Abruzzo

Abruzzo, il carrozzone non va avanti da sè

I debiti delle società partecipate o controllate dalla Regione ammontano a quasi 226 milioni di euro. La spaventosa cifra è emersa dalla ricognizione voluta dal governatore Luciano D’Alfonso con un decreto presidenziale dello scorso 19 giugno.I 225.888.376 euro sono parte di quegli 855 milioni e 600mila euro citati nella delibera “Curriculum vitae della Regione: ricognizione sulla consistenza dell’esposizione debitoria e/o potenzialmente debitoria”, approvata il mese scorso dalla giunta. Proprio sui debiti delle società controllate e partecipate l’esecutivo ha approvato un’altra delibera, una presa d’atto della situazione, che fa da preludio alle successive iniziative da portare avanti per quanto riguarda enti definiti da più parti come “carrozzoni” . Le società con i debiti maggiori, secondo il quadro sinottico allegato alla delibera, sono l’Arpa (società regionale di trasporti su gomma), con 66,7 milioni di euro, la Finanziaria regionale abruzzese (Fira), con 44,8 milioni, la Abruzzo Engineering, società in liquidazione, con 32,9 milioni, e la Saga, società di gestione dell’aeroporto, con 32,1 milioni di euro. Di certo non sono da meno i 9,7 milioni della Sangritana, gli 8,3 della Gestione trasporti metropolitani (Gtm) di Pescara, gli 8 milioni del Consorzio Mario Negri Sud (ora Fondazione) o i 7,6 del Centro agroalimentare “La Valle della Pescara”. Basti pensare che il settore dei trasporti, con le cinque società controllate – Arpa, Gtm, Ferrovia Adriatico Sangritana, Sir (in liquidazione) e Saga -, da solo accusa circa la metà dei debiti di tutti gli enti in questione, con ben 117,2 milioni di euro. Non mancano i soggetti “virtuosi” che, cioé, non presentano debiti: Abruzzo Sviluppo, Circolo Nautico “Vallonchini” di Roseto, Consorzio “Polo universitario di Sulmona e del Centro Abruzzo” e Consorzio di gestione dell’Area marina protetta “Torre del Cerrano”.

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