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Acqua Santa Croce ritirata dai supermercati, la Società: “Ritirato un solo lotto in via cautelativa”

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Canistro. Il Ministero avvisa i consumatori di non consumare l’acqua di un lotto della Santa Croce, dello stabilimento Sorgente Fiuggino-Canistro, in provincia dell’Aquila, bottiglie di vetro da un litro con numero di lotto BL060A10 e data di scadenza marzo 2020, imbottigliata dalla sorgente “Fiuggino”e invita a riportare le bottiglie, eventualmente acquistate, al punto vendita. Nell’acqua vi sarebbero particelle in sospensione da caratterizzare. La Società dal canto suo fa sapere che si attendono le analisi della Asl di Frosinone, e che quelle effettuate autonomamente “escludono presenza sostanze nocive”

“C’è stato un lotto ritirato, quindi poche bottiglie di vetro da un litro, e solo a livello cautelativo perché si è in attesa di conoscere i risconti del Ministero e le analisi della Asl provinciale di Frosinone che è stata investita del caso. Ma le nostre analisi interne dicono che non ci sono sostanze nocive per la salute”.

Così la società Santa Croce sul ritiro “cautelativo” da parte del Ministero della salute. “Secondo quanto ci risulta la problematica si sarebbe verificata nella provincia di Frosinone e sarebbe riferita a piccoli frammenti visibili nella bottiglia da un litro, una situazione che può capitare perché l’acqua può mutare per svariati motivi, tra cui la non perfetta conservazione, una volta uscita dallo stabilimento e consegnata ai distributori, in tal senso, si sottolinea che il vetro non viene venduto ai supermercati ma ai soli ristoranti”, chiarisce la società Santa Croce che, attualmente, ha il suo cuore produttivo nello stabilimento nel comune di Castelpizzuto, in provincia di Isernia.

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Il comune di Pescina potenzia il servizio di Protezione Civile: nuovi mezzi antincendio e formazione dei volontari

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Pescina – Il Comune di Pescina, nei giorni scorsi, ha acquistato un automezzo funzionale a prestare supporto al Gruppo di Volontari nelle attività di Protezione Civile. “Con l’intensificarsi del numero e della gravità degli incendi a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, al fine di intervenire con immediatezza per minimizzare i danni ed i pericoli connessi a tale rischio, l’Ente ha provveduto ad installare sul nuovo pick-up un modulo antincendio boschivo. Modulo composto da una cisterna con una capienza di 500 lt, una pompa dotata di due mandate in alta pressione ed una lancia a mitra. Dopo l’acquisto di alcune attrezzature tecniche per il rischio neve ed i dispositivi di protezione individuale per i volontari, con la consegna del mezzo, il Gruppo comunale di Volontari di Protezione Civile acquisirà maggiore capacità di azione sia in caso di necessità che per le attività di monitoraggio del territorio. Accanto a ciò, l’Ente ha in animo di investire anche sull’attività di formazione per addestrare i volontari ed in tale direzione già sta lavorando per l’avvio di un apposito corso. In ultimo, alle persone interessate all’iscrizione al già costituito Gruppo comunale di Volontari, l’invito a rivolgersi al Comune per la compilazione dell’apposita domanda”.

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Tarsu, comune Canistro a Colella: oltre a non pagare ci ha guadagnato vendendo i rifiuti

