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Cultura

Ad un mese dall’incidente, intervista a Matteo Marsicano

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“Compirò 27 anni il mese di gennaio prossimo”. A sentire pronunciare questa frase, detta così, in un tardo pomeriggio di ottobre, da un ragazzo che ha fatto praticamente a pugni con la morte, uscendone vincitore, il cuore si ferma per un istante. E poi riprende a battere. Matteo Marsicano oggi è ricoverato presso il Reparto di Riabilitazione dell’Ospedale Umberto I di Tagliacozzo. Matteo, un mese fa circa, ha incrociato gli occhi della morte, per caso e per sfortuna. Oggi, a distanza di 30 giorni, si descrive come un uomo ‘miracolato’, che ha toccato il fondo del bicchiere della vita senza aver avuto il lusso, però, di berlo tutto prima. Matteo Marsicano oggi è un uomo nuovo. A poco tempo dal terribile incidente che lo ha visto protagonista, avvenuto, il giorno 25 settembre scorso, ad Avezzano, si dice rinato. Sul volto ha i segni evidenti di una vittoria. Nel cuore, sicuramente, il dubbio che il caso lo ha salvato, forse, per permettergli di vivere quella che lui ha definito, senza mezze misure, una “seconda esistenza”.

Dopo essere precipitato dal tetto di un capannone della Essebi, azienda facente capo all’imprenditore marsicano di nome Berto Savina, ora Matteo si dice essere un giovane uomo miracolato. “Io non trovo parole per ciò che mi è accaduto. È come se la vita mi fosse sgusciata via in un attimo dalle mani, laddove cioè, qualche minuto prima, la tenevo ben salda e stretta. Molte persone che il mestiere dell’operaio lo fanno davvero da un’eternità, mi hanno detto che, in questi casi, il 99% delle vittime non sopravvive all’incidente. L’1%, invece, resta invalido o entra nel tunnel del coma farmacologico, divenendo incapace di vivere, praticamente. Oggi la vita, per me, ha un sapore diverso, quasi una ‘pesantezza’ diversa”, questa di Matteo è la voce giovane della speranza, di un uomo che si è scoperto piccolo nell’età ma grande nella forza d’animo e nella spina dorsale da opporre alla sciagura.

Il fatto avvenne alle ore 13; Matteo svolgeva il lavoro di operaio per una ditta esterna che in quei giorni avrebbe dovuto iniziare i lavori nello stabilimento. “Di quei momenti io non ricordo nulla. Ho nella testa solo dei frammenti risalenti alla sera del mercoledì precedente. Poi il buio: ricordo che pensai di dover andare al lavoro qualche giorno dopo per il sopralluogo. Da mercoledì ad oggi, sui fatti accaduti ho solamente sentito i racconti delle persone che li hanno vissuti dall’esterno. I medici hanno parlato di black out: è come se il cervello si fosse spento e riacceso due giorni dopo il mio ricovero in ospedale. In quei giorni non ricordo nemmeno il dolore che sicuramente ho provato. Ho appreso dell’incidente dai giornali; quando mi sono svegliato pensavo di essere caduto dalla moto. Dopo poco, però, il mio organismo ha incominciato a reagire, come se la vita da vivere, per me, era ancora tanta. Oggi mi guardo allo specchio e sono felice. La mia verve da marsicano DOC ha vinto anche sulla morte”.

Matteo, dipendente di una ditta di manutenzione edilizia, cadde da un’altezza di circa 10 metri, sbattendo violentemente la testa a terra. “Dopo questa esperienza – continua il ragazzo – ho capito cosa conta davvero e cosa no. Ovviamente, il mio rapporto con Dio è cambiato, mi sono riscoperto devoto poiché credo che la luce divina mi abbia in un certo qual modo graziato. Impossibile avercela fatta da solo. Appena uscirò di qui organizzerò una bella cena alla marsicana maniera, con tutte le persone che hanno provato per me un estremo affetto”.

