Connect with us

Cronaca e Giudiziaria

Antenna San Francesco, arriva la lettera aperta al sindaco

Pubblicato

on

Alla cortese attenzione:

dell’Ill.mo Sig. Sindaco
del Comune di Avezzano

dei Consiglieri di Maggioranza

dei Consiglieri di Minoranza

dell’assessore all’ Ambiente

dell’assessore alla Sanità

del Responsabile del Settore Urbanistico

di tutti gli Enti ed Associazioni Varie interessate alla tutela della salute
pubblica e alla salvaguardia del territorio

della Pro-Loco di Avezzano

della Unione Nazionale Consumatori
-Sede di Avezzano-
Via Fratelli Rosselli, 79

OGGETTO: Lettera aperta: l’ennesima antenna per la telefonia mobile installata su un edificio situato su via Roma angolo via Collerotondo-Avezzano.

Ill.mo sig. Sindaco,
a breve entrerà in funzione l’impianto per la telefonia mobile VODAFONE installato circa un mese fa, senza alcun preavviso per la popolazione e a tamburo battente (in soli due giorni…!) , sull’edificio situato in via Roma angolo via Collerotondo, in pieno centro abitato, nel cuore del popoloso quartiere cd. “dei Frati”.
Dunque, siamo di fronte all’ennesima installazione di un sito adibito alla trasmissione della telefonia mobile, all’ennesimo capitolo destinato inevitabilmente ad alimentare il triste fenomeno della “antenna selvaggia” (che investe ormai, a macchia d’olio, tutto il territorio nazionale), nella coscienza e nella consapevolezza che, purtroppo, non sarà di certo l’ultimo, volendo noi dare credito (magari potessimo essere smentiti con argomenti validi !) alle voci che già circolano in città su nuove allocazioni che nell’immediato futuro interesseranno il nostro già martoriato territorio.
Ed allora è necessario e doveroso per noi membri del “Comitato di Quartiere San Francesco (cd. dei Frati)”, che da alcuni anni, come a Lei ben noto, è sorto proprio in questa zona della città con l’evidente scopo di fornire a tutti i residenti un mezzo di comunicazione diretta con coloro che la governano ed uno strumento di democrazia partecipata, attraverso il quale esercitare –quando necessario- un controllo trasparente sull’operato della amministrazione di turno, ….è doveroso, dicevamo, chiedersi e interrogarsi se nel caso di specie l’iter seguito dalla Compagnia telefonica Vodafone sia perfettamente conforme e rispondente alla normativa vigente, che dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) essere posta a tutela della salute pubblica contro il pericolo derivante dall’inquinamento elettromagnetico.
Ma, illustre concittadino, non vogliamo sentirci ripetere anche da Lei ciò che già sappiamo benissimo, e cioè che il legislatore consente e addirittura favorisce questa proliferazione smisurata di impianti, nel segno e nel nome di un progresso tecnologico che avanza silenziosamente ma inesorabilmente, al quale ormai tutti ci siamo purtroppo assuefatti, dimenticando o sottovalutando le pericolose conseguenze che da esso possono derivare a carico della nostra salute; non possiamo e non vogliamo essere, nell’era in cui viviamo, contro la tecnologia, ma riteniamo che essa non necessariamente debba essere piazzata sulle teste dei cittadini !
Allora, pur prendendo atto che la normativa in materia ormai da anni (a partire dal D.L. 198/2002 fatto approvare dall’allora ministro delle Telecumincazioni Maurizio Gasparri) ha introdotto norme sempre meno restrittive “….al fine di agevolare la liberalizzazione nel settore delle telecomunicazioni in un mercato concorrenziale…” (dunque nascondendo, senza peraltro riuscirvi completamente, gli enormi interessi economici sottesi al fenomeno dietro la maschera della necessità di accelerare la modernizzazione del paese), arrivando addirittura ad omettere di fissare precisi limiti di distanza dei ripetitori dalle case (salvo casi particolari: scuole, ospedali ecc) e a considerare tali strutture di importanza pari alle opere di urbanizzazione primaria (alla stregua di strade, fogne, illuminazione pubblica, ecc.), cioè di quelle opere da intendersi “indispensabili” per la vivibilità di un determinato abitato (e riteniamo che questa sia una vera e propria aberrazione), …….in un contesto di siffatto genere, allora, quali sono le proposte e le richieste che questo Comitato, a tutela degli interessi pubblici veramente preminenti ed essenziali (quale quello alla salute e alla difesa dell’ambiente), sente di poter e di dover avanzare a chi amministra la nostra città ?
Ebbene, al di là della mera verifica concernente la regolarità e/o legittimità della pratica amministrativa che nel caso in questione ha portato alla installazione della antenna su via Roma, che di certo gli organi competenti hanno (o quantomeno avrebbero) il dovere, anzi l’obbligo, di avviare preventivamente e d’ufficio, di propria iniziativa, a prescindere da qualunque istanza e richiesta proveniente dagli sfortunati cittadini di turno, noi chiediamo con forza a questa amministrazione un duplice impegno, o meglio lo esigiamo:

