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Ammazza la moglie e si suicida nel club dove il figlio gareggia

Erano separati di fatto da circa un anno, ma lui non riusciva a superare l’idea di quell’amore finito. Così, Salvatore Varavallo, 35 anni, muratore, residente a Sant’Arpino (Caserta) ieri mattina, poco prima delle dieci, è arrivato al “Fiore Club”, un centro sportivo in località Sardone, a Campigliano, frazione di San Cipriano Picentino (Salerno) e ha sparato alla moglie, Giustina Copertino, trentenne che viveva a Casal di Principe (Caserta), prima di suicidarsi. Varavallo si è recato alla struttura sportiva a bordo della sua utilitaria rossa, al cui interno c’erano un borsello e una coroncina del rosario. La moglie era in compagnia dei genitori per assistere ad una gara regionale di nuoto del figlio di 8 anni. Non era presente invece il figlio minore della coppia di 4 anni. L’omicida, dopo aver telefonato alla moglie per farla uscire con una scusa dal club, l’ha colpita con otto colpi esplosi da una pistola Manurhin P1 con matricola cancellata, tutti al torace. Poi si è allontanato sparando cinque colpi contro l’auto del suocero. Il tempo di ricaricare l’arma e ha sparato nuovamente alla compagna con due colpi al volto. Due uomini gli hanno gridato di abbassare l’arma, ma Varavallo ha rivolto la pistola contro di loro costringendoli a rifugiarsi dietro un muretto. L’uomo, dopo un tentennamento, ha puntato la pistola alla tempia e ha fatto fuoco. I due coniugi, trasportati entrambi in condizioni disperate in ospedale, sono morti poco dopo.

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