“Il Matteo Marsicano di prima,  – aggiunge – era una testa calda, un troppo po’ farfallone forse, a volte. Il Matteo di oggi, invece, non dà la vita per scontata mai». Matteo Marsicano sogna adesso di riappropriarsi quanto prima della normalità e di tornare a lavorare tranquillamente e a guardare in faccia il sole che sorge al mattino. «Ai miei coetanei, mi sento di dire, a fronte dell’esperienza passata: impegnatevi fino alla fine della vostra giornata, capite bene i vostri obiettivi, rispettate prima degli altri voi stessi e pensate ogni santo giorno al vostro futuro. La vita è una, ma molto spesso, ci regala una seconda possibilità per riuscire a viverla un po’ meglio. Fate le persone serie e non abbandonatevi sul ciglio della strada mai”. (g.c.)

Cultura

“Il Palazzo Ducale di Tagliacozzo: dalle origine ai nostri giorni, prospettive di restauro e utilizzo”

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Tagliacozzo“Il Palazzo Ducale di Tagliacozzo: dalle origine ai nostri giorni, prospettive di restauro e utilizzo” è il tema del convegno in programma per oggi, 13 ottobre, alle 16 nelle scuderie del Palazzo ducale di Tagliacozzo. Ecco il programma dettagliato dell’evento.

Si inizia con i saluti istituzionali del sindaco di Tagliacozzo Vincenzo Giovagnorio, del presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo Giuseppe Di Pangrazio, dell’assessore ai lavori pubblici della Regione Abruzzo Lorenzo Berardinetti e di  Rosaria Mencarelli della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo.

A seguire una serie di interventi di natura storica: Leonardo Saviano, docente emerito di Storia delle dottrine politiche all’Università degli Studi di Napoli Federico II. Dalla torre dei de Pontibus al palazzo comitale degli Orsini; Domenico Colasante, storico e urbanista. Dal palazzo comitale degli Orsini al palazzo ducale dei Colonna; Fernando Pasqualone, storico dell’arte. Gli affreschi e le decorazioni del palazzo.

L’evento si conclude con interventi di natura tecnico amministrativa: Antonella Lopardi, Funzionario della Soprintendenza alle belle arti dell’Aquila e Storico dell’arte. Storia dei restauri del palazzo ducale di Tagliacozzo nei secoli XX e XXI; Clara Verazzo, Professore associato di restauro- dipartimento di Architettura dell’ Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio”. Esame critico dei restauri eseguiti nel palazzo ducale di Tagliacozzo; Mirco Crisante, autore della tesi “Palazzo ducale di Tagliacozzo, dall’analisi al progetto di riuso”. Ipotesi di restauro e di destinazione del palazzo ducale di Tagliacozzo; Emidio Primavera, dirigente Regione Abruzzo. Procedura amministraiva regionale della destinazione dei fondi Masterplan e Roberta Marcelli, Dirigente ufficio tecnico Comune di Tagliacozzo. Procedura amministraiva comunale del restauro del palazzo ducale di Tagliacozzo.

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Convegno sulla Grande Guerra, Di Pangrazio: “Fare memoria per la pace futura”

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Avezzano – Questa mattina il Presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio ha partecipato al Convegno “I campi dei prigionieri in Abruzzo nella Grande Guerra” organizzato dalla Pro Loco di Avezzano nel Palazzo Torlonia, alla presenza di studiosi, cittadini e di una numerosa delegazione di studenti. Nel suo intervento il Presidente ha ricordato che la Prima Guerra Mondiale resta il simbolo negativo di una generazione di giovani sradicata dalla propria terra e sacrificata per la guerra, una generazione che vissuto giorni, mesi, anni in una lontana regione della Penisola, tra disagi estremi: uccidendo per non essere uccisa. In Abruzzo in quegli anni bui furono costruiti due campi di concentramento per i prigionieri di guerra austroungarici. Il primo a Sulmona, in località Fonte d’Amore, e l’altro nella città di Avezzano. Il Campo di concentramento di Sulmona fu progettato e costruito per ospitare fino a 10.000 prigionieri austroungarici, e quello di Avezzano fino a 15.000. Precarie condizioni di detenzione, che aggravarono lo stato psico-fisico dei soldati, già minato da mesi di stenti e privazioni a causa della guerra, un clima rigido,  la malnutrizione, i ritmi lavorativi pesanti, il sovraffollamento, la mancanza di igiene, chiamano alla memoria delle giovani generazioni un vincolo per dedicarsi alla pace con assoluta determinazione. “A distanza di un secolo dobbiamo  raccogliere quel lungo, soffocato grido alla pace  – ha sostenuto il Presidente nel suo intervento – ed affermare la responsabilità di un vocabolario  cent’anni fa inesistente o ancora sconosciuto , che sappia costruire parole ed eventi di dialogo, solidarietà, corresponsabilità: il vocabolario della pace, della libertà, dell’uguaglianza da percorrere insieme . Fare memoria per la pace futura – ha concluso il Presidente – è  il compito affidato ad ogni cittadino; ma, nello specifico, è la missione che impegna innanzi tutto ed irrevocabilmente gli uomini impegnati nel governo delle Istituzioni pubbliche”.

