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AMATRICE: c’è un filo rosso che lega i Comuni dimenticati d’Italia

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C’è un filo conduttore che ha unito idealmente i Sindaci che ieri erano presenti agli “Stati Generali dei Comuni Dimenticati” ad Amatrice, ospiti del sindaco Sergio Pirozzi. Un filo che si dipana attraverso tutta l’Italia, da nord a sud alle isole, sottile, invisibile, fragile all’apparenza, in realtà tenace e resistente agli strappi. Un filo che ha legato gli ideali, al di là dei colori e delle ideologie politiche, di sindaci orgogliosi di amministrare questa Italia minore, innamorati dei loro territori, attraversati da un po’ di sana pazzia, ad assumersi grandi responsabilità pur di tenere in vita, oltre ogni difficoltà, le loro comunità strette a presidiare territori faticosi. Sindaci resilienti e liberi da schemi, con un forte senso del dovere, perché si fa sempre appello ai diritti ma c’è bisogno di tornare al dovere degli amministratori di opporsi ad ogni forma di prevaricazione della politica centrale sulle comunità poco numerose, politica che legifera da stanze lontane e non sa cosa significhi vivere in montagna, su un’isola o in un’area periferica.

Pirozzi ha scelto le parole di Nelson Mandela per accogliere i suoi colleghi ed ospiti: “Un vincitore è un sognatore che non si è arreso”. “Uniti si vince” ha ripetuto più volte Pirozzi. È sembrato che questi sindaci non stessero aspettando altro che incontrarsi e confrontarsi.

I piccoli comuni in Italia sono circa 5.600 ma il loro peso nell’ANCI e nelle altre sedi istituzionali è quasi nullo. Con le elezioni provinciali sarà ancora più evidente.

I sindaci che sono intervenuti ad Amatrice, motivati e determinati, hanno tutti risposto all’appello di Pirozzi con entusiasmo e fiducia: costituiranno un’associazione che porterà la loro voce alla Conferenza Stato-Regione ed in ogni sede istituzionale. L’obiettivo comune è la garanzia della catena dell’emergenza urgenza, del rispetto dell’ora d’oro, dei pronto soccorso nei presidi ospedalieri delle zone disagiate.

Il sindaco di Tonara Pierpaolo Sau ha portato la voce di 25 comuni del centro della Sardegna, in provincia di Nuoro. “Un’isola nell’isola” come l’ha definita lui stesso. È partito il giorno prima alle 5 del mattino, ed ha fatto il viaggio in nave in poltrona per essere puntuale all’appuntamento di Amatrice. “Siamo malati sì, ma di territorio” ha detto, “Vogliamo stare qui, non vogliamo andarcene”. I servizi – scuole, ospedali, tribunali, uffici pubblici – sono accentrati nei capoluoghi ed i nostri figli ci lasciano: per studiare, per lavorare, ora anche per nascere, perché con la chiusura nel punto nascita le donne partoriscono a due ore da casa. “Paghiamo il 100% delle tasse, ma non abbiamo il 100% dei servizi come chi vive in città”.

Il ritornello è sempre lo stesso, ovunque in Italia: non ci sono i numeri. Quei numeri per la Regione o per lo Stato non sono persone, per i sindaci invece lo sono eccome. Perché mancano i numeri, si chiedono i sindaci? È un serpente che si morde la coda: perché non ci sono servizi, perché si continua ad impoverire questi territori, a renderli poco appetibili, a non investirci, ad utilizzare soltanto la legge dell’equilibrio economico mentre, come ci ha ricordato l’on. Egidio Pedrini Sindaco di Zeri (MS) in un intervento appassionato e fortemente condiviso, i diritti naturali, come il diritto alla salute o il diritto all’acqua, sono universali ed inviolabili e non possono sottostare a leggi economiche. A difendere lo stato sociale e la giustizia sociale sono rimasti i sindaci, ultimi baluardi di democrazia, nuovi eroi.

Il giovane sindaco Nicola Verruzzi di Montieri in provincia di Grosseto ha esemplificato in modo efficace un pensiero comune: “Rimanere è disubbidire”, è una nuova forma di resistenza allo strapotere dell’economia per rimettere al centro il cittadino ed i suoi bisogni.