1) E’ in primo luogo necessario che il Comune proceda finalmente, senza ulteriori indugi ormai non più tollerabili, ad adottare un Piano di Localizzazione degli impianti di trasmissione della telefonia mobile, secondo i criteri dettati in materia dalla Regione Abruzzo, cui spetta appunto il compito di disciplinare l’uso del territorio, pur senza impedire od ostacolare ingiustificatamente l’insediamento degli impianti stessi.
Secondo quanto previsto e disciplinato nell’art. 11, comma 1, Legge Regione Abruzzo n. 45/2004 (così come modificato ed integrato dall’art. 4 L.R. n. 11/2005) è il Comune che deve predisporre, in sede di P.R.G. o in sede di variante allo strumento urbanistico, un apposito regolamento inteso ad individuare i siti tecnologici da utilizzare per una ottimale localizzazione delle antenne di telefonia mobile, tenuto conto imprescindibilmente da un canto della morfologia del territorio, e dall’altro della funzionalità delle reti e dei servizi, che in ogni caso va assicurata.
Come risulta pacificamente acclarato dalla giurisprudenza amministrativa (si veda in proposito anche sentenza del TAR Abruzzo-L’Aquila n. 664/2011, resa nel processo n. 208/2011 vertente proprio tra il Comune di Avezzano e la Vodafone Omnitel Spa) la normativa regionale “….prefigura…uno strumento urbanistico contenente la localizzazione degli impianti e l’individuazione dei siti che assicurino la funzionalità delle reti e dei servizi…”: ne consegue che gli impianti, anche nel nostro territorio, dovrebbero essere realizzati solo ed unicamente nelle zone di PRG ove sia già prevista la loro installazione, sulla base di criteri oggettivi atti a suggerire soluzioni idonee a minimizzare il più possibile l’esposizione dei cittadini ai campi elettromagnetici.
Ma tale regolamento di PRG non è stato mai adottato dal Comune di Avezzano.
Ed è per questo che i Gestori continuano a fare “il loro mestiere” e, di conseguenza, a chiedere alle amministrazioni che si sono succedute negli anni e che si succederanno di essere autorizzati ad installare i propri impianti nei luoghi da loro unilateralmente prescelti ed individuati, dietro corresponsione di cospicue somme ai proprietari cittadini che si dichiarano disposti a locare i propri edifici per questo scopo. Il tutto seguendo, ovviamente, la mera e speculativa logica del mercato e non certo quella della salvaguardia e della tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
Ma ciò non deve più accadere: i siti e le zone di PRG da individuare ad opera del Comune per la ottimale localizzazione degli impianti devono avere natura pubblicistica, selezionati in modo tale che risulti tutelata, insieme alla funzionalità delle stazioni, anche e soprattutto la morfologia del territorio e la salute dei cittadini.
E non solo: tale modo di operare assicurerebbe anche entrate non indifferenti per le casse comunali (le somme, cioè, erogate dai gestori in cambio dello sfruttamento di tali spazi), da utilizzare a vantaggio della intera comunità locale.
Il Comitato di Quartiere San Francesco pertanto, per quanto sopra premesso, La invita con forza, nella sua qualità, a procedere a tutte le opportune verifiche del caso e, soprattutto, a far sì che sia finalmente avviato l’iter burocratico-procedimentale diretto alla elaborazione e al conseguente inserimento in PRG del Piano per la localizzazione dei siti tecnologici adibiti alla trasmissione della telefonia cellulare sul territorio comunale; nel frattempo dovrà essere deliberata la sospensione di tutte le procedure di autorizzazione già in corso, e di quelle che dovessero essere avviate nell’immediato futuro. Ciò a tutela della salute collettiva di tutta la cittadinanza, nel pieno assolvimento di uno tra i compiti primari che certamente spetta ad ogni Sindaco di qualunque città.

