Warning: in_array() expects parameter 2 to be array, null given in /home/marsicanews/public_html/wp-content/plugins/quick-adsense-reloaded/includes/post_types.php on line 46

Warning: in_array() expects parameter 2 to be array, null given in /home/marsicanews/public_html/wp-content/plugins/quick-adsense-reloaded/includes/post_types.php on line 46

Strettamente Personale

AIDS: Lorenzo, Cristina e una storia su cui riflettere


Warning: in_array() expects parameter 2 to be array, null given in /home/marsicanews/public_html/wp-content/plugins/quick-adsense-reloaded/includes/post_types.php on line 46

Warning: in_array() expects parameter 2 to be array, null given in /home/marsicanews/public_html/wp-content/plugins/quick-adsense-reloaded/includes/post_types.php on line 46

HIVChiariamo subito una cosa: quella che sto per raccontare è una bugia. Una bugia utile a far capire una verità. È vero che i giornalisti dovrebbero sempre dire la verità, ma se scrivessi una lista di numeri alla terza riga smettereste di leggere: primo dovere di un giornalista, cui io non sono, è informare, ma se il lettore interrompesse la lettura alla terza riga sarei venuto, comunque, meno al mio dovere.

Siccome dietro a ogni numero, a ogni statistica ci sono delle persone reali, ho deciso di raccontare una storia. I dati li darò dopo (e quelli sono veri), ma prima bisogna capire cosa c’è dietro a quei numeri. Ho profondo rispetto del lettore, motivo per cui ci ho tenuto a precisare che la storia che segue non è vera: avrei potuto non farlo, nessuno se ne sarebbe mai accorto per quanto quello che racconterò è plausibile. Così plausibile che per legge sono costretto a mettere questa dicitura: ogni riferimento a persone, luoghi, fatti ed eventi realmente accaduti è da reputarsi puramente casuale.

 

Questa è la storia di Lorenzo, che oggi ha 23 anni e si sta per laureare in Scienze Politiche. Nonostante tutto. Il tutto inizia tre anni fa: Lorenzo ha 17 anni ed è alla sua prima vacanza con i compagni di classe, la IV liceo scientifico di Latina. La prima sera Lorenzo incontra una ragazza bionda, molto bella e poco più grande. La biondina vuole passare la notte con lui. Lorenzo però è impacciato, non l’ha mai fatto e non se la sente. I commenti dei compagni lo fanno sentire uno stupido: andare a letto con una più grande gli avrebbe permesso di vantarsi per anni, gli dicono. La verità è che quasi tutti i suoi amici sono vergini come lui, ma non hanno il coraggio di ammetterlo.

 

Passano i giorni e Lorenzo conosce Cristina: 19 anni, in vacanza con i suoi compagni per festeggiare la maturità. Il loro rapporto diventa subito profondo. Lei è fantastica, sembra essere l’unica che davvero lo capisca. Lorenzo è cotto, e le passeggiate in riva al mare in cui ci si racconta di tutto sembrano già il massimo che si possa desiderare. Una sera in discoteca arriva il primo bacio, poi i due vanno in spiaggia. Lui ha i preservativi, ma lei lo tranquillizza: avendo avuto un rapporto a rischio, aveva appena fatto il test dell’HIV ed era risultata negativa. Lui non lo aveva mai fatto, quindi perché rovinare la magia della prima volta con il preservativo?

 

Ritornato a Latina, Lorenzo fa progetti e vola con la fantasia: quell’anno sarebbe andato da Cristina a Milano in treno ogni quindici giorni e l’anno successivo si sarebbe trasferito lì per l’università. Ma Cristina sparisce e inizia a non rispondergli più al telefono. Poi, il primo giorno di scuola, un sms: “Ciao Enzo, scusa per come mi sono comportata. Uscivo da una storia travagliata e questa estate volevo solo divertirmi. Non meritavi di essere trattato così, ma se sapessi che mi passava per la testa in quei giorni mi perdoneresti. Ora è tutto ok. Non cercarmi più. Ti auguro di trovare una persona che ti meriti. Cri”.