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Canistro“Il Comune di Canistro, alla luce dell’ennesima esternazione del Sig. Colella per pubblicizzare la sua personale versione dei fatti in ordine all’omesso pagamento di intere annualità della tassa per lo smaltimento rifiuti, precisa che gli importi sono dovuti al Comune e questo lo ha già stabilito la Corte di Cassazione che ha condannato la società al pagamento della Tarsu in una situazione simile – Lo hanno dichiarato il sindaco, Angelo Di Paolo, e l’assessore alle attività produttive, Ugo BuffoneInfatti, la società ha presentato ricorso avverso i ruoli degli anni 2007 e 2008 sul presupposto di non dover pagare la tassa in quanto non si avvale del servizio che il Comune di Canistro gestisce tramite la SEGEN spa, ed in subordine chiedeva la riduzione del 30% della tassa. Ma il Sig. Colella – continuano – omette di dire che la Suprema Corte di Cassazione ha già chiarito che ai sensi del Regolamento comunale del 2002, in vigore fino al 2013, per ottenere la riduzione del 30% la società deve produrre le fatture che ha pagato alle ditte specializzate, per dimostrare il costo che ha sostenuto. Ed omette anche di dire che la Santa Croce non solo non sostiene alcun costo per la raccolta e smaltimento dei rifiuti che produce, quindi non è in grado di esibire al Comune di Canistro nessuna fattura, ma addirittura vende i rifiuti e quindi ne ottiene un guadagno. Vero è che quando la società Santa Croce era concessionaria e in attività produceva rifiuti urbani nei locali destinati agli uffici e rifiuti assimilati agli urbani (carta, cartone, plastica e vetro) nei locali destinati alla produzione e stoccaggio, e per entrambe queste tipologie di rifiuto la legge stabilisce l’esclusiva gestione in capo ai Comuni. Il pregiudizio economico prodotto al Comune di Canistro è evidente – aggiungono Di Paolo e Buffone – se la Santa Croce si avvalesse del servizio comunale, come previsto in via prioritaria dalla legge in assenza di dimostrati pagamenti a servizi privati, i rifiuti verrebbero smaltiti tramite canali trasparenti e remunerativi per il Comune, ossia per mezzo del Comieco (la carta), del Corepla (la plastica) e del Coreve (il vetro). Per tale motivo, con riferimento alla Tarsu del 2012, il Comune appellerà la sentenza della Commissione tributaria provinciale al fine di dimostrare che non solo la società non ha sostenuto alcun costo, ma addirittura ha incassato un guadagno che spetta al Comune, mentre per l’omesso pagamento della Tarsu del 2013, 2014 e 2015, l’appello, già presentato dal Comune, dimostrerà che i rifiuti prodotti dalla Santa Croce non sono riconducibili a rifiuti speciali (non assimilati agli urbani) per i quali al Comune è precluso lo smaltimento. Risibile poi che si voglia far credere all’opinione pubblica che le somme di quei tributi, non pagati dalla Santa Croce ma di cui si dimostrerà l’esigibilità – come già accaduto, nelle deputate sedi (e non certo nelle piazze mediatiche) – siano state iscritte in bilancio tanto che ora il Comune dovrà coprire i buchi. Che il Sig. Colella lo sappia o meno poco importa, quel che conta è che i cittadini sappiano che nel bilancio Comunale esiste già il Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità che serve proprio a sopperire ad eventuali residui che non dovessero diventare esigibili. Ora, dinanzi alla solita propaganda, ben si comprende la distanza del propagandista dalla verità delle cose, tanto da poter trattare i comunicati del sig. Colella con la stessa consapevolezza che fu del Generale George Patton, il quale, di fronte alla diffusione di molte informazioni di parte, ebbe a dire: La verità non è all’ordine del giorno. Il Comune, come lamenta Colella, non vessa, semmai richiama, quando occorre, al rispetto delle regole e dei regolamenti e questo vale anche per lui al quale evidentemente piace aprire le vertenze con tutti, anche con il Comune di Castelpizzuto (prov. Isernia), salvo poi soccombere innanzi al TAR/MOLISE” concludono.

 

 

 

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Nuova stazione elettrica a Celano, il sindaco firma l’intesa con Terna

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Celano – Il sindaco di Celano, Settimio Santilli, ha siglato con Adel Motawi di Terna la Convenzione e il Protocollo d’Intesa relativi alla realizzazione della nuova stazione di smistamento di 150 kV, e delle relative linee di raccordo, che renderà più potente, sicura ed efficiente la rete elettrica di tutto il Centro Italia. “Si tratta del più grande riassetto della rete locale mai fatto sul territorio, il che da’ contezza di quanto strategica ed importante sia l’opera per lo sviluppo del territorio marsicano. Iniziammo questo lungo ed estenuante iter amministrativo nel gennaio 2014 con un atto del Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con il Ministero dell’Ambiente – ha dichiarato soddisfatto Santilli – Il cantiere presumibilmente avrà inizio alla fine del 2019, avrà una durata di circa 2 anni. La stazione elettrica oltre a servire i locali impianti fotovoltaici di Celano e Cerchio e quello eolico di Collarmele, permetterà di incrementare la sicurezza e l’efficienza di funzionamento della rete elettrica regionale e di tutto il Centro Italia, che dopo i recenti eventi metereologici, sappiamo tutti quanto possa essere importante soprattutto in caso di criticità. A tal proposito insieme a Terna illustreremo entro l’estate prossima con un Open Day aperto ai cittadini, le fasi dell’opera e le sue principali caratteristiche ed innovazioni. Gli accordi siglati oggi – continua il sindaco di Celano – rappresentano anche un’importante opportunità di riqualificazione ambientale e urbanistica all’interno del nostro territorio, in particolare in Località Madonna delle Grazie. La zona, un tempo coltivata, accoglie ancora oggi i resti degli antichi mulini ad acqua che beneficiavano del corso del canale Fonte Grande. Dismessa l’attività di coltivazione, tra gli anni ’60 e ’70 l’area fu destinata, ad accogliere un importante plesso scolastico. Con il passare dei decenni, l’area antistante la scuola ha subito una fase di degrado e abbandono. Grazie al Protocollo d’Intesa siglato ieri, e alle risorse destinate da Terna come ristoro ambientale per la realizzazione della stazione elettrica, saremo in grado di realizzare importanti opere di bonifica e riqualificazione dell’area che prevedono la realizzazione di un parco verde, il ripristino degli antichi sentieri e l’illuminazione pubblica dell’intera zona. Per la realizzazione della nuova stazione è stata individuata invece, l’area dell’ex cava di estrazione in via Vestina, il che permetterà la messa in sicurezza e la riqualificazione anche di questa zona” ha concluso.