2) E’ necessario, inoltre, che l’amministrazione comunale di questa città adotti ogni più opportuna iniziativa intesa a verificare che l’inquinamento elettromagnetico proveniente dall’impianto di via Roma appena installato, così come da tutti gli altri messi in funzione in precedenza nell’ambito del nostro comprensorio, si mantenga permanentemente ben al di sotto delle soglie di esposizione e dei valori di attenzione fissati dalla legge statale (in primis, Legge 22/2/2001 n. 36: legge quadro sulla protezione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici): anche perché vi è piena, triste consapevolezza che, nonostante il rispetto dei limiti di legge, ancora oggi non esistono conclamati studi scientifici che accertino gli effetti cronici dei campi elettromagnetici e, conseguentemente, non esiste soglia sotto la quale si possano escludere effetti nocivi per emissioni anche di bassa intensità.
E’ il c.d. principio di precauzione che Vi “impone” questo comportamento: esso si annovera tra quelli fondamentali nell’ambito della politica comunitaria in materia ambientale (art. 174 del trattato della Comunità Europea), ed è già recepito nella legislazione nazionale dal Codice dell’Ambiente (art. 3 ter D.Lgs 152/2006). In estrema sintesi, al fine di garantire la protezione e la cura dei beni fondamentali quali, appunto, la salute o l’ambiente, è necessaria l’adozione o l’imposizione di determinate misure di cautela anche in situazioni di incertezza scientifica, nelle quali è ipotizzabile soltanto una situazione di rischio, e non invece dimostrata, allo stato delle attuali conoscenze, la sicura o anche solo probabile evoluzione del rischio in pericolo.
Perciò non è affatto sufficiente che il Comune, quale ente specificatamente preposto al controllo dei livelli di esposizione ai campi elettromagnetici, si limiti ad assicurare campagne periodiche di misurazione, avvalendosi –come di prassi accade- dei tecnici specializzati dell’Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente (ARTA). Occorre ben altro impegno: è assolutamente necessario che esso deliberi di dotarsi di strumentazione idonea per effettuare autonomamente controlli permanenti, 24 ore su 24, su tutti gli impianti in funzione nel nostro territorio, previa idonea mappatura delle antenne già realizzate e di quelle di futura, prevista installazione.
Solo così operando si potrà, quantomeno, nutrire la speranza di riuscire a minimizzare il più possibile i potenziali danni alla salute umana arrecati dall’emissione di onde elettromagnetiche, nell’attesa che nel frattempo la comunità scientifica sia in grado di fornirci notizie più sicure e rassicuranti.
Questo Comitato, a sua volta, a prescindere dalle invocate e auspicate iniziative che l’amministrazione vorrà intraprendere nel senso appena sopra evidenziato, fa rilevare che intende organizzarsi anche per conto proprio, al costo di immani sacrifici, pur di riuscire a dotarsi di idonee apparecchiature e procedere a propri autonomi e continui controlli sulle emissioni provenienti dalla antenna di recente installazione. La Compagnia VODAFONE è avvisata !
Non abbiamo intenzione, sia ben chiaro, di rimanere a guardare e di attendere, magari vanamente, che qualche attento amministratore si sensibilizzi e si adoperi fattivamente per la soluzione di questo preoccupante problema: non molleremo la presa e continueremo ad insistere sulle nostre richieste, finché non avremo risposte esaustive e concrete.
Ci auguriamo infine che analoghe iniziative vengano intraprese nel nostro comprensorio, nei territori limitrofi e/o negli altri Comuni della Marsica da parte di Enti, Associazioni varie, o -più semplicemente- di comitati spontanei di cittadini che vorranno unirsi a noi nella lotta contro la smisurata proliferazione delle antenne e delle stazioni di telefonia mobile.
Ad essi rivogliamo con forza il nostro caloroso invito.
Nella speranza di essere ancora in tempo a far sì che le nuove generazioni non abbiano a pagare in futuro un prezzo troppo alto. Nel caso sapranno, almeno, chi ringraziare!
Distinti saluti.

