Cronaca e Giudiziaria

Adunata Alpini: in 400 mila alla sfilata

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Emozioni, ricordi, colori, lo spirito e l’allegria contagiosa degli alpini. L’Aquila chiude la tre giorni tricolore con la sfilata finale della 88esima Adunata Nazionale Alpini che ha visto la presenza del Ministro della Difesa Roberta Pinotti. Circa 400 mila penne nere hanno sfilato dalla Caserma Francesco Rossi, storica sede della Brigata Alpina Taurinense a Piazza d’Armi passando dinanzi al palco delle autorita’ in Viale Corrado Quarto. Ci sono i veci e i bocia, gli alpini di ieri e di oggi, quelli operativi e quelli in congedo, le numerose associazioni di protezione civile dell’Ana intervenute nel terremoto aquilano, le fanfare. E’ un tripudio di suoni, una fiumana di gente che per piu’ di otto ore percorre le vie della citta’ ferita che guarda e che, finalmente, sorride.

L’allegria degli alpini nella sua adunata trova il culmine, seppur in una festa funestata da due morti. Non ce l’hanno fatta purtroppo i due alpini, uno di Cuneo e uno emiliano, colpiti da malore prima dell’inizio della sfilata. Numerosi gli striscioni di solidarieta’ per L’Aquila e per l’Abruzzo. Numerosi i messaggi per la ricostruzione cosi’ come tanti sono stati gli striscioni dedicati ai Maro’, ancora detenuti in India con una piccola contestazione al ministro Pinotti da parte di qualche spettatore proprio per questa vicenda.

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A sfilare per primi gli alpini piu’ lontani con le delegazioni estere, l’Abruzzo e Asti sede della prossima adunata hanno sfilato per ultimi. Un passaggio di testimone tra le due citta’. Adunata alpini significa storia, tradizione, soprattutto un voler ricordare. Significa ricordare anche all’Italia intera la grande risorsa che l’Associazione Nazionale Alpini guidata dal suo presidente Favero rappresenta per il paese. Con i suoi volontari, i primi ad arrivare nel terremoto dell’Aquila, con le sue mille anime pronte a rimboccarsi le maniche li dove c’e’ da lavorare. Il popolo aquilano sa e ringrazia e gli alpini sfilano, si prendono gli applausi, sorridono e dicono: “insieme ce la faremo”. Ci sono i reduci di guerra in sfilata, qualcuno attende sul palco, mai seduti, sempre in piedi per le interviste, sguardo fiero e tanta commozione. L’Adunata e’ questo e L’Aquila ringrazia per aver avuto la possibilita’ di ospitare questo grandissimo evento. Una citta’, a sei anni dal sisma, ancora terremotata ma che ha dato una grande prova di forza e capacita’ per questa tre giorni. Ha saputo accogliere, ha saputo essere ordinata, impeccabile la macchina organizzativa messa in piedi. I complimenti per l’ottima riuscita infatti sono arrivati anche dal governatore del Veneto Luca Zaia. Un sentimento di rivincita appare questo contro quegli scettici che credevano che L’Aquila no, non potesse ospitare queste cifre. L’Adunata ha dimostrato che L’Aquila puo’ far tutto ma la forza, al di la degli Alpini che hanno colorato e invaso le vie cittadine per tre giorni, la deve e la puo’ trovare solo in se insieme ad una maggiore fiducia in se stessa.

Sono stati tre giorni intensi, pieni di vita, pieni di iniziative in cui L’Aquila si e’ riscoperta una grande citta’ capace di stringersi attorno ai colori della bandiera. Sara’ difficile dopo questa esperienza tornare al silenzio dei vicoli del centro e al grigiore di una vita quotidiana fatta ancora di tante rinunce ma L’Aquila puo’, anzi deve farcela.

Daniela Rosone

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