Cultura

Allarme obesità in Abruzzo, San Salvatore: bambini salvati dal grasso in eccesso

Quasi la metà dei bambini presi in esame, tra 5 e 15 anni, vengono salvati dall’obesità dal centro regionale di riferimento dell’auxologia e disturbi della crescita del San Salvatore. Il servizio dell’ospedale aquilano, che da gennaio ad ottobre 2015 ha trattato 198 soggetti con obesità infantile grave, è riuscito a ridurre la massa di grasso in esubero in 83 di loro. Dopo il day hospital iniziale vengono effettuati controlli ravvicinati e continui aggiustamenti della dieta, fino a depurarla dal mix di merendine, bevande gasate e sostanze ricche di zuccheri che, complice la sedentarietà, favoriscono l’insorgenza di diabete e malattie cardiovascolari in età adulta.

Al centro, diretto dal prof. Giovanni Farello, tra i 198 pazienti obesi gravi il 13% arriva dalla provincia di Roma, il 14% da quella di  Teramo e il 15% dalla provincia di Rieti; la restante quota risiede nella provincia di L’Aquila. In Abruzzo il fenomeno dell’obesità infantile ha fatto accendere l’allarme perché la regione, a fronte di una media nazionale del 20%, registra un tasso di incidenza del 37%. Il soggetto obeso ha una massa di grasso superiore del 40% rispetto a quello che  dovrebbe essere il suo peso normale.

I trattamenti dei casi gravi di obesità infantile prevedono un percorso terapeutico che dura da 6 mesi a 1 anno in cui, dopo l’impostazione del giusto regime alimentare, viene monitorato il peso con controlli periodici e verificata la progressiva diminuzione della massa di grasso in eccesso. La scarsa attenzione dei genitori, almeno per una larga parte dei casi presi in esame, spiega in ampia misura perché oltre il 44% dei soggetti non fa alcun progresso e quindi non dimagrisce, mentre il 12% peggiora perfino la propria condizione ingrassando ancora.

 

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