IL COMITATO DI QUARTIERE
“SAN FRANCESCO” DI AVEZZANO

Abruzzo

POLIZIA DI STATO: OPERAZIONE “FARE CENTRO” DURO COLPO AL TRAFFICO DI STUPEFACENTI.

Pubblicato

on

Ieri mattina, personale della Squadra Mobile di L’Aquila, al termine di una complessa e articolata attività investigativa, ha eseguito sette, delle nove, ordinanze di custodia cautelare disposte dal GIP del Tribunale di L’Aquila, Dr. Giuseppe Romano GARGARELLA, nei confronti di sei uomini ed una donna, indagati per reati connessi allo spaccio di sostanze stupefacenti.

In particolare, R. K., 32enne di nazionalità albanese, e M. M., 46enne di nazionalità italiana, sono stati destinatari della misura cautelare della custodia in carcere, mentre sono stati posti agli arresti domiciliari S. O., 28enne, R. S., 25enne, e H. E., 40enne, tutti cittadini albanesi, S. D., 30enne romena, e S.T. , 50enne macedone.
Sono in corso le ricerche di altri due indagati, un 27enne romeno e un 32enne albanese, destinatari, rispettivamente, della custodia cautelare in carcere e di quella degli arresti domiciliari.
Sei di loro dovranno rispondere del delitto di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di cocaina, gli altri tre delle varie cessioni dello stupefacente.
Le indagini, durate circa un anno, sono iniziate nell’estate del 2017, allorquando nel corso dei continui servizi di osservazione effettuati dagli operatori della Sezione Antidroga è stato notato un anomalo via vai di persone nei pressi di un’abitazione della centrale Via del Guasto.
Gli investigatori, approfondendo il fenomeno, hanno capito che, all’interno e nei pressi dello stabile, avvenivano numerose cessioni di sostanza stupefacente del tipo cocaina.
Le attività investigative, coordinate dal P.M., dr. David MANCINI della DDA di L’Aquila e dalla Direzione Centrale per i Servizi Antidroga del Ministero dell’Interno, hanno permesso di documentare, anche attraverso l’utilizzo di intercettazioni telefoniche ed ambientali, una fiorente attività di spaccio di cocaina.
I clienti, dopo aver preso accordi telefonici con gli indagati, utilizzando anche whatsapp, entravano nell’abitazione e ricevevano la cocaina pattuita: il prezzo di ogni singola dose (mezzo grammo) era di circa 50 euro.
In alcuni casi, per eludere i controlli delle Forze dell’Ordine, alcuni clienti consumavano la droga direttamente nell’abitazione.
Le articolate attività operative hanno consentito, inoltre, di dimostrare l’esistenza di una vera e propria associazione, di cui facevano parte alcuni degli indagati, costituita allo scopo di reperire e poi vendere al dettaglio la cocaina, evidenziando i singoli ruoli degli appartenenti all’associazione criminale.
Lo spaccio avveniva, principalmente, nell’abitazione di Via del Guasto, luogo scelto dai malviventi perché vicino ai locali di intrattenimento della città; in alcuni casi è stata documentata la cessione di droga anche in altri luoghi cittadini,
Già ai primi stadi delle indagini, R.K e T.M. , uno dei soggetti al momento irreperibile, sono stati arrestati in flagranza di reato, con conseguente sequestro di circa 450 gr. di cocaina.
La puntuale e analitica ricostruzione degli episodi di spaccio, l’individuazione del modus operandi e dei “compiti” che ogni appartenente all’organizzazione svolgeva, hanno consentito alla Squadra Mobile di prospettare alla Procura della Repubblica un solido quadro probatorio circa le responsabilità degli indagati e hanno così permesso all’Autorità Giudiziaria di disporre i provvedimenti cautelari oggi eseguiti dalla Polizia di Stato.

