Italia

Allarme dei servizi segreti “Italia a rischio attacchi”

È la “cyberjihad” la nuova frontiera del terrorismo estremista, l’uso della rete a fini di indottrinamento e di reclutamento: uno spazio difficile da controllare dentro il quale addestrarsi in modo «individuale e invisibile» per poi entrare in azione. I servizi segreti italiani lanciano l’allarme sulla nuova generazione di jihadisti che cresce in Europa, che sa poco di dottrina ma molto di informatica ed è «permeabile alle attività di proselitismo» on line, mentre sul web «si moltiplicano i segnali di cooptazione idelogica di aspiranti mujaheddin» anche attraverso i social network e i messaggi ufficiali dei gruppi armati sono sempre più spesso sottotitolati o tradotti in italiano. Per garantire la possibilità di comunicare in modo sicuro, rivelano gli 007, l’Is ha creato un sito web, Asnar al Ghrabaa project, che impiega la crittografia. La Relazione 2014 al Parlamento conferma che l’Italia – «epicentro» e «simbolo» della Cristianità – è un «potenziale obiettivo», e ribadisce il «rischio crescente di attacchi» nel nostro Paese, disegnando uno scenario allarmante proprio per la sua frammentarietà, con il moltiplicarsi di “fronti”, interni ed esterni: dai foreign fighters ai lupi solitari, dai “pendolari” dalle linee del fronte (commuters) alle cellule dormienti, dagli emissari diretti dell’Is o di al Qaeda fino al pericolo rappresentato dal «ripiegamento in Italia» dei combattenti di ritorno dalla Siria.

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