Dall’altra isola maggiore, la Sicilia, è arrivato il sindaco di Niscemi Francesco La Rosa, partito alle 4 del mattino. La sua è una vera battaglia di Davide contro Golia perché oltre a lottare per il mantenimento dei servizi, sta difendendo la salute pubblica combattendo contro il MUOS (Mobile User Object Sistem), sistema americano di comunicazioni satellitari ad alta frequenza e a banda stretta che ha visto l’installazione di tre gigantesche antenne paraboliche radar ad altissimo impatto ambientale nella riserva naturale Sughereta di Niscemi, con l’instaurarsi di campi elettromagnetici possibile pericolo per la salute dei cittadini.

Incredibili le storie riportate dai sindaci dell’Isola d’Elba. Anna Bulgaresi di Marciana parla del suo territorio, dal monte Capanne alla costa, come di “un’isola nell’isola”. L’ospedale di Portoferraio, anzi, nelle sue parole, il Pronto Soccorso, perché dopo i tagli ospedale non è più, dista 35 km. e per le emergenze l’ambulanza è senza medico a bordo. Ad un rendez-vous il paziente viene trasportato su un’altra ambulanza del 118 stavolta con il medico a bordo e portato a Portoferraio. Questa è la catena di emergenza-urgenza offerta e purtroppo, a pagarne le spese, anche con la vita, sono i cittadini. Le fanno eco il sindaco di Porto Azzurro Luca Simoni e di Portoferraio Mario Ferrari. La Regione Toscana ha predisposto un costosissimo servizio di elisoccorso che evidentemente con il maltempo non può garantire la sicurezza dei cittadini.

Giuseppe Morini Sindaco di Alatri (FR) ci ricorda che nel suo territorio i posti letto sono 1 ogni 1.000 abitanti quando la normativa nazionale ne prevede 3,7. Il risultato è inevitabile: anche tre giorni al pronto soccorso in attesa di un posto letto. Il bacino di utenza dell’ospedale è di 100.000 abitanti e, nonostante in questo caso ci siano i numeri, si continua a smantellare, ad allontanare primari e professionalità ad impoverire l’offerta, in un disegno che sembra voler favorire la sanità privata. Lo stesso accade in tutta la provincia di Rieti il cui ospedale cittadino non è stato esente da ripercussioni. E poi Acquapendente, che con Amatrice si è gemellata nella battaglia per avere il riconoscimento, per il proprio presidio, dello status di ‘area disagiata’: l’Assessore Paola Serafinelli ha ben spiegato le difficoltà e asperità del suo territorio, all’estremo nord della Regione Lazio, a confine con due Regioni.

A fare eco la dott.ssa Carla Breschi, consigliera comunale a Pistoia e medico. Il suo è un punto di vista privilegiato perché addetta ai lavori e la sua denuncia è rivolta all’ingrossarsi anno dopo anno dell’apparato amministrativo delle ASL a scapito del personale medico in prima linea, generando strutture elefantiache che si autoriproducono e mangiano risorse. Lo stesso Massimo Casciani che ha portato il saluto della Diocesi di Rieti ha posto l’accento sul fatto che su alcuni servizi essenziali, come l’istruzione e la salute, non ci debbano essere risparmi ed i risparmi vengano piuttosto operati sugli sprechi.

La voce delle Marche è stata portata dal sindaco Alfonso Lattanzi di Montecopiolo dell’alto Montefeltro, quella dell’Emilia Romagna da Alberto Rocca assessore di Loiano (BO) e della Toscana oltre dai sindaci già citati, da Luca Marmo Sindaco di Piteglio (PT) e presidente dell’Unione dei cinque comuni dell’Appennino Pistoiese e Marco Buselli Sindaco di Volterra che ha raccontato il suo impegno di coordinamento di un gruppo di sindaci toscani contro le politiche di tagli della Regione Toscana e ricordando che l’ospedale è quello dove c’è un pronto soccorso e dove si opera. Di quello i territori marginali hanno bisogno.