Continua a leggere

Abruzzo

POLIZIA DI STATO : MAXI SEQUESTRO DI SOSTANZE STUPEFACENTI

Pubblicato

on

Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio nella provincia di L’Aquila, in particolare nella Valle Peligna, nel tardo pomeriggio di ieri, personale della Polizia di Stato in servizio presso la Sottosezione Polizia Stradale di Pratola Peligna, ha proceduto, nei pressi del casello autostradale A25 di Bussi (PE), al controllo di due autovetture che avevano destato sospetti negli operatori.
Il controllo eseguito sulla prima autovettura, una Fiat Panda di colore nero, e sul conducente, un 30enne di origine campana, ha dato esito negativo, mentre quello effettuato sul secondo veicolo, un’autovettura Lancia Y di colore azzurro metallizzato, condotta da un romano 39enne, ha fatto emergere anomalie sui rivestimenti interni delle portiere.
La rimozione dei pannelli in tessuto ha consentito di rinvenire, occultati, n.14 panetti rivestiti di cellophane, che sottoposti ai narcotest risultavano contenere sostanza stupefacente, ed in particolare cocaina, per oltre due chili complessivi, ed hashish, per un quantitativo superiore a sei chili.
Entrambi i conducenti sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Pescara, che disponeva l’arresto in flagranza per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del giovane romano.

Continua a leggere

Abruzzo

FURTI MARSICA : IDENTIFICATO IL LADRO DI TABACCHI

Pubblicato

on

Si è reso responsabile di due furti di tabacchi, sottratti all’interno dei
veicoli di due donne, titolari di esercizi commerciali bar nella Marsica, le quali avevano prelevato una fornitura di sigarette poco prima presso i Monopoli di Stato in Avezzano.

Gli episodi verificatisi il 23 gennaio in Scurcola Marsicana, frazione
Cappelle dei Marsi ed il 18 febbraio scorso in Tagliacozzo hanno
immediatamente allertato i Carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo, nella considerazione delle analogie circa le modalità in cui si sono verificati, ovvero furti su autovettura ai danni di due donne, mentre i rispettivi veicoli si trovavano parcheggiati nelle aree antistanti grandi esercizi commerciali lungo la Via Tiburtina Valeria.

I Carabinieri delle Stazioni di Tagliacozzo e Scurcola Marsicana, al termine di un’attività di indagine, costituita principalmente nell’analisi dei filmati di video sorveglianza di alcune attività commerciali presenti nei luoghi ove sono state perpetrate le azioni delittuose, hanno identificato e
deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria un 49enne di Napoli.

Le indagini proseguono ulteriormente al fine di individuare eventuali
complici e sono orientate anche a riscontrare le responsabilità in ordine ad altri eventi della stessa natura, nella considerazione che questi non sono gli unici casi riscontrarti di recente nella Marsica.

Continua a leggere

Abruzzo

TAGLIACOZZO : SCOPERTA BANDA DI RAPINATORI SERIALI DAI CARABINIERI

Pubblicato

on

I Carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo (AQ) stanno dando esecuzione in queste ore a due ordinanze di misura cautelare, emesse dai GIP del Tribunale di Avezzano e del Tribunale per i Minorenni di L’Aquila, nei confronti di 5 indagati, di cui due sottoposti a speciale misura di protezione in località protetta, poiché familiari non conviventi di un collaboratore di giustizia, ritenuti responsabili di aver commesso una sequela ininterrotta di gravi reati predatori e contro la persona nella provincia di L’Aquila tra novembre 2017 e marzo 2018.

