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Agromafia: Wwf Marsica, controlli su rivelazioni pentito

Controlli nel Fucino per verificare se esiste il fenomeno dell’agromafia.

Questo quanto chiesto dal Wwf Marsica a seguito delle dichiarazioni di un pentito siciliano, Gianluca Costa, 38 anni, di Gela, che ha rivelato l’esistenza di un sistema di acquisto e vendita dei prodotti ortofrutticoli controllato dai Corleonesi e dai Casalesi. Secondo le rivelazioni del pentito – che sarebbe stato uno degli autotrasportatori di ortaggi del Fucino – l’insalata, ad esempio, veniva acquistata in Marsica a 40 centesimi e poi rivenduta a un euro e 50 sui mercati italiani e tedeschi dopo pero’ aver attraversato lo Stivale. Sempre secondo il pentito gli agricoltori locali avrebbero accettato questo sistema pur di vendere i loro prodotti anche sotto costo.

“Le agromafie – questa la denuncia di don Aldo Antonelli, responsabile territoriale di Libera – sono strettamente legate allo sfruttamento dei braccianti nei campi”. Il sacerdote parla di centinaia di persone sfruttate e non pagate nel Fucino, per lo piu’ extracomunitari, che “dormono sotto i ponti e mangiano quello che trovano”. Certo, la mancanza, da sempre, di una cooperativa che possa tentare di commercializzare i prodotti da se’ fa comunque riflettere. “Chiaramente le dichiarazioni del collaboratore di giustizia vanno prese con la necessaria cautela e avranno valore solo se confermate dai necessari riscontri oggettivi”, ha spiegato l’avvocato Herbert Simone del Wwf Marsica.

“Qualora fossero confermate, lo scenario si rivelerebbe preoccupante perche’ – osserva – l’illegalita’ dei metodi di gestione del mercato agricolo ha effetti negativi non solo per gli agricoltori, ma anche per l’ambiente e per la salute. Lo stato ambientale della piana fucense e’ notoriamente preoccupante, basti pensare alle carenze del sistema di depurazione delle acque – di cui si parla molto in questi giorni – e alle falde sofferenti”. Costa e’ gia’ stato condannato in primo e secondo grado per associazione mafiosa.

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