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Caro pedaggi, i sindaci chiamano a raccolta i cittadini: ora tutti a manifestare al ministero

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Marsica“I Sindaci e gli Amministratori di Lazio e Abruzzo impegnati nella lotta contro il “caro-pedaggi A24/A25”, esprimono tutto il loro disappunto e la loro indignazione per il trattamento riservato alla loro delegazione presente ieri mattina a Roma presso il Ministero dei Trasporti. Si ricorda che lo scorso 30 Ottobre (per la seconda volta) era stata annullata la manifestazione organizzata per il giorno successivo presso il Ministero solo ed esclusivamente per rispetto delle Istituzioni ed in quell’ottica di collaborazione “sollecitata” dal Ministro Toninelli in una nota del 26 Ottobre. I Sindaci e gli Amministratori, in data 30 Ottobre, nel sollecitare un riscontro a tutte le istanze rimaste ancora inascoltate ed “urlate” a gran voce sin dal 03.01.2018, informavano il Ministro della loro presenza presso il Mit nella mattinata di ieri (circostanza quest’ultima “ricordata” alla segreteria del Ministro nei giorni scorsi e fino alle 19,30 della giornata di ieri). Tutto ciò è talmente vero che questa mattina, quando i Sindaci sono giunti al Mit alle ore 10,00, i portavoce del Ministro hanno subito riferito che il Ministro li avrebbe ricevuti appena terminata una riunione in corso. Trascorse inutilmente due ore e dopo innumerevoli sollecitazioni (e “osservazioni” dei “feroci manifestanti” dal balcone del Ministero), veniva comunicato che il Ministro non avrebbe ricevuto nessuno! QUESTA LA VERITA! E ADESSO TONINELLI HA IL CORAGGIO DI DIRE CHE NON ERA STABILITO ALCUN INCONTRO? IL RISPETTO DELLE ISTITUZIONI DEVE ESSERE RECIPROCO!!! I SINDACI E GLI AMMINISTRATORI CHE PROTESTANO DA GENNAIO SICURAMENTE SONO “PICCOLE” ISTITUZIONI MA MERITANO COMUNQUE RISPETTO PER I TANTI CITTADINI CHE ESSI APPRESENTANO!!! DA QUI LA SCELTA DI “APPENDERE” LE FASCE TRICOLORI IN SEGNO DI PROTESTA PER IL TRATTAMENTO RICEVUTO! Ma tutto ciò sicuramente non farà indietreggiare la protesta perché l’obiettivo è uno soltanto: tutelare gli interessi dei cittadini e dei territori laziali ed abruzzesi! Per questo motivo il prossimo 20 Novembre i Sindaci e gli Amministratori si riuniranno nuovamente a Carsoli per programmare ed organizzare un’altra manifestazione di protesta per la quale si chiederà la collaborazione di tutte le associazioni e i cittadini che già hanno espresso disponibilità in tal senso”.