Quello si impegnano a chiedere a tutti i livelli i Sindaci che da oggi inizieranno a fare “rete” insieme ai comitati civici. Erano presenti con i loro rappresentanti il C.R.E.S.T. che riunisce 13 comitati della Toscana, ISDE Umbria, i Comitati riuniti provincia di Frosinone, Articolo 32 Onlus, Comitato in rete Marche, l’Alcli di Rieti ed il Comitato Grifoni di Amatrice. Tanti i messaggi di solidarietà arrivati da tutta Italia, tra tutti ricordiamo quello più a Nord, il Comitato per l’ospedale di Torre Pellice (TO), e quello più a Sud, il Comitato Pro Ospedale di Corleone(PA).

Anche dai Comitati si è levato un appello: se sindaci e cittadini si uniscono, si può ottenere molto. La politica deve tornare ad occuparsi dei cittadini e a stare al loro fianco.

C’è chi in questi giorni sta facendo lo sciopero della fame per salvaguardare il diritto alla salute di una fascia debole della popolazione: i bambini. È Simone Contro consigliere a Porretta Terme in provincia di Bologna. A febbraio è stato chiuso il punto nascite ed ora si paventa la chiusura del reparto di pediatria. Simone sta vivendo sulla propria pelle cosa sia la cattiva politica.

Oggi ha scritto sul suo diario Facebook:

“Con questa esperienza ho avuto modo di toccare con mano, come mai prima d’ora, la tremenda voragine, ormai endemica, che c’è tra popolazione e politica.
 Mentre infatti dozzine di persone mi contattano, mi scrivono, non tanto per me, quanto per condividere con entusiasmo la battaglia in difesa della sanità in montagna, dal mondo della politica, con l’eccezione degli amministratori locali, arrivano incerti vagiti, mugugni imbarazzati, o peggio un assordante silenzio.
Ai primi voglio dire prima di tutto grazie. Grazie perché mi dimostrate che chi abita in montagna non è rassegnato a vederla spogliare di ogni servizio.
Ai secondi, invece, voglio dire solo due parole: 81 chili. L’è longa!”

Ma uniti si vince!

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Abruzzo

L’AQUILA : PRIMO TRAPIANTO DI RENE CON ROBOT CHIRURGICO

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L’AQUILA: INIZIA L’ATTIVITÂ DEL ROBOT CHIRURGICO NEL TRAPIANTO DI RENE: PRIMO INTERVENTO SU UN PAZIENTE MOLISANO

CON L’ESORDIO DEI ‘BRACCI MECCANICI’ NEL TRAPIANTO L’OSPEDALE AQUILANO ENTRA NEL CIRCUITO EUROPEO DELLA DISCIPLINA

Il rene è solo l’ultima applicazione della nuova tecnologia che, in poco più di un anno, ha consentito di eseguire oltre 200 operazioni in urologia, chirurgia d’urgenza addominale e altri campi.

L’AQUILA – All’Aquila si apre il nuovo corso della chirurgia robotica applicata al trapianto di rene. Nei giorni scorsi, infatti, è stato effettuato il primo intervento su un uomo residente nel Molise a cui è stato impiantato il rene donatogli dalla sorella. Il robot segna una svolta importante nell’attività della trapiantologia non solo dell’Aquila ma della Regione perché alza la qualità dell’asticella della qualità della chirurgia, riduce la sofferenza del paziente e accelera i tempi di attesa. L’avvio al San Salvatore dell’utilizzo del robot ‘da Vinci’ nel trapianto di rene (uno dei pochi centri in Italia a praticarlo con l’ausilio di questa tecnologia) è stato illustrato questa mattina all’ospedale di L’Aquila nel corso di una conferenza stampa a cui hanno partecipato, tra gli altri, il manager della Asl, Rinaldo Tordera, la rettrice dell’Università, Paola Inverardi, il sindaco Pierluigi Biondi, il prof. Francesco Pisani, direttore del centro regionale trapianti Abruzzo e Molise e il dr. Luigi Di Clemente, direttore del reparto urologia. L’applicazione del robot chirurgico, tra i grandi vantaggi, presenta quello della precisione che nessuna abilità manuale, anche del professionista più esperto, può eguagliare. L’uso dei bracci meccanici nel campo dei trapianti di rene è l’ultima delle applicazioni del robot da Vinci, acquistato dalla Asl ed entrato in funzione oltre un anno fa: è stato utilizzato prima nell’ urologia e, a seguire, in altri ambiti tra cui, recentemente, nella chirurgia d’urgenza addominale (fegato e pancreas). In poco più di un anno sono stati 200 gli interventi compiuti con robot nelle diverse specialità.

