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Editoriale

A proposito di affidamento condiviso…

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La problematica che investe l’affidamento dei figli, nei casi di separazione o divorzio dei genitori, è divenuta, negli ultimi anni, una vera e propria questione sociale. L’Istituto nazionale di statistica ci fornisce, in proposito, alcuni dati che debbono far riflettere. Nel nostro Paese, il tasso annuo di separazione ( rapporto tra coppie separate e quelle che contraggono matrimonio) si attesta intorno al 25%. I figli minori dei genitori separati, sempre secondo i dati dell’Istat riferiti al 2013, sono oltre un milione e nel 90,9% dei casi sono affidati esclusivamente alla madre.
Nei casi residui, i figli sono stati affidati al padre, ai nonni, ai servizi sociali solo perché mancava la richiesta di affidamento da parte delle madri, in quanto coinvolte in situazioni patologiche dovute a uso di droga, alcool, o con forti disturbi della personalità. Al genitore non affidatario
(quasi sempre il padre), la legge non attribuisce quasi nulla. Si limita a consentire una possibilità di accesso presso il minore nei fine settimana alternati o in estate, per un periodo massimo di 15 giorni.
Stando così le cose, per i genitori non affidatari, non rimane che subire traumi affettivi molto forti: da un lato il fallimento del matrimonio e dall’altro la perdita dei figli, affidati quasi esclusivamente alla figura materna.
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Il problema familiare è divenuto ben presto so-ciale. Venuta meno la figura paterna, tantissimi adolescenti crescono disadattati nei rapporti con la famiglia e la comunità e, il più delle volte presentano forti squilibri nella personalità non solo affettivi ma anche culturali e relazionali. Se poi a questa situazione di disagio si aggiunge anche la continua e logorante conflittualità tra gli ex-coniugi, dovuta principalmente a incomprensioni e frustazione nel rapporto con i figli, allora il quadro che si presenta per questi ragazzi, nella stragrande maggioranza dei casi di affidamento esclusivo, è davvero sconfortante e merita la massima attenzione sia del legislatore che dell’intero corpo sociale.
Purtroppo l’affidamento monogenitoriale, almeno nel nostro Paese, oltre a non privilegiare gli interessi dei minori, ha, di fatto, allontanato dai figli il genitore non affidatario, trasformandolo in persona inconsapevole e a volte irresponsabile nei confronti dei figli. Il rapporto con l’ex-coniuge si
è spesso esaurito nella somministrazione dell’assegno di mantenimento, causa quest’ultimo di continui conflitti e ripicche che inevitabilmente si riversano sulla personalità e sulla crescita dei figli.
Consapevoli di queste distorsioni provocate dall’affidamento esclusivo, molti Paesi europei hanno introdotto nel loro ordinamento forme di affidamento congiunto ad entrambi i genitori. Questa soluzione, in particolare nei Paesi europei, viene privilegiata proprio perché ritenuta più idonea a tutelare gli interessi del minore. Così fin dal 1981, la Grecia, la Spagna e la Svezia hanno legiferato in questo senso e, a seguire altri Paesi come il Regno Unito, la Francia, il Belgio, la Russia, l’Olanda, la Germania si sono adeguati alla Convenzione sui diritti del fanciullo, sottoscritta a New York il 20 Novembre 1989 e resa esecutiva in Italia con la legge 27 maggio 1991, n.176.
In alcuni Paesi europei si sono voluti dichiarare, in tema di affidamento, gli interessi fondamentali dei minori rispetto alle ragioni o alle pretese dei genitori. E’ il caso della Germania, dove la legge consente al minore che abbia raggiunto i 14 anni, di opporsi all’affidamento esclusivo ad un
solo genitore; mentre in Francia, dove il regime della “garde conjointe” interessa il 90 per cento delle separazioni, si vieta espressamente che la sentenza stabilisca un’unica dimora per i figli.
Il legislatore di questo Paese ha stabilito questa regola ispirandosi al contenuto del rapporto Dekeuer-Defossez, secondo il quale una scelta secca da parte del giudice su dove far vivere il minore, ha creato, in moltissimi casi, discriminazione ai danni del genitore non affidatario, rimasto escluso anche dai normali rapporti nei confronti della scuola, dello sport e del tempo libero scelti dal minore.
Si disse, allora, che lo spirito di questo istituto tendeva a superare la distinzione tra genitori del quotidiano e quelli del tempo libero, mentre tutta la società italiana e in particolare i rapporti familiari e quelli uomo-donna, venivano permeati di principi che richiamavano la parità tra i sessi e
le pari opportunità nello svolgersi della vita sociale e familiare.
Da qui, poi, un succedersi di leggi e sentenze che hanno sancito giuridicamente quello che la coscienza civile del Paese aveva da tempo maturato. In particolare è stato riconosciuto al padre il diritto di assentarsi dal lavoro per malattia del figlio, il diritto ai riposi giornalieri per l’ assistenza ai
figli nel primo anno di vita, fino a giungere alla legge sui congedi parentali che attribuisce sia alla madre che al padre piena capacità nell’assistere e curare i figli, nonché piena intercambiabilità nei loro doveri di genitori.
Nel nostro Paese , bisogna rilevare, l’affidamento congiunto non ha avuto successo, se si considera la sua percentuale irrisoria ( 5,9 % nel 2013 ) sul totale degli affidamenti stabiliti dal giu-dice nei casi di separazione o divorzio. E’ anche vero che la scarsa fortuna dell’affidamento congiunto è dovuta alle procedure con cui viene concesso.
Nella stragrande maggioranza dei casi, il giudice affida il minore alla madre, senza valutare le diverse opzioni previste dalla legge. Si affida cioè al buon senso e alla tradizione che tendono a privilegiare quasi sempre la madre come genitore affidatario. I giudici sembrano aderire a quella “dottrina della tenera eta’” che considera il figlio piccolo o piccolissimo molto legato alla madre e bisognoso ancora di mantenere saldo il cordone ombelicale con lei. Si tratta di una teoria suggestiva, non sempre però suffragata dai fatti e dalle statistiche.
In termini percentuali si è calcolato che alla madre viene affidato il 94,75% dei minori. A diciassette anni la percentuale rimane ancora molto alta e si attesta intorno all’88 %.Tutti questi elementi , cui si sono aggiunti pareri di netta avversione degli operatori del diritto quali Avvocati e Giu-
dici, hanno contribuito all’insuccesso dell’affidamento congiunto.
I sostenitori di questo istituto attribuiscono il suo fallimento a diverse ragioni. In primis l’istituto inteso come “esercizio congiunto della potestà”, con la conseguenza che tutte le decisioni riguardanti il minore, richiedevano il consenso di entrambi i genitori. Così inteso, si è inevitabilmente
risolto in un fallimento sul piano della sua concreta attuazione. Non è mancato chi lo ha definito, visti i risultati prodotti “ un inutile artificio giuridico” ed altri hanno spiegato il suo fallimento con l’introduzione di diversi “prerequisiti” – dalla vicinanza delle abitazioni, all’elevata età dei figli – che hanno reso impossibile la sua applicazione.

