovere, frazione di Rocca di Mezzo. Ulteriori ricerche hanno anche permesso di rinvenire, nei pressi di due abitazioni soggette a furto alcuni sacchi contenenti refurtiva pronta per essere recuperata dai due in un secondo momento. Il magrebino è stato rinchiuso presso la Casa Circondariale di Avezzano mentre il suo complice è stato tradotto presso la propria abitazione in regime degli arresti domiciliari. La refurtiva, completamente recuperata, è stata inventariata per essere restituita ai legittimi proprietari.

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Cronaca e Giudiziaria

Perde il controllo del furgone sull’asfalto viscido e si ribalta, ferito un marsicano

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Avezzano – Sarebbero state le condizioni del manto stradale, reso estremamente viscido a causa della pioggia battente che imperversava sull’area, a causare il capottamento di un furgone che viaggiava sulla Ss82.

L’incidente è avvenuto oggi pomeriggio, nei pressi di via Napoli ad Avezzano. Il conducente del mezzo, un uomo di Luco dei Marsi, è stato soccorso dai vigili del fuoco e trasportato dal personale del 118 all’ospedale di Avezzano, dov’è attualmente ricoverato; il ferito avrebbe riportato diversi traumi ma non sarebbe in pericolo di vita. Sul posto, per i rilievi del caso, i carabinieri del comando di Avezzano.

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Oltre 550 mila euro di tasse non pagate, accolto il ricorso di Collella contro il comune di Canistro

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Canistro“La Commissione tributaria provinciale dell’Aquila, con tre distinte sentenze, ha accolto i ricorsi della Santa Croce contro le richieste del Comune di Canistro, dei pagamenti delle tasse sui rifiuti relative alle annualità che vanno dal 2012 al 2015, per un ammontare di oltre 553 mila euro, si tratta di istanze relative allo smaltimento nello stabilimento del comune marsicano di proprietà della società che produce l’omonima acqua minerale di rilievo nazionale che, secondo i giudici, sono del tutto infondate perché l’azienda smaltisce autonomamente affidando il servizio a società specializzate – A renderlo noto la stessa società dell’imprenditore molisano Camillo Colella – a lungo concessionaria, fino alla revoca da parte della Regione Abruzzo, impugnata dallo stesso sodalizio, delle sorgenti Sant’Antonio Sponga di Canistro (L’Aquila). La Santa Croce ha riattivato la produzione nel suo stabilimento marsicano, imbottigliando dalla sorgente “Fiuggino”, nonostante il duro contenzioso legale su molteplici fronti con lo stesso Comune di Canistro guidato dal sindaco, Angelo Di Paolo, e con la Regione Abruzzo. Gli accertamenti per omesso o infedele pagamento, dal Comune di Canistro, notificati nel corso del 2017, richiedevano il pagamento di 97.323 euro per la tassa dei rifiuti dell’annualità 2012, 125.484 euro per la tassa dei rifiuti dell’annualità 2013, 165.913 euro per quella dell’anno 2014, e infine 164.384 euro per quella del 2015. Il pronunciamento della Commissione tributaria è una ulteriore prova dell’accanimento delle istituzioni, in testa la Regione Abruzzo e il Comune di Canistro contro la Santa Croce – spiega Colella -. Anche in questa occasione, abbiamo dimostrato la nostra estraneità a rilievi e accuse chiaramente fuori luogo. Nel caso in oggetto, c’è l’aggravante che le somme richieste, sono state iscritte in bilancio dal Comune che, quindi, ora dovrà coprire i buchi”.

“La Santa Croce, assistita dagli avvocati Roberto e Anna Fasciani, ha presentato ricorso ritenendo non dovute le somme. Per quanto riguarda infatti l’annualità 2012, la società dell’imprenditore Colella ha evidenziato alla Commissione tributaria, che essendo “una società di livello nazionale per l’imbottigliamento e la vendita delle acque minerali”, e pertanto per legge, “è obbligata al recupero dei rifiuti prodotti”, ha provveduto autonomamente a smaltire a proprie spese i rifiuti quantificabili in oltre 164 mila chili, avvalendosi del servizio offerto dal Consorzio nazionale imballaggi (Conai) ed altre società specializzate. La Commissione nella sentenza del luglio 2018 ha dato ragione piena alla Santa Croce, evidenziando che “il pagamento richiesto farebbe raddoppiare il costo di smaltimento per la società e costituirebbe un ingiusto arricchimento per il Comune di Canistro, per un servizio non prestato”. In precedenza, con altre due sentenze del gennaio 2018, la Commissione tributaria ha invece dichiarato non dovuti i pagamenti delle tasse sui rifiuti delle annualità 2013, 2014 e 2015. I legali hanno sottolineato nel ricorso che i rifiuti prodotti nello stabilimento di Canistro sono costituiti da imballaggi terziari, non assimilabili in nessun modo ai rifiuti urbani, essendo essi del resto smaltiti autonomamente attraverso aziende autorizzate. È del resto lo stesso regolamento comunale di Canistro a stabilirlo. La Commissione tributaria ha dunque preso atto che “la società ricorrente ha documentato che tutti i rifiuti prodotti sono stati gestiti e recuperati nel pieno rispetto della normativa in merito, producendo ogni singolo formulario di carico e scarico dei rifiuti dai quali si evince chiaramente che il rifiuto è stato destinato al recupero e in quanto tale, identificato, preso in carico e gestito dall’azienda autorizzata destinataria la quale ha rilasciato dichiarazione di recupero dei rifiuti conferiti. Il Comune è stato in tutti i casi condannato al pagamento delle spese legali”. E’ quanto riporta una nota divulgata dalla società Sorgente Santa Croce Spa.

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Cronaca e Giudiziaria

Tragedia a Scurcola Marsicana, muore il proprietario di “Piazza Grande”

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Scurcola MarsicanaAgostino Valente, 73 anni, è rimasto schiacciato dal peso di un cancello in ferro ed è morto sul colpo, inutili i tentativi di salvargli la vita. Sul posto, allertati da alcuni parenti che hanno assistito alla tragedia, sono giunti prontamente i vigili del fuoco di Avezzano e i sanitari del 118, ma per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Valente, titolare del noto locale “Piazza Grande”, era molto conosciuto a Scurcola Marsicana e in tutta Marsica. Il dramma si è consumato nel tardo pomeriggio di ieri, la vittima stava riparando un cancello in ferro proprio all’interno della sua proprietà.

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