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Antenna Paterno, Mazzocchi: “I cittadini non vogliono il far west e l’antenna selvaggia”

“Il comune di Avezzano, trincerato dietro il silenzio assenso, autorizza un’installazione che per la comunità paternese rappresenta uno scempio ambientale e un affronto del primo cittadino alla stessa comunità che lo ha visto nascere. Non posso accettare come amministratore pubblico che qualcuno di quell’ente comunale invece di amministrare i cittadini e, dunque, di tutelare i pubblici interessi si preoccupi di dire che sotto c’è una strumentalizzazione politica. Ai politicanti di bassa lega dico che per me è un onore poter correre in aiuto, per quanto possibile, di una comunità lasciata a bella posta allo sbando dinanzi ad un problema che con atteggiamento da Ponzio Pilato l’amministrazione stava ignorando”. E’ quanto dichiarato dal consigliere provinciale Felicia Mazzocchi, in merito alla vicenda dell’antenna di telefonia mobile Wind a Paterno che, negli ultimi giorni, sta sollevando non poche polemiche.

“Ci vogliono le sommosse popolari per colmare le carenze di un consiglio comunale che bene avrebbe potuto deliberare il piano auspicato dai cittadini, che non vogliono assolutamente il far west e l’antenna selvaggia, e non vogliono nemmeno lotte fratricide per rivendicare diritti di pubblico interesse come la salute? È poi chiaro che andando a scavare l’origine del problema magari si dissolvono altre ombre inquietanti, – sostiene Mazzocchi – ma per queste ci sono gli organi inquirenti dello stato che procedono e verificano. I solerti funzionari e tecnici del comune di Avezzano nulla possono se portano sul tavolo del presidente del consiglio comunale (altro paternese) una proposta di delibera per disciplinare la materia, per tutto il territorio comunale, e il tanto lavoro si trasforma in carta straccia”.

“I vari amministratori ascoltati, continuano a nascondersi dietro il foglietto della legge Gasbarri – prosegue il consigliere – ma sanno bene che gli altri comuni d’Italia stanno deliberando sulla materia perché è un dovere dell’amministratore, in una società organizzata, che ci siano delle regole. Ed è pure un dovere civico che nel piano si individuino le zone di terreni comunali da adibire e non si lasci la bieca sporca speculazione privata a lucrare sulle spalle di un popolo inerme. Il comune saprebbe come reimpiegare i soldi incassati, a vantaggio del monitoraggio ambientale e delle emissioni sul proprio territorio – conclude Mazzocchi – ma tutto questo evidentemente è troppo logico per essere compreso da questa amministrazione chiusa nel palazzo, e, se l’antenna verrà delocalizzata, solo grazie a una dura e responsabile lotta popolare, avrà magari pure la faccia tosta di dire che ha risolto il problema. Adesso il cerino sta per bruciare le dita”.

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