Ulteriori informazioni si avranno dopo la conferenza stampa prevista per 11:00 di questa mattina.

Continua a leggere

Cronaca e Giudiziaria

CAPISTRELLO : DEFERITO IL RESPONSABILE DEL GESTO INTIMIDATORIO RIVOLTO A MARCO LUSI

Pubblicato

on

I militari della Stazione di Capistrello hanno deferito in stato di libertà
alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avezzano (AQ) per il
reato di “danneggiamento” il responsabile dell’atto intimidatorio rivolto a
Marco Lusi, 45enne, ingegnere di Capistrello, il 2 marzo u.s. nel piazzale
antistante il locale campo sportivo, consistito nello sfregio alla fiancata
dell’autovettura di sua proprietà.

Si tratta di un familiare di uno dei destinatari della misura cautelare
eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo il 20 novembre 2018
nell’ambito delle indagini condotte sull’affidamento di incarichi e servizi
pubblici del Comune di Capistrello.

Inoltre, i Carabinieri della Stazione sono riusciti ad identificare un altro
congiunto che è stato deferito alla Procura della Repubblica di Avezzano
perché ritenuto responsabile di minacce rivolte al LUSI nel mese di dicembre
2018.

L’attività dell’Arma dei Carabinieri, sempre in costante sinergia con
l’Autorità Giudiziaria, è diretta a tutelare anche le persone coinvolte, a
vario titolo, nei procedimenti penali, al fine di garantire il regolare
svolgimento dell’iter processuale.
I militari della Stazione di Capistrello hanno deferito in stato di libertà
alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avezzano (AQ) per il
reato di “danneggiamento” il responsabile dell’atto intimidatorio rivolto a
Marco Lusi, 45enne, ingegnere di Capistrello, il 2 marzo u.s. nel piazzale
antistante il locale campo sportivo, consistito nello sfregio alla fiancata
dell’autovettura di sua proprietà.
Si tratta di un familiare di uno dei destinatari della misura cautelare
eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo il 20 novembre 2018
nell’ambito delle indagini condotte sull’affidamento di incarichi e servizi
pubblici del Comune di Capistrello.
Inoltre, i Carabinieri della Stazione sono riusciti ad identificare un altro
congiunto che è stato deferito alla Procura della Repubblica di Avezzano
perché ritenuto responsabile di minacce rivolte al LUSI nel mese di dicembre
2018.
L’attività dell’Arma dei Carabinieri, sempre in costante sinergia con
l’Autorità Giudiziaria, è diretta a tutelare anche le persone coinvolte, a
vario titolo, nei procedimenti penali, al fine di garantire il regolare
svolgimento dell’iter processuale.

Continua a leggere

Cronaca e Giudiziaria

CAPISTRELLO : DEFERITO IL RESPONSABILE DEL GESTO INTIMIDATORIO RIVOLTO A MARCO LUSI

Pubblicato

on

I militari della Stazione di Capistrello hanno deferito in stato di libertà
alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avezzano (AQ) per il
reato di “danneggiamento” il responsabile dell’atto intimidatorio rivolto a
Marco Lusi, 45enne, ingegnere di Capistrello, il 2 marzo u.s. nel piazzale
antistante il locale campo sportivo, consistito nello sfregio alla fiancata
dell’autovettura di sua proprietà.

Si tratta di un familiare di uno dei destinatari della misura cautelare
eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo il 20 novembre 2018
nell’ambito delle indagini condotte sull’affidamento di incarichi e servizi
pubblici del Comune di Capistrello.

Inoltre, i Carabinieri della Stazione sono riusciti ad identificare un altro
congiunto che è stato deferito alla Procura della Repubblica di Avezzano
perché ritenuto responsabile di minacce rivolte al LUSI nel mese di dicembre
2018.