Come avviene il trapianto di rene col robot? L’organo viene prelevato dal donatore per via laparoscopica (con piccole incisioni anziché apertura totale) attraverso il fianco, senza entrare nella cavità addominale e poi estratto con un’incisione di pochi centimetri nella regione inguinale. Con questa tecnica mininvasiva si riducono di molto i danni biologici rispetto alla procedura tradizionale. Contemporaneamente alla fase di estrazione del rene dal donatore una seconda équipe interviene con robot sul ricevente per preparare la sede in cui reimpiantare l’organo. Tramite un’incisione di 5 centimetri sopra al pube il rene prelevato viene posizionato all’interno della cavità addominale, lateralmente alla vescica. Il robot chirurgico consente di eseguire queste procedure con movimenti molto precisi e con maggiore rapidità, grazie anche alla visione delle immagini molto ingrandita rispetto alle dimensioni normali. Con il ricorso ai bracci meccanici in sala operatoria, in virtù della mininvasività dell’intervento, il paziente ha tempi di recupero molto veloci perché il danno biologico, legato al trapianto, è molto ridotto.

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Attualità

Maltrattamenti in nido domiciliare: Save the Children “necessari controlli più efficaci anche sui servizi per l’infanzia integrativi”

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Indispensabile rendere obbligatorio in tutte le strutture, pubbliche, private o integrative, un sistema specifico di tutela e prevenzione.
“Il nuovo caso di maltrattamenti ai bambini emerso a Siena in un nido domiciliare è particolarmente allarmante per il rapporto di massima fiducia con la quale spesso i genitori affidano i loro figli a questo tipo di servizio integrativo per l’infanzia, che in Italia non è molto diffuso come nel nord Europa, ma riguarda comunque 1 bambino su 100, soprattutto nelle regioni del Nord. La normativa per questo tipo di servizi è disposta a livello regionale, e nel caso della Toscana è particolarmente stringente, ma purtroppo c’è il rischio che i controlli siano più formali, burocratici o strutturali che sostanziali,” è il commento di Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children – l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – in merito alla nuova indagine per i maltrattamenti subiti dai bambini ospiti di un nido domiciliare di Siena, condotta dalle forze dell’ordine.
“Per ogni bambino, l’asilo nido, di qualunque tipo, dovrebbe essere un luogo sicuro, anche in virtù di una fascia età dove la vulnerabilità è ancora più elevata. Chiediamo alle istituzioni nazionali e locali di rendere obbligatoria, anche nel caso dei servizi integrativi, come dovrebbe avvenire per gli asili pubblici o provati convenzionati, la definizione di un sistema di tutela per prevenire o quantomeno ridurre al minimo i rischi di questo tipo, un sistema che abbia al centro un ‘patto per l’educazione positiva’ che coinvolga tutti gli adulti a contatto con i minori e gli stessi genitori, al fine di evitare ogni forma di comportamento degradante verso i bambini e le bambine.
In particolare, il sistema di tutela deve avere l’obiettivo di definire e concordare chiaramente, anche nel caso dei servizi integrativi, le misure e procedure necessarie per prevenire condotte inappropriate verso i bambini o per segnalare e rispondere in maniera tempestiva ed efficace a eventuali sospetti.
Con l’obiettivo di fornire ai diversi tipi di strutture educative uno strumento utile per prevenire condotte inappropriate, abusi e maltrattamenti contro i minori, nel 2017 Save the Children ha divulgato un Manuale per la formazione sul Sistema di tutela delle bambine e dei bambini, realizzato in collaborazione con alcuni servizi educativi e disponibile sul sito dell’Organizzazione al link https://www.savethechildren.it/cosa-facciamo/pubblicazioni/allasilo-nido-si-cresce-sicuri

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Abruzzo

Elezioni regionali, Beppe Grillo agli abruzzesi: “Ora ci ridiano 700mila euro che gli abbiamo dato”