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Confesercenti Avezzano a Gubbio ad accendere l’Albero di Natale più grande del mondo

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Avezzano – La FIPAC (Federazione Pensionati di Confesercenti) ed il Patronato Epasa Itaco Confesercenti di Avezzano, organizzano con la collaborazione dell’Agenzia Viaggi “MiMa Explorer”, una gita a Gubbio, in provincia di Perugia, nel periodo natalizio, momento in cui la città si presenta in tutto il suo splendore.  Gubbio merita senz’altro una visita: tutto il centro storico si trasforma in un villaggio natalizio, con l’albero di Natale più grande del mondo, il tradizionale mercatino di Natale, il presepe Eugubino, la slitta di Babbo Natale e la ruota panoramica del Polo Nord. La gita si terrà proprio il 7 Dicembre 2018, giorno in cui ci sarà l’accensione dell’ Albero di Natale più grande del mondo. Dal 1981, circa 800 corpi luminosi vengono disposti lungo le pendici del Monte Ingino, a valle del quale sorge la bella città umbra, in modo da formare la sagoma luminosa di un albero natalizio.
Partenza dalla sede Confesercenti di Avezzano, in Via Roma 242, alle ore 08:00. Mattinata dedicata alla visita della città: Il Duomo, il Palazzo dei Consoli, il Museo Comunale, il Palazzo Ducale; poi pranzo in un ristorante tipico nel centro città. Nel Pomeriggio visita del mercatino Natalizio e del presepe Eugubino fino all’accensione dell’albero più grande al mondo, prevista intorno alle ore 18:00. Alla cerimonia parteciperanno le autorità civili, militari e religiose della Città e della Regione; da suggestivo prologo alla cerimonia ci sarà l’esibizione del Gruppo Sbandieratori Città di Gubbio alla presenza dei figuranti del corteo storico medioevale dei Quartieri, accompagnati dai canti natalizi della Corale Beati Ubaldi. Rientro previsto ad Avezzano per le ore 24:00. Per info e prenotazioni contattare l’Ufficio del Patronato Epasa-Itaco Confesercenti di Avezzano, Tel 0862.22764.

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Grande partecipazione per l’evento “Fare impresa insieme… ad Avezzano con Invitalia”

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Avezzano – In una sala Picchi dell’ A.R.S.S.A gremita, si è tenuto il workshop “Fare impresa insieme… ad Avezzano con Invitalia”, organizzato dal Comune di Avezzano in collaborazione con l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa e Confindustria di L’Aquila Abruzzo Interno. I lavori si sono aperti con il saluto introduttivo del sindaco di Avezzano, Gabriele De Angelis, e del presidente di Confindustria L’Aquila, Marco Fracassi. Appena dopo, moderati da Armando Floris, gli esperti di Invitalia hanno illustrato in sintesi il funzionamento dei quattro principali incentivi dedicati a chi “vuole mettersi in proprio” e intraprendere un’impresa economica: “Smart & Start Italia”, che sostiene la nascita di imprese innovative su tutto il territorio nazionale, “Nuove imprese a tasso zero”, rivolti in particolare ai giovani e alle donne che vogliono diventare imprenditori, “SelfiEmployment”, per finanziare con prestiti a tassi zero l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali e “Resto al Sud”, riferito al momento agli under 36 – ma è stata annunciata una modifica legislativa che consentirà di accedere a tale misura fino agli under 46 – che volessero avviare un’azienda nelle otto regioni del Meridione. Molto interessante è stato l’intervento di una testimonial d’eccezione, Caterina Casale, la giovane imprenditrice di origini bolognesi che, grazie al supporto di Invitalia, ha aperto la sua impresa a L’Aquila e ora si appresta a commercializzare il suo innovativo prodotto: magliette che, grazie a particolari sensori, renderanno possibile monitorare le condizioni fisiche di chi le indossa. A trarre le conclusioni, ma anche a offrire preziosi spunti di riflessione, l’amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri, che si è complimentato con il sindaco De Angelis per essersi fatto promotore dell’incontro, dimostrando “una sensibilità non comune tra gli amministratori alla promozione della cultura d’impresa”. “Un tempo – ha detto Arcuri – si presentavano domande di finanziamento solo quando si veniva a conoscenza dell’esistenza di fondi dedicati. Adesso il nostro approccio è diametralmente opposto: si concedono supporto e sostegno solo alle iniziative meritevoli, che si propongono ancor prima di nascere”. Un cambio di mentalità finalizzato a concentrare più proficuamente le risorse ed evitare, come accadeva in passato, che le attività aprissero profittando di finanziamenti estemporanei ma chiudessero spesso frettolosamente e senza neanche restituire il credito ricevuto. L’AD di Invitalia, a tal proposito, ha sottolineato come altri paesi, tra cui l’Irlanda, abbiano fatto tesoro delle provvidenze europee 2014-2020, mentre ad oggi, invece, l’Italia e il meridione fatichino a spendere quanto loro assegnato,  trovandosi nella condizione di dover restituire a volte ingenti somme all’Europa senza metterle a frutto. Da qui l’esigenza di promuovere sui territori iniziative di promozione, stabilendo un rapporto diretto e privilegiato con imprenditori e aspiranti tali, senza altri filtri se non attraverso enti accreditati da Invitalia stessa, a costo zero per chi vuole proporre idee senza disporre di fondi propri o “rischiare” già prima di avviare l’attività. Una consulenza, quella offerta da Invitalia, che consente di impedire tante false partenze e che, una volta che la proposta viene accolta, consente al neo imprenditore di essere subito competitivo sul mercato.
“Fare impresa” è poi entrata nel vivo nel primo pomeriggio con gli incontri/confronti One to One tra gli esperti di Invitalia e i circa trenta, tra imprenditori e giovani interessati ad approfondire le misure in oggetto, che hanno animato approfondimenti personalizzati con la dottoressa Paola Moraro, tecnico Invitalia originaria di Avezzano, relativamente alla misura SelfiEmployment, il dottor Massimo Calzoni per SmarteStartItalia e Nuove Imprese a tasso zero, e la dottoressa Grazia Precetti  per RestoalSud. “Ho registrato grande interesse e tanta partecipazione, – ha commentato il sindaco De Angelis a margine degli incontri, manifestando la propria soddisfazione per l’entusiasmo con cui questa iniziativa è stata accolta – a conferma che intraprendere un’impresa è difficile ma possibile, specialmente quando si ha il supporto concreto di strutture serie e professionali come Invitalia, che danno la giusta importanza all’ascolto dei territori. Come ha detto stamattina l’amministratore delegato Domenico Arcuri, che ringrazio per la sua preziosa presenza – ha concluso il sindaco – piuttosto che ostinarsi a cercare un lavoro che non c’è o, peggio, limitarsi ad aspettarlo, è preferibile  che i ragazzi e le ragazze investano le proprie energie al fine di inventarselo, un lavoro. Fare impresa, pertanto, si può. È questa la grande sfida che ci aspetta per affrontare e sconfiggere la rassegnazione, la fuga dei nostri cervelli migliori all’estero e dare un nuovo futuro e occupazione ai nostri giovani”.
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“Facciamo luce sul tumore del pancreas”, il comune di Celano si tinge di viola