L’attività dell’Arma dei Carabinieri, sempre in costante sinergia con
l’Autorità Giudiziaria, è diretta a tutelare anche le persone coinvolte, a
vario titolo, nei procedimenti penali, al fine di garantire il regolare
svolgimento dell’iter processuale.
I militari della Stazione di Capistrello hanno deferito in stato di libertà
alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avezzano (AQ) per il
reato di “danneggiamento” il responsabile dell’atto intimidatorio rivolto a
Marco Lusi, 45enne, ingegnere di Capistrello, il 2 marzo u.s. nel piazzale
antistante il locale campo sportivo, consistito nello sfregio alla fiancata
dell’autovettura di sua proprietà.
Si tratta di un familiare di uno dei destinatari della misura cautelare
eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo il 20 novembre 2018
nell’ambito delle indagini condotte sull’affidamento di incarichi e servizi
pubblici del Comune di Capistrello.
Inoltre, i Carabinieri della Stazione sono riusciti ad identificare un altro
congiunto che è stato deferito alla Procura della Repubblica di Avezzano
perché ritenuto responsabile di minacce rivolte al LUSI nel mese di dicembre
2018.
L’attività dell’Arma dei Carabinieri, sempre in costante sinergia con
l’Autorità Giudiziaria, è diretta a tutelare anche le persone coinvolte, a
vario titolo, nei procedimenti penali, al fine di garantire il regolare
svolgimento dell’iter processuale.

Continua a leggere

Cronaca e Giudiziaria

CAPISTRELLO : DEFERITO IL RESPONSABILE DEL GESTO INTIMIDATORIO RIVOLTO A MARCO LUSI

Pubblicato

on

I militari della Stazione di Capistrello hanno deferito in stato di libertà
alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avezzano (AQ) per il
reato di “danneggiamento” il responsabile dell’atto intimidatorio rivolto a
Marco Lusi, 45enne, ingegnere di Capistrello, il 2 marzo u.s. nel piazzale
antistante il locale campo sportivo, consistito nello sfregio alla fiancata
dell’autovettura di sua proprietà.

Si tratta di un familiare di uno dei destinatari della misura cautelare
eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo il 20 novembre 2018
nell’ambito delle indagini condotte sull’affidamento di incarichi e servizi
pubblici del Comune di Capistrello.

Inoltre, i Carabinieri della Stazione sono riusciti ad identificare un altro
congiunto che è stato deferito alla Procura della Repubblica di Avezzano
perché ritenuto responsabile di minacce rivolte al LUSI nel mese di dicembre
2018.

L’attività dell’Arma dei Carabinieri, sempre in costante sinergia con
l’Autorità Giudiziaria, è diretta a tutelare anche le persone coinvolte, a
vario titolo, nei procedimenti penali, al fine di garantire il regolare
svolgimento dell’iter processuale.
I militari della Stazione di Capistrello hanno deferito in stato di libertà
alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avezzano (AQ) per il
reato di “danneggiamento” il responsabile dell’atto intimidatorio rivolto a
Marco Lusi, 45enne, ingegnere di Capistrello, il 2 marzo u.s. nel piazzale
antistante il locale campo sportivo, consistito nello sfregio alla fiancata
dell’autovettura di sua proprietà.
Si tratta di un familiare di uno dei destinatari della misura cautelare
eseguita dai Carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo il 20 novembre 2018
nell’ambito delle indagini condotte sull’affidamento di incarichi e servizi
pubblici del Comune di Capistrello.
Inoltre, i Carabinieri della Stazione sono riusciti ad identificare un altro
congiunto che è stato deferito alla Procura della Repubblica di Avezzano
perché ritenuto responsabile di minacce rivolte al LUSI nel mese di dicembre
2018.
L’attività dell’Arma dei Carabinieri, sempre in costante sinergia con
l’Autorità Giudiziaria, è diretta a tutelare anche le persone coinvolte, a
vario titolo, nei procedimenti penali, al fine di garantire il regolare
svolgimento dell’iter processuale.

Continua a leggere

In Evidenza