Cronaca e Giudiziaria

Al Parco incontro su randagismo, vagantismo canino e ibridazione cane/lupo

Domani, venerdì 11 dicembre dalle ore 10 alle 13, nella sede del Parco ad Assergi, si terrà un incontro pubblico sulla percezione dei fenomeni del randagismo, del vagantismo canino e dell’ibridazione cane/lupo. L’incontro è parte delle azioni del progetto LIFE “MIRCOlupo”, il cui obiettivo è di migliorare lo stato di conservazione del lupo agendo sui fattori di origine antropica che costituiscono delle minacce per la conservazione della specie, traducendosi in perdita di identità genetica ed aumento di mortalità dovuta ad atti di bracconaggio e alla trasmissione di agenti patogeni.

Il tema dell’incontro e gli obiettivi dell’importante progetto europeo, alla luce delle false notizie sui lupi del Parco circolate ieri, al direttore dell’Ente Domenico Nicoletti, suggeriscono una riflessione di più ampio respiro: “E’ tempo di responsabilità – dichiara Nicoletti – sulla catena ecologica che sostiene la vita dell’uomo. Divulgare notizie infondate che annunciano assurdi progetti di ripopolamento non è un bene né per chi le diffonde né per l’impegno delle autorità nazionali ed internazionali che hanno assunto la responsabilità dei limiti dell’azione dell’uomo sul pianeta”.

I lupi non solo non sono mai stati reintrodotti nel Parco – continua il direttore dell’Ente – e neppure nel resto del Paese, ma la specie è riuscita da sola ad uscire dal rischio di estinzione grazie alla Legge che ne ha sancito la protezione, all’istituzione delle aree protette e ai progetti Life realizzati in Italia e nel Parco Gran Sasso-Laga. Qui, in particolare, la specie ha raggiunto la consistenza di 12/15 branchi, con un numero di esemplari variabile tra 70 e 85: una scommessa vinta dalle politiche di tutela – conclude Nicoletti – che possiede anche risvolti pratici in quanto, nutrendosi soprattutto di ungulati, il lupo si rivela oggi il principale alleato dell’uomo nel contenimento del cinghiale”.

L’incontro vedrà la presentazione dei dati raccolti tramite un’indagine qualitativa, con interviste a diversi portatori d’interesse, condotta dall’Università di L’Aquila, sui temi del randagismo, del vagantismo e dell’ibridazione. I dati riferiti dal servizio scientifico dell’Ente, in relazione all’impatto della predazione da parte di cani a danno del patrimonio zootecnico per il  periodo 2004–2011, parlano di 166 casi accertati di predazione di ovini, 23 di bovini e 14 di equini. Per tali ragioni, già nel 2010 i veterinari del Parco hanno effettuato la microchippatura di circa 500 cani presso le aziende zootecniche del territorio protetto.

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