 

A Lorenzo crolla il mondo addosso: perché l’aveva trattato così? Vuole saperlo, il suo terrore è che possa trattarsi di una gravidanza e va a Milano. Cristina acconsente di vederlo per l’ultima volta ma si presenta con un ragazzo moro con gli occhi neri: è il suo fidanzato. Pericolo gravidanza scongiurato, Lorenzo torna a casa.

Passano i mesi e con giugno arriva l’esame di maturità. Mentre Lorenzo è concentrato sul libro di matematica gli arriva un sms: “Ciao Enzo, sono Cri, ti ricordi di me? Ti chiedo un favore: mi vieni a trovare? Sono in ospedale, è grave. Tvb, Cri”. Lorenzo torna a Milano. Cristina lo attende in un letto bianco, magrissima e minuscola. I suoi occhi, unica cosa che la rendevano riconoscibile, sembrano ancora più grandi sul viso adesso scavato. Le braccia e le gambe sono martoriate da enormi bolle scure che le hanno almeno risparmiato il viso.

 

«Cristina, cos’hai?». Lei: «Sto morendo, ho l’Aids». «Non ci credo, è stato quel disgraziato con gli…», sbotta Lorenzo che non fa in tempo a finire la frase che viene interrotto: «No, al ragazzo con gli occhi neri l’Aids l’ho trasmessa io, per quello non è qui, non riesce a perdonarmi». Lorenzo: «Ma come è possibile, tra me e lui hai avuto un altro?». No. Lorenzo inizia a capire. Si sente spacciato. Cristina gli racconta di Andrea, il primo ragazzo della sua vita, quello con cui era stata prima della famosa vacanza. I genitori di lei non erano contenti che lo frequentasse perché si ubriacava e si faceva le canne, ma Cristina faceva di tutto per incontrarlo di nascosto. Proprio come Lorenzo l’estate prima nei suoi confronti, lei sentiva che Andrea era l’unico che la capiva, e il fatto che lui in sua presenza non bevesse e non fumasse la faceva inorgoglire: questo ragazzo stava cambiando per lei. Dopo qualche mese avevano fatto l’amore. Senza preservativo.

 

Lei avrebbe preferito usarlo ma lui si era offeso: «Pensi che sono malato, non ti fidi?». Una settimana dopo Andrea aveva lasciato Cristina che era venuta poi a sapere quante ragazze lui si portasse in macchina ogni sera, dopo la discoteca, ubriaco e sballato. Tradita e delusa, aveva fatto il test dell’HIV. Per festeggiare il risultato negativo era andata in vacanza con le amiche con un obiettivo che per loro era quasi un gioco: trovare un bravo ragazzo e vendicare la delusione d’amore su di lui. Più che deluso, Lorenzo ora teme per la sua salute: «Ma hai detto che avevi fatto il test e che non eri malata! Quindi io sto bene!». Poi Cristina gli spiega del “periodo finestra” in cui le analisi non rilevano il virus…

 

Cristina non arriverà all’agosto successivo. Lorenzo scoprirà di essere sieropositivo. Adesso conduce una vita normale, o quasi. Prende ogni giorno a orario diverse pastiglie che a volte gli causano la nausea, specialmente oggi che Lorenzo si laurea. Lo stress sembra aiutare le pastiglie a causargli dei fastidi. Accanto a lui c’è Sara. Lei lo ama così com’è. Stanno insieme da tre anni e vogliono sposarsi. Crescendo Lorenzo ha imparato che Sara è l’unica ragazza che abbia mai amato: come si può non amare qualcuno che non scappa di fronte alla tua malattia ma ti sta accanto anche se sa che farete l’amore sempre col preservativo e che il figlio che desiderate nascerà grazie alla fecondazione artificiale? Questo è l’amore. Lorenzo pensa che gli sarebbe piaciuto incontrare Sara prima e non costringerla a questa vita di privazioni e spesso si sente in colpa per questo ma a volte capita che la vita ci mandi delle prove quando non siamo ancora pronti per superarle. Ma oggi Lorenzo non vuole pensarci. Oggi Lorenzo diventa dottore.

