Warning: in_array() expects parameter 2 to be array, null given in /home/marsicanews/public_html/wp-content/plugins/quick-adsense-reloaded/includes/post_types.php on line 46

Warning: in_array() expects parameter 2 to be array, null given in /home/marsicanews/public_html/wp-content/plugins/quick-adsense-reloaded/includes/post_types.php on line 46

Warning: in_array() expects parameter 2 to be array, null given in /home/marsicanews/public_html/wp-content/plugins/quick-adsense-reloaded/includes/post_types.php on line 46

Warning: in_array() expects parameter 2 to be array, null given in /home/marsicanews/public_html/wp-content/plugins/quick-adsense-reloaded/includes/post_types.php on line 46

Editoriale

A proposito di…. carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione: una riflessione critica


Warning: in_array() expects parameter 2 to be array, null given in /home/marsicanews/public_html/wp-content/plugins/quick-adsense-reloaded/includes/post_types.php on line 46

Warning: in_array() expects parameter 2 to be array, null given in /home/marsicanews/public_html/wp-content/plugins/quick-adsense-reloaded/includes/post_types.php on line 46

La Carta è stata elaborata da un Comitato Scientifico, nominato dal Ministro il 13.10.2006 e approvata con decreto del 23.4.2007 con l’indicazione delle linee per la diffusione. Per facilità di consultazione e per una migliore e capillare diffusione in tutti gli ambienti interessnti l’immigrazione è stata redatta in otto lingue.
Tale iniziativa fa riferimento a quanto già praticato da altri Stati europei come la Francia che con la sua Carta d’accueil impegna l’immigrato ad un percorso di integrazione in vista della cittadinanza; contiene, infatti, i principi basilari dell’ordinamento francese, soprattutto in materia di diritti umani fondamentali, di democrazia, di laicità dello Stato.
La Carta della Cittadinanza del Belgio, non si discosta da quella italiana che andremo più avanti ad esaminare.
In Germania e in Svizzera un’iniziativa in tal senso è partita da due organizzazioni di immigrati, “Il Consiglio Superiore dei Musulmani in Germania-ZMD” ed il “FORUM dell’immigrazione” in Svizzera, che hanno elaborato autonomamente due documenti nei quali vengono individuati i principi ai quali l’ordinamento dovrebbe ispirarsi per affrontare e risolvere i problemi dell’integrazione.

Obiettivi

La Carta dei Valori della Cittadinanza e dell’Integrazione nasce con l’intento di meglio esplicitare e mettere a fuoco i valori e i principi che concorrono all’identità italiana, compresi i principi giuridici che trovano la loro fonte nella Costituzione.
Vengono evidenziati con chiarezza i caratteri distintivi dalla cultura italiana che ha risentito in modo benefico dell’influsso dei valori tipici del Cristianesimo e dell’Ebraismo quali la forte e positiva apertura alle altre culture del Mediterraneo, il senso dell’unità e l’amore per la patria.
E’ sicuramente un punto di riferimento ed una fonte di precisazione per gli immigrati che vivono in Italia su quelli che sono i doveri e i diritti e quindi fondamentale punto di partenza per un percorso comune.
Suddivisa in 7 articoli che illustrano concisamente i seguenti argomenti:

1. L’Italia, Comunità di persone e di valori
2. Dignità della persona, Diritti e Doveri
3. Diritti sociali. Lavoro e Salute
4. Diritti sociali. Scuola, Istruzione, Informazione
5. Famiglia, nuove generazioni
6. Laicità e libertà religiosa
7. L’impegno internazionale dell’Italia

L’Italia, Comunità di persone e di valori

L’articolo descrive il patrimonio dell’Italia in termini di storia e di cultura, di tradizioni, nonché di bellezze artistiche e naturali tutte al servizio degli uomini, delle donne, dei giovani e delle future generazioni
Fa un riferimento storico di ampio respiro sul ruolo che il Cristianesimo e l’Ebraismo hanno avuto per l’apertura alla modernità e ai principi di libertà e di giustizia.
Infatti si sottolinea come dal mondo classico greco-romano è derivata l’enunciazione del principio di libertà, mentre si devono alla tradizione ebraico-cristiana i principi di uguaglianza, di giustizia e di solidarietà tra gli uomini.
Il periodo legato alla stesura della Costituzione e la sua entrata in vigore viene indicato come un altro grande momento di storia identitaria italiana che va a fare da spartiacque fra il totalitarimo fascista e le grandi Carte internazionali sui diritti umani.
La grande capacità di accoglienza nei confronti di altre popolazioni è tipica della tradizione italiana da cui emerge un forte spirito di servizio con cui l’Italia si rapporta con tutte le generazioni. Tale caratteristico senso di solidarietà è ripreso e sottolineato dalla Costituzione.