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Il risultato elettorale delle regionali abruzzesi è stato sicuramente deludente per il Movimento 5 Stelle. La candidata pentastellata, Sara Marcozzi, si è fermata al 20% dei voti, perdendo consensi rispetto alle regionali del 2014. Ma, soprattutto, dimezzando i voti raccolti il 4 marzo 2018 in occasione delle politiche, quando il Movimento 5 Stelle è stato, in tutta la regione, il partito più votato con il 40%. E se in molti, all’interno del Movimento, chiedono una riflessione e un cambio di passo nell’alleanza di governo con la Lega, chi proprio sembra non riuscire ad accettare il risultato elettorale è Beppe Grillo. Il co-fondatore del M5s parla dell’Abruzzo durante il suo spettacolo in corso a Bologna e chiede agli abruzzesi di ridare indietro i “700 mila euro” che il M5s ha dato l’anno scorso per la Regione, con “quattro ambulanze e gli spazzaneve a turbina”.

Grillo parla delle elezioni durante il suo spettacolo ‘Insonnia. Ora dormo’: “Io accetto tutto, accetto che il popolo abruzzese abbia deciso e ha fatto benissimo. Chiedo solo una cosa ufficialmente, che ci diano indietro i 700 mila euro che gli abbiamo dato l’anno scorso, quattro ambulanze e gli spazzaneve a turbina”. Il riferimento di Grillo è ai “fondi del Masterplan Abruzzo”: “Hanno fatto la loro scelta e dovrebbero dire che le cose che gli abbiamo dato noi ‘ve le ridiamo indietro’, è giusto o no?”. Grillo ha poi ironizzato ancora sulle elezioni in Abruzzo: “Quello che sto prendendo adesso è il malox con la vaselina”.

Le frasi di Grillo hanno suscitato l’immediata indignazione e le polemiche di alcuni esponenti dell’opposizione, a partire da Filippo Sensi, del Pd: “Conte, Salvini, Di Maio e compagnia prendano immediatamente le distanze dalle gravissime dichiarazioni di Grillo rivolte agli abruzzesi. Il ‘garante’ di uno dei due partiti di governo non può permettersi simili toni, non c’è satira che tenga. Ci vogliono le scuse”, scrive su Twitter. Gli fa eco la deputata Stefania Pezzopane: “Caro Grillo, gli abruzzesi non si comprano. Hai proprio sbagliato i calcoli. Però adesso è tutto più chiaro. Come fa al governo, M5s fa ogni cosa solo per tornaconto elettorale”.

 

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Abruzzo

ELEZIONI REGIONALI. CHI HA VINTO E CHI HA PERSO DAVVERO

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Le elezioni regionali in Abruzzo hanno portato all’elezione del candidato del centrodestra, Marco Marsilio. Dietro di lui Giovanni Legnini, del centrosinistra, e Sara Marcozzi del M5s. Ma chi ha vinto e chi perso davvero le elezioni in confronto al passato? Analizziamo i risultati di oggi confrontandoli con quelli delle precedenti elezioni regionali (2014) e con le politiche del 4 marzo 2018.

Il centrodestra esulta, il Movimento 5 Stelle prova a ridimensionare il risultato elettorale e il centrosinistra vede al modello abruzzese come un qualcosa da ripetere. Come avviene in tutte le occasioni elettorali, le dichiarazioni dei leader politici non rendono un quadro chiaro di quanto effettivamente avvenuto e del successo, o meno, dei vari partiti. Per capire cosa è successo veramente in Abruzzo, con le elezioni regionali che hanno visto l’elezione a presidente di Marco Marsilio, è allora necessario confrontare i dati di oggi con quelli delle scorse elezioni regionali (del 2014) e con le politiche del 4 marzo 2018. L’Abruzzo è tornato al voto a cinque anni di distanza dal 25 maggio 2014, quando presidente di Regione fu eletto l’esponente del centrosinistra Luciano D’Alfonso.

