Abruzzo

Acqua Santa Croce. Colella: “La Regione vuole farci fuori”

Acqua Santa Croce. L’azionista di maggioranza di Sorgente Santa Croce Spa, l’ingegnere Camillo Colella, in merito al ventilato fermo delle attività di imbottigliamento presso lo stabilimento di Canistro (L’Aquila) del marchio nazionale di acqua minerale Santa Croce, a causa “dei no immotivati della Regione Abruzzo a proroghe o rinnovi di concessione”, precisa che l’azienda continuerà a mantenere gli impegni presi con tutti i suoi clienti, assicurando la continuità e la puntualità delle forniture di prodotto.

Il patron, inoltre, ribadisce che non è intenzionato a cedere la proprietà e pertanto ogni notizia in merito alla vendita e/o cessione dell’azienda “è assolutamente infondata”.
“È un caso emblematico e unico in Italia, quello del fermo di uno stabilimento produttivo che si manifesta non a causa di debiti o fallimenti, ma per la volontà politica di alcuni amministratori regionali”, accusa il proprietario di Acqua Santa Croce.
Colella tira in ballo come “attori principali della negativa vicenda il vice presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, il sottosegretario alla presidenza della Giunta, Mario Mazzocca, e la dirigente del servizio Iris Flacco che hanno dimostrato, a nostro avviso, di utilizzare due pesi e due misure in situazioni molto simili: nel caso analogo al nostro, al marchio Gran Guizza hanno concesso ripetute proroghe a concessione scaduta, a noi è stata negata per tre volte con motivazioni inesistenti che naturalmente abbiamo impugnato”.

“Inoltre – continua l’imprenditore – la Regione con la sua inerzia, i ritardi e attraverso le errate interpretazioni delle norme, sta dimostrando che il loro obiettivo è farci fuori dal mercato, a vantaggio dei nostri concorrenti – conclude Colella – svalutando l’azienda ora che ha riconquistato credibilità, rinnovata immagine e affidabilità, grazie agli investimenti commerciali, industriali e pubblicitari da me realizzati in questi ultimi anni”.

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