Dignità della persona, Diritti e Doveri

Garanzia dei diritti fondamentali senza distinzioni a tutti coloro che si trovano sul territorio italiano e offerta di asilo a tutti i perseguitati o impediti nell’esercizio dei propri diritti fondamentali nei propri Paesi.
E’ richiamato l’art. 3 della Costituzione e quanto si legge all’art. 2, n.1 del decreto lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero) che afferma: “allo straniero comunque presente alla frontiera o nel territorio dello Stato sono riconosciuti i diritti fondamentali della persona umana previsti dalle norme di diritto interno, dalla convenzioni internazionali in vigore e dai principi di diritto internazionale generalmente riconosciuti”.
L’uomo e la donna hanno pari dignità dentro e fuori la famiglia. A tal riguardo anche la Risoluzione del Parlamento europeo del 24 ottobre 2006 invita gli Stati membri dell’Unione a promuovere campagne di informazione rivolte alle donne migranti al fine di prevenire ed evitare matrimoni forzati o concordati , mutilazioni ed altre forme di costrizione psicologica o fisica.
L’ottenimento della cittadinanza è il risultato di un cammino che deve coinvolgere il Paese ospitante e l’immigrato. Nel 2005 la Commissione europea ha elaborato un’agenda comune che indicat come presupposti essenziali oltre alla conoscenza della lingua anche quella relativa alla storia delle istituzioni del paese ospitante. Viene, pertanto, consigliato di potenziare programmi e attività che permettano agli immmigrati di raggiungere questo obiettivo sia nei Paesi di origine sia nel paese ospitante.
Diritti sociali. Lavoro e salute

Sulla base dell’art. 3 della Costituzione viene richiamato l’impegno dell’Italia a promuovere e il lavoro e a combattere ogni forma di sfruttamento.
Per l’art. 2, n. 3 del Testo Unico sull’immigrazione viene garantito in adesione alla convenzione dell’OIL n. 143 del 24 giugno 1975 a tutti i lavoratori sul territorio e regolarmente soggiornanti e alle loro rispettive famiglie parità di trattamento e piena uguaglianza di diritto rispetto ai lavoratori italiani.
Allo straniero è riconosciuta parità di trattamento con il cittadino relativamente alla tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi nei rapporti con la PA e nell’accesso ai pubblici servizi, nei limiti e nei modi previsti dalla legge. (art.2, n. 5 del Testo Unico sull’immigrazione).
Altrettanto pari tutela viene assicurata per le cure sanitarie agli stranieri e alla loro famiglie. Tra l’altro, viene assicurato l’accesso alla struttura sanitaria anche agli stranieri non in regola con le norme di soggiorno. Tale irregolarità non può comportare denuncia da parte dei medici alle autorità. Trattasi, come noto, di una norma che attualmente è oggetto di intensa discussione.
E’ vietata la pratica dell’infibulazione a scapito delle femmine originarie di alcuni paesi africani che praticano questa prassi. Si rinvia alla legge 9 gennaio 2006 n. 7 recante disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile. Tra gli obiettivi di questa legge c’è quello di predisporre campagne informative dirette a fornire utili indicazioni anche sui diritti fondamentali della persona.
Tenuto della condizione economica dell’immigrato, sicuramente non pagato adeguatamente rispetto ai cittadini italiani, nonché delle offerte di abitazioni che non sono adeguate al valore dell’affitto e all’assenza molto frequentemente di un legale contratto di affitto, si sottolinea nella carta la possibilità per l’immigrato di appellarsi a strutture di assistenza.
L’art. 11 del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali del 1966 riconosce il diritto di ogni individuo ad un livello di vita adeguato per sé e per la propria famiglia, che includa un’alimentazione, un vestiario ed un alloggio adeguati, nonché ad un miglioramento continuo delle proprie condizioni di vita.

Diritti sociali. Scuola, istruzione, informazione

L’istruzione è il principale strumento per garantire agli immigrati l’integrazione linguistica, culturale e sociale nel Paese ospitante. L’art. 34 della Costituzione recita che l’istruzione è impartita per almeno 8 anni, è obbligatoria e gratuita. I minori stranieri residenti sul territorio sono soggetti all’obbligo scolastico. Vengono richiamati i doveri dei genitori di inviare i propri figli alla scuola dell’obbligo. Tale enunciato è strettamente legato alla richiesta della cittadinanza italiana in quanto la scuola è una struttura formativa e deve tendere all’educazione della persona e al suo inserimento nella società.
L’art. 29, lett. b) della Convenzione sui diritti del fanciullo del 1989 afferma che l’educazione dei minori deve imprimere, tra l’altro, il rispetto dei valori nazionali del Paese nel quale vive.
La scuola promuove e favorisce iniziative volte all’accoglienza, alla tutela della cultura e della lingua d’origine e alla realizzazione di attività interculturali comuni (art. 38, n. 3 Testo Unico sull’immigrazione).
Esistono in alcuni paesi situazioni giuridiche sfavorevoli alla donna e tradizioni quali la poligamia o dei matrimoni combinati che mal si conciliano con l’ordinamento italiano e quanto affermato dalle istituzioni europee.