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Celano – Anche il Comune di Celano ha aderito all’iniziativa “Facciamo luce sul tumore al pancreas” durante la quale quest’anno le città italiane si illumineranno di viola per accendere i riflettori su un “killer silenzioso” ancora troppo poco conosciuto: si stima che nel 2030 il tumore al pancreas sarà la seconda causa di morte per neoplasia al mondo. E’ quanto rende noto la consigliera comunale con delega alle politiche sociali Mariantonietta Zaurrini “Nella serata di giovedì 15 novembre, Giornata Mondiale per la lotta al Tumore al Pancreas, diverse città italiane vedranno illuminati di viola palazzi, monumenti, edifici, piazze e luoghi simbolici e rappresentativi al fine creare consapevolezza sulle neoplasie pancreatiche e richiedere alle istituzioni di impegnarsi a promuovere informazioni e campagne di prevenzione. Per l’occasione – aggiunge Zaurrini – la facciata del Palazzo Municipale di Celano si tingerà di viola in segno di partecipazione alla campagna che nasce con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica su una patologia che in Italia, ogni anno, colpisce oltre 13mila persone. L’idea è quella che, con gesti anche semplici, si possa modificare la storia naturale di questo “killer silenzioso” che ancora, a cinque anni dalla diagnosi, ha una mortalità stimata del 90% e che, nonostante questo, riceve soltanto il 2% dei fondi europei destinati alla ricerca”. Promossa dall’Associazione Nastro Viola Onlus, con la collaborazione delle associazioni Fondazione Nadia Valsecchi Onlus, Associazione Oltre la Ricerca e Associazione My Everest Onlus, la campagna “Facciamo luce sul tumore al pancreas” riscuote ogni anno un successo sempre crescente: grazie al tam tam di pazienti e familiari e all’impegno di istituzioni pubbliche e private l’anno scorso sono stati ben 80 i comuni che hanno aderito all’iniziativa che nel mondo coinvolge luoghi suggestivi come le Cascate del Niagara o l’Opera House di Sidney.

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