 

Raccontata una favola adesso non ci mettiamo a fare la morale. Una cosa, anche per non creare inutili allarmismi, bisogna però dirla: l’Aids non è l’influenza, non ci si contagia sui mezzi pubblici, il contagio avviene solo tramite i nostri comportamenti. Se ci si comporta bene non ci si ammala. Sembra la più banale delle regole ma proprio per questo si tende spesso a dimenticarla.

Passiamo ai numeri: in tutto il mondo sono più di tre milioni le vittime dell’Aids (l’influenza A che tanto ci preoccupa in questi anni non arriva alle tremila vittime, una cifra che ha ben tre zeri in meno ma che ci fa preoccupare molto di più) e sono più di 40 milioni i sieropositivi. E se il mondo fosse troppo grande (si potrebbe obiettare che comprende anche l’Africa, dove non c’è quasi nessuna forma di prevenzione), guardiamo solo all’Europa occidentale: sono circa 730mila i sieropositivi, circa l’1% della popolazione. In parole povere, se hai 200 amici su facebook almeno due di loro hanno l’Aids, ma tu probabilmente non sai chi.

 

Relativamente all’Italia i casi di AIDS accertati dall’inizio dell’epidemia (il primo caso registrato è del 1982) al 2004 sono stati circa 60.500, di cui oltre 39.000 con esito letale. Il numero dei sieropositivi oggi è stimato intorno ai 140.000, di cui circa un terzo sono donne. Ogni anno nel nostro paese dalle 3.500 alle 4.000 persone contraggono il virus dell’HIV, e circa metà entrano nella fase della malattia vera e propria. Desta preoccupazione il fatto che i casi di AIDS conclamato abbiano iniziato ad aumentare dal 2001 in poi.

Troppo spesso dimentichiamo di ricordare ai nostri ragazzi come avviene il contagio quindi non sarà superfluo sottolinearlo: il virus dell’HIV  (quello che causa l’Aids) si trova in qualsiasi liquido corporeo, ma se sudore e saliva ne contengono una quantità non sufficiente al contagio, sono molto pericolosi invece il sangue, lo sperma, il liquido pre-eiaculatorio, le secrezioni vaginali, e il latte materno. Il che vuol dire che uno starnuto non è pericoloso, non lo è fare ginnastica con persone siero-positive e non lo è nemmeno baciarle o abbracciarle (salvo casi estremi come eventuali lesioni epidermiche). I comportamenti a forte rischio sono: tutte le attività sessuali (l’uso del preservativo riduce dell’85-90% la possibilità di contagio e la protezione è tanto più efficace quanto meglio viene utilizzato), usare siringhe adoperate da altri, gravidanza e allattamento al seno di bambini nati da mamme sieropositive.

 

I ragazzi dovrebbero sapere che anche chi sembra in perfetta salute può avere e trasmettere l’Aids. I sieropositivi all’apparenza sono perfettamente sani, e spesso non sanno neanche di essere stati contagiati: a volte il virus (HIV) può impiegare anni prima di far sviluppare la malattia (Aids).

Non sarà superfluo a questo punto nemmeno ricordare cosa sia esattamente l’Aids: l’acrostico sta per Acquired ImmunoDeficency Sindrome (Sindrome da ImmunoDeficienza Acquisita) e, com’è deducibile dalla parola stessa, consiste in un progressivo indebolimento del sistema immunitario. Il tempo in cui questo processo avviene cambia da persona a persona, ma in pochi anni arriva per tutti coloro che abbiano contratto il virus. Che cosa comporta? Che tutte quelle miriadi di batteri con cui veniamo in contatto ogni giorno e normalmente non provocherebbero malattie, diventano pericolosissime. Queste infezioni, chiamate “opportunistiche”, vanno dalla tubercolosi ai tumori, dalla polmonite alle infezioni cerebrali.