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Viaggio nella cultura e nella bellezza, tornano le Giornate Fai d’autunno

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Marsica – Un viaggio nella ricchezza del patrimonio culturale italiano. L’occasione la offre il Fai, che ripropone le “Giornate Fai d’autunno” e invita a visitare 660 luoghi in in tutte le regioni. L’appuntamento è per sabato 13 e domenica 14 ottobre.

Il gruppo Fai Marsica presenta Magliano dei Marsi con le chiese del suo centro storico, l’apertura della riserva orientata del monte Velino, in programma per domenica, a cura del Personale Carabinieri Nucleo Biodiversità di Castel di Sangro, mentre alle 16, per il Fai, straordinariamente, si terrà per le vie del centro il “Torneo del Cacio”.

Altra meta sarà Rosciolo, con il suo borgo antico, Santa Maria delle Grazie, Santa Maria in Valle Polcraneta e la chiesina appena restaurata e riaperta di San Sebastiano.

“Queste giornate però sono anche un’occasione per aderire alla campagna ” Ricordati di Salvare l’Italia “, raccolta fondi”, ricorda il Fai Marsica, “con cui il Fai invita sempre più persone che hanno a cuore il patrimonio culturale italiano, a partecipare alla sua missione; è un grande investimento di risorse economiche ed umane che non fa notizia ma produce uno straordinario risultato per la collettività: 30 beni regolarmente aperti al pubblico per le generazioni presenti e future. Vi invitiamo a partecipare numerosi”.

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Al caffè letterario Vieniviaconme la mostra Sketched songs # 1

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AvezzanoVieniviaconme lettere e caffè, via M. Colaneri 8-10, Avezzano – di fronte al municipio – ospita la mostra di Valerio Babbo e Giuseppe Pantaleo Sketched songs # 1, dal 4 al 13 ottobre 2018. Si tratta di otto stampe firmate e numerate, comprese in una cartella a tiratura limitata edita nel 2012 ed esposte a un pubblico più ampio. Sono lavori che trovano la loro origine nell’ascolto di alcune tracce di musicisti operanti tra il Novecento e l’inizio del secolo (Dylan, Eno, Frisell, Reich ecc.). Secondo gli autori: «Il punto di partenza è da ricercare nei corsi d’Educazione artistica, alle medie. C’insegnavano a trattare i crescendo rossiniani o le note delicate di Chopin; a campire con un colore appropriato mentre ascoltavamo una Stagione di Vivaldi».

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Il Comune di Massa d’Albe premia gli studenti meritevoli con un abbonamento teatrale

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Massa d’Albe – L’Amministrazione comunale di Massa d’Albe, in collaborazione con l’associazione culturale Harmonia Novissima, intende premiare gli studenti meritevoli del comune che abbiano conseguito il diploma di maturità e/o di laurea nell’anno scolastico/accademico 2017/2018, mettendo a disposizione 4 abbonamenti alla stagione musicale del Teatro dei Marsi 2018/2019. La premiazione avverrà domenica 7 ottobre alle 17, presso il foyer del Teatro dei Marsi di Avezzano, stesso giorno della serata inaugurale della stagione teatrale 2018/2019.