A vincere è Marco Marsilio, candidato del centrodestra e rappresentante di Fratelli d’Italia. Il centrodestra, in queste elezioni regionali, ha raggiunto il  48,03% . Dietro di lui il candidato del centrosinistra, Giovanni Legnini, con il 31,28%. E ancora più staccata Sara Marcozzi, del Movimento 5 Stelle, al 20,20%. Andando a vedere i risultati delle liste è evidente il primato della Lega che raccoglie il 27,53% dei voti. Secondo partito è il M5s con il 19,73%. Molto staccato il Pd con l’11,14%, con i voti del centrosinistra raccolti soprattutto dalle molte liste civiche che hanno sostenuto Legnini. Più indietro, invece, Leu con il 2,8%. Nel centrodestra non sfonda Forza Italia (9,04%), mentre ottiene un buon risultato Fratelli d’Italia (6,48%). Raggiunge il 2,9% l’Udc.

Il confronto con le regionali del 2014
Nel 2014 D’Alfonso vinse con il 46,2% dei voti. Dietro di lui il candidato del centrodestra, Giovanni Chiodi, al 29,2%, e la candidata del Movimento 5 Stelle, sempre Sara Marcozzi, al 21,4%. Per quanto riguarda le singole liste, spicca la differenza tra allora e oggi per il Pd: nel 2014 ottenne il 25,4% dei consensi, oggi solo l’11%, nonostante parte di quei voti siano comunque stati assorbiti dalle tante liste civiche che hanno sostenuto Legnini. Nel centrodestra a farla da padrone era Forza Italia, con il 16,6%, il 7% in più di oggi. Mentre, rispetto al 2014, avanza Fratelli d’Italia: dal 2,9% al 6,5%. Nel 2014 la Lega non presentava alcuna lista in Abruzzo: passa, quindi, da 0 al 27,4%. Ed è sicuramente il partito che più ha guadagnato in quattro anni. Il Movimento 5 Stelle perde, come lista, quasi due punti percentuali. In conclusione, rispetto al 2014 avanza la Lega, crollano Pd e Forza Italia ed è in calo anche il Movimento 5 Stelle.

Il confronto con le politiche del 2018
Andando ad esaminare il dato relativo alle elezioni più vicine, le politiche del 4 marzo 2018, confrontiamo il dato di oggi con quello della Camera dei deputati (dove hanno votati tutti i cittadini con almeno 18 anni, al contrario del Senato). In questo caso il tracollo del Movimento 5 Stelle è evidente. Il 4 marzo era stato il primo partito con il 39,8%: oggi dimezza i suoi voti non raggiungendo neanche il 20% come lista. Può esultare il centrodestra che passa dal 35,5% al 48%. E a crescere è soprattutto la Lega: dal 13,8% al 27,4% di oggi, quasi il doppio. Forza Italia prese il 14,5% ed è oggi in calo di cinque punti. Mentre guadagna consensi Fratelli d’Italia, passando dal 4,9% al 6,5%. Guadagna anche l’Udc: dal 2,2% al 2,9%. Nel centrosinistra il Pd si conferma in difficoltà. Al netto delle molte liste civiche che hanno sostenuto il candidato di coalizione, i dem perdono più di 3 punti da marzo, passando dal 14,3% all’11,1%. Ma il centrosinistra, nel suo complesso, cresce nettamente: dal 17,6% al 31,3% delle regionali. Infine, è sostanzialmente stabile Leu che passa dal 2,6% al 2,8%. In conclusione, chi può festeggiare è sicuramente la Lega, insieme a Fratelli d’Italia. Il Pd regge (soprattutto in funzione delle liste civiche), il centrosinistra risorge, mentre – rispetto alle politiche di marzo – chi deve preoccuparsi è Forza Italia, ma soprattutto il Movimento 5 Stelle che vede dimezzarsi i suoi voti.

E’ evidente dunque il boom della LEGA guidata dall’unico personaggio politico attualmente capace di raccogliere consensi in continuazione, ovvero Matteo Salvini, come altrettanto evidente il crollo drastico dei partiti tradizionali come FORZA ITALIA e PD. Perde terreno il M5S nei confronti dell’alleato di governo. Sorride Legnini, che porta la coalizione di centro sinistra ad un risultato inatteso dopo le politiche dello scorso anno, dimostrando che mentre nel partito leader della coalizione (il PD) si fanno guerre interne e si portano avanti ideologie lontane dal volere popolare, una persona come lui attira molti più voti di quelli che battagliano per la segreteria PD. Buon risultato di Fratelli D’Italia che ormai punta a spodestare Forza Italia.