 

Ultimo e importante particolare: contratto il virus non è possibile rilevarlo immediatamente, ma si è immediatamente contagiosi. Stiamo parlando del periodo finestra a cui si accennava nella storia. Partiamo dal principio: l’unico modo di sapere se, in seguito a un comportamento a rischio, si è contratto il virus dell’HIV è fare l’apposito test. Si tratta di un semplice prelievo del sangue che va a cercare la presenza degli anticorpi anti-HIV. Attenzione però: la rivelazione non è immediata. Ci vogliono almeno sei mesi dal momento del contagio per avere un risultato sicuro del test. Questo è il periodo finestra: dal momento in cui si contrae il virus ci vogliono almeno sei mesi perché il test possa rivelare la presenza degli anticorpi nel sangue. Una persona a cui non è stato dato il tempo di sviluppare gli anticorpi può risultare sieronegativa anche se ha già contratto l’infezione e può trasmettere ad altri il virus (è il caso della storia di Lorenzo e Cristina). In parole semplici: non solo un esame fatto prima di questo periodo non dà risultati sicuri, ma in questi sei mesi il sieropositivo (anche se non sa ancora di esserlo) è già contagioso.

 

I ragazzi troppo spesso sottovalutano il valore della fedeltà. Ma qualche colpa in questo ce l’abbiamo pure noi. Troppo presto smettono di credere al vero amore e si buttano tra le braccia della prima persona che gli regali un sorriso, tanto hanno bisogno di quell’attenzione. I nostri ragazzi oggi elemosinano affetto, quell’affetto che spesso non trovano in casa. Se gli restituissimo quella fiducia nei genitori, nella scuola, nelle istituzioni forse capirebbero cosa vuol dire fidarsi di qualcuno e non risponderebbero più tanto facilmente “sì” a quel “ti fidi di me?” chiesto da un coetaneo che ha finito per supplire (spesso nel peggiore dei modi) alle nostre carenze di tempo, d’affetto e d’attenzione.

 

Non pensiamo che chi ha l’Aids se la sia andata a cercare. All’inizio si diceva che  riguardava solo gli omosessuali, e mentre loro iniziavano a porsi il problema tutti gli altri sottovalutavano il pericolo. Poi iniziarono a morire i primi eterosessuali e si iniziò a dire che erano tutti drogati. Solo quando si iniziarono ad ammalare anche i bambini ci si rese conto del vero pericolo: è vero che ci si ammala solo in seguito a comportamenti individuali, ma se conosciamo qualcuno che ha contratto il virus non dobbiamo trattarlo come un appestato che se l’è andata a cercare. Come nella storia raccontata, potrebbe solo trattarsi di qualcuno che ha avuto la sfortuna di innamorarsi della persona sbagliata, o di essere fragile nel momento sbagliato. E chi di noi non è mai stato fragile? Magari siamo stati solo più fortunati.

 

  Prof. Sandro VALLETTA

Click per commentare

0 Comments

  1. Riccardo

    10 settembre 2013 at 13:56

    Bell’ articolo e bellissima conclusione …

  2. Massimo

    14 settembre 2013 at 16:32

    Storia che fa riflettere molto! Complimenti per aver utilizzato questa storia per far comprendere i rischi a cui molti giovani si espongono. Mi spiace soltanto che da 10 anni a questa parte non si pubblicizza più la prevenzione dall’HIV, non c’è traccia né in TV né sui giornali, come se non esistesse più il problema. Invece i casi continuano ad aumentare e i numeri a crescere. Grazie Prof. Sandro per aver riportato l’attenzione sul tema.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

To Top