 

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Concerto Siloniano alla Torre delle Stelle, Legnini: “Silone non deve finire qui” [GALLERY]

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Aielli – Si è svolto ieri, 27 settembre, il Concerto Siloniano per inaugurare l’anno scolastico dell’Istituto Comprensivo Fontamara di Pescina. Oltre agli alunni delle classi terze, alla direttrice di plesso, erano presenti gli amministratori di Aielli, Pescina, Cerchio, Collarmele e San Benedetto dei Marsi. In prima fila Giovanni Legnini che ha avuto parole di autentico apprezzamento per l’iniziativa. “Silone non deve morire qui – ha detto Legnini proponendo agli autori di divulgare il concerto, unico nel suo genere. I musicisti Monica Tortora al pianoforte, Daniela Martellone al clarinetto e  Giovanna Pace voce soprano, hanno associato musiche liriche e colonne sonore a racconti e dialoghi tratti dalle opere di Ignazio Silone.  I testi sono stati tratti da “Uscita di sicurezza”, “Romanzo di Severina” e “Archivio storico della camera dei Deputati”. I passi letterali sono stati incastonati come a voler creare un unicum riguardante una storia ambientata negli anni del terremoto della Marsica. Non solo cultura e musica, ma anche arte. Il pittore pescinese Eliseo Parisse ed una pittrice cilena hanno dipinto a suon di musica i cafoni di Fontamara. A far da cornice all’evento la suggestiva Torre delle Stelle di Aielli con il suo murales di Fontamara che ha fatto il giro del mondo. L’evento è stato promosso dalla Direzione Didattica di Pescina in collaborazione con il Comune di Aielli. Il tutto nasce da una serie di eventi dedicati allo scrittore come il Premio Internazionale Silone, il Murales di Fontamara e l’Istituto Comprensivo di Pescina dedicato proprio a Silone e al suo Fontamara.

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L’editrice avezzanese Rita Genovesi sotto i riflettori al festival del libro di Firenze

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Avezzano –  L’editrice avezzanese Rita Genovesi sotto i riflettori al festival del libro di Firenze. Sarà infatti presente anche quest’anno alla manifestazione che annovera fra i suoi ospiti personaggi di spessore del mondo del giornalismo, della letteratura, della musica e dello spettacolo. Venerdì 28 settembre alle 17 presenterà Il Coraggio di dire NO. Lea Garofalo la fimmina che sfidò la schifosa ‘ndrangheta del giornalista e scrittore Paolo De Chiara. Ad affiancare l’editrice Rita Genovesi e l’autore, il magistrato Salvatore Dolce  della Procura Nazionale Antimafia, che per primo raccolse la testimonianza di Lea Garofalo,  «la fimmina ribelle calabrese che ha alzato la testa, capisce che l’unica strada da seguire è quella della Legalità e diventa Testimone di Giustizia,  consapevole che pagherà con la vita la scelta di sfidare la ‘ndrangheta:“….arriverà la morte! Inaspettata, indegna e inesorabile”». In questa versione aggiornata edita da Treditre, 4 nuovi capitoli, e tanti documenti foto,  interviste e intercettazioni inediti, a partire da una seconda lettera autografia di Lea di cui nessuno era a conoscenza e che l’autore ha avuto in esclusiva.Postfazione del giornalista Enrico Fierro

 Sabato 29 l’editrice presenterà un altro libro di grande successo, BIGPACK, che ha avuto tre ristampe e una seconda edizione e che vanta la prefazione del poliedrico Massimiliano Bruno (regista, sceneggiatore, scrittore, commediografo e attore) Insieme all’autore Paolo Mazzaglia l’artista e performer Gianni Cuomo.

Domenica 30 sarà la volta di Federico Sallusti con Poi domani ci penserò se mai,un thriller storico ironico, suggestivo e quasi romantico in cui un giornalista trentacinquenne, dopo un incontro. che non ha nulla di casuale, con un ex compagno di scuola, si ritrova di nuovo coinvolto nella sua ultima indagine. Da quel momento personaggi del presente e del passato si intrecciano in più storie, mai banali, che non danno nulla per scontato.

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