Una riflessione critica

La Carta dei Valori della cittadinanza e dell’integrazione divulgata il 23 aprile 2007 dal Ministro dell’Interno, Giuliano Amato, è stata predisposta da un Comitato Scientifico che nei mesi precedenti aveva consultato numerosi rappresentanti di diverse comunità religiose.
Si tratta di un documento che, secondo le intenzioni dello stesso Ministro, non voleva essere vincolante, ma semplicemente “accompagnare verso la cittadinanza italiana” le comunità religiose che decideranno di sottoscriverlo.
Pur comprendendo le ragioni politiche e mediatiche della scelta operata dal Ministro, l’iniziativa suscita immediate riflessioni sull’opportunità di redigere un tale documento dai contenuti valoriali già ampiamente illustrati dalla nostra Costituzione.
Ci si chiede, infatti, perchè lo Stato italiano abbia sentito il bisogno di trovare valori condivisi proprio con le comunità religiose appartenenti al mondo islamico, tralasciando altre comunità altrettanto rappresentative. Forse perché all’interno di queste collettività alcuni valori, per noi fondamentali, non sono ancora entrati a far parte del bagaglio culturale?
Tale scelta fa nascere delle perplessità in quanto il rapporto di uno Stato laico con le religioni non dovrebbe esser quello di concordare assieme i valori condivisi con entità religiose, a volte di dubbia rappresentanza, ma di utilizzare a tale scopo le istituzioni parlamentari, democraticamente elette.
Chi ha l’ambizione di vivere secondo la propria cultura, infatti, deve accertarsi che nel Paese prescelto essa non contrasti con l’ordinamento giuridico vigente. Fatto questo avrà la garanzia di esser rispettato.
Inoltre, la Carta dei Valori riporta descrivendoli come “valori” i principali contenuti, istituti e principi generali del nostro ordinamento giuridico sminuendone il significato. Tale operazione rischia di creare confusione ed equivoco, a causa di un falso buonismo e di un pericoloso relativismo culturale.
Nella Carta si spazia, infatti, da passi interi della Costituzione concernenti la libertà, l’uguaglianza e la dignità affiancandoli a principi di diritto, derivazioni e corollari, previsti nel nostro ordinamento, come per esempio l’uguaglianza fra marito e moglie, la libertà nella scelta matrimoniale, il diritto all’assistenza sanitaria e sociale, all’istruzione, fino a precetti di buon costume, proclami di amicizia, fratellanza, unione fra gli uomini.
Ma molti di questi non sono, o meglio non sono più solo “valori”! Infatti molti di questi enunciati sono parte integrante della nostra Costituzione e quindi immodificabili.
In uno Stato di diritto, i valori costituiscono un minus rispetto al diritto codificato, tanto più se provenienti dalla Carta Costituzionale, a cui cittadini, stranieri, cattolici, cristiani, musulmani, peruviani, canadesi, possono e devono far riferimento quotidianamente nell’esercizio dei propri diritti e doveri.
Parliamo di minus nel senso che costituiscono il sostrato preesistente al diritto. La norma che li contiene è una fase successiva e pattizia di loro riconoscimento esterno, nonché garanzia su tutto e su tutti (erga omnes) della loro valenza, cogenza e accettazione. Altrimenti non sarebbero norme, ma semplici auspici.
Non c’è dubbio che chi entra e risiede sul territorio italiano sceglie e, pertanto, accetta implicitamente -e senza il consenso di carte di valori, tavoli di accordo e protocolli di intesa -, i contenuti della Costituzione, salvo concorrere, nei modi previsti dalla Legge, alla sua modifica e al cambiamento nei limiti in cui tale prassi è ammessa).
La Carta dei Valori potrebbe essere espressione di un pericoloso atteggiamento con il quale si vanta una disinvolta ri-contrattazione di valori in nome dell’integrazione.
Infatti che non si debba ricorrere alla mutilazione dei genitali femminili, a cui si accenna vagamente nella Carta dei Valori all’art. 3 in nome di una cultura e di una prassi che offende e degrada la donna a oggetto, non è più solo un valore sul quale cercare consensi, ma è un delitto contro la libertà personale (art. 13 Cost.), è un atto di tortura (art. 3 Convenzione Europea dei diritti dell’Uomo) ed è punito dal codice penale italiano ai sensi dell’art. 592 – Lesioni personali gravissime e pluriaggravate.
Sarebbe stato auspicabile leggere fra le righe del documento in questione, al posto di un sommesso e timido : ” …La carta costituzionale tutela e promuove i diritti umani inalienabili….” una fiera dichiarazione attestante che:
“La Carta Costituzionale riassume i valori, detta e regola i principi generali sui quali si fonda la società all’interno della quale si è deciso di vivere Tale Carta soltanto ha forza di Legge. Ad essa tutti indistintamente devono obbedire compresi i singoli o le confessioni religiose o le associazioni che hanno scelto di vivere sul territorio italiano a prescindere dalla appartenenza etnica, religiosa, culturale” .

Click per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

To Top