Abruzzo

Annata nera per l’olio. Salasso per i consumatori

E’ uno scenario a tinte fosche con squarci di luce circoscritti a limitate fette di territorio, il quadro dell’annata olivicola appena partita, in anticipo di 15-20 giorni e tanto temuta dagli operatori già prima di iniziare. Pur senza generalizzare – qualche oasi felice esiste e prospera, per fortuna e per merito – i primi dati confermano il 2014 annus horribilis per la produzione dell’olio extravergine di oliva, alimento principe nella dieta mediterranea e oro verde d’Abruzzo. Una regione, l’Abruzzo, in crescente affermazione per i pregiati sentori e le altissime caratterische nutrizionali (ancora tutte da esplorare) delle sue varietà di olivi legati all’identità del territorio, inimitabili altrove. Ma quest’anno i raccolti delle olive risultano scarsi se non addirittura mancati, sulla costa come nella fascia interna e pedemontana. Resa e qualità inferiori, compromesse dall’estate anomala giunta in ritardo e non abbastanza temperata da favorire la fioritura delle piante, quindi impollinazione e allegagione. E poi le piogge, tanto frequenti da creare ristagni di umidità anche nella zona collinare normalmente fresca e ventilata, naturalmente protetta dagli attacchi della mosca olearia

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