Piange comunque la Marsica, che fa appello tutta agli unici due eletti Simone Angelosante (LEGA) e GIORGIO FEDELE (M5S) affinchè riescano a far sentire la voce di un territorio che non è riuscito a fare squadra.

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Italia

… E gli italiani emigrano nei Paesi dove la vita costa meno

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Consumi, UECOOP: fuga verso i paesi dove la vita costa meno

Boom italiani in Marocco +149% e Thailandia +107,7% ma anche Portogallo e Malta

Abruzzo – Con 6 pensionati su 10 che prendono meno di 750 euro al mese sono sempre di più gli italiani che si trasferiscono in Paesi dove la vita costa meno e le tasse sono più basse come il Marocco dove la comunità tricolore è cresciuta del 149% negli ultimi 7 anni o la Thailandia che registra un incremento del 107,7%.

É quanto emerge da un’analisi dell’Unione europea delle cooperative Uecoop, su dati Aire, in relazione all’esigenza di rilanciare i consumi interni, scongiurando l’aumento dell’Iva, che inciderebbe sulla capacità di spesa delle famiglie in un momento in cui si avvertono preoccupanti segnali di stagnazione dell’economia con il calo del reddito e del potere d’acquisto secondo l’Istat. Fra carrello della spesa e bollette – sottolinea Uecoop – la vita in Italia è ormai una sfida quotidiana di sopravvivenza, soprattutto per i pensionati che sempre più spesso cercano nuovi posti dove vivere e soprattutto incassare l’assegno dell’Inps al lordo dei contributi o con una tassazione che, di solito, non supera il 20%, in modo da garantirsi una maggiore serenità nella vecchiaia e la possibilità di spendere qualcosa di più per le proprie esigenze personali e di salute.

Un movimento demografico verso l’estero che, dalla crisi economica internazionale del 2009 fino a oggi, ha coinvolto oltre un milione di italiani. Marocco e Thailandia le mete privilegiate, che contano insieme quasi 10mila espatriati, ma anche Malta, che schiera una comunità di oltre 4.500 italiani più che triplicata rispetto a 7 anni fa, mentre il Portogallo con oltre 6.500 persone ha registrato una crescita del 61,7%, oppure ci sono i circa 5.200 che hanno scelto la Tunisia, raddoppiati rispetto a 7 anni fa, o i 10.700 che hanno puntato sui Caraibi: 2 su 3 a Santo Domingo e il resto a Cuba con un aumento rispettivamente del 48% e del 77%.

La qualità della vita fra consumi e servizi diventa così uno dei principali parametri di valutazione anche per chi, conclusa la propria stagione professionale, deve decidere come organizzarsi il futuro, ma è chiaro – sottolinea Uecoop – che non tutti possono o vogliono trasferirsi all’estero lasciando casa, figli, nipoti o amici. E allora insieme a una crescita economica che favorisca la vita delle famiglie, in un Paese come l’Italia dove ci sono 13,5 milioni di persone sopra i 65 anni, destinate con gli anni ad aumentare – conclude Uecoop – la gestione della terza età diventa un punto fondamentale del welfare sia sul fronte pubblico che su quello privato con un sempre maggiore coinvolgimento delle oltre 9.700 cooperative sociali che si occupano anche di assistenza sul territorio nazionale.

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Abruzzo

Operazione in corso a Gioia dei Marsi

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Operazione in corso della Guardia di Finanza. Riscontrata la presenza di diverse pattuglie della GdF tra Ortucchio e Gioia dei Marsi. Alcune autovetture sono state avvistate proprio nei pressi dell’abitazione di un imprenditore del settore sanitario già noto alle cronache giornalistiche degli ultimi mesi per essere stato denunciato dalla Procura di Avezzano per aver ottenuto una falsa invalidità.

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Abruzzo

Maxi operazione della Guardia di finanza nella Marsica

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Dalle prime luci dell’alba è partita una vasta operazione della Guardia di Finanza.  Sono state avvistate infatti numerose macchine della GdF che sfrecciavano con luci lampeggianti e sirene accese in direzione di vari centri della Marsica.

Più tardi saranno diffusi maggiori dettagli sull’operazione.

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