Una testimonianza, riguardo a quanto già esposto, ci viene dal racconto della signora Lucia, affidataria di un figlio in tenera età, quasi dimenticato dal padre, che abbiamo avuto il piacere di incontrare.

D : “Gentile signora, mi dice, brevemente, come siete arrivati alla separazione?”
R : “ Si è arrivati alla separazione quando sono rimasta incinta del mio bambino, Valerio.
Eravamo sposati da un anno e mezzo e lui ha accolto malissimo questa lieta notizia. Ha reagito
violentemente , volevo che abortissi, perché diceva che avrebbe voluto aspettare almeno una
decina d’anni prima di diventare padre. All’epoca lui aveva 32 anni, lavoravamo tutti e due ed
avevamo un appartamento nostro, quindi nessun problema economico. Un giorno mi ha riempito
di pugni sulla pancia, rischiando di farmi perdere il bimbo. Sono stata malissimo e da quel momen-
to, per me , è cambiato tutto, anche se non l’ho denunciato e ho continuato a vivere con lui. Una
volta nato il figlio, lui si è sempre disinteressato, rinfacciandomi che lo avevo voluto solo io e
che quindi lui non gli avrebbe mai comprato nulla, così è stato, purtroppo”.

D : “Poi?”
R : “Ho chiesto la separazione quando Valerio aveva un anno, perché avevo paura che lui potesse
fargli del male. Non sopportava che la notte piangeva e lo vedeva come un peso. Poi ha chiesto
l’annullamento del matrimonio alla Sacra Rota e la causa è andata avanti per sette anni. Il matri-
monio è stato sciolto per colpa sua, per esclusione della prole, anche se il figlio porta il suo
cognome ed è riconosciuto a tutti gli effetti”.
D : “Dopo la separazione i rapporti, con te e tuo figlio, da parte di tuo marito come sono stati?”
R : “Dopo la separazione per due anni è sparito completamente finchè le maestre della scuola mater-
na l’hanno mandato a chiamare in occasione della festa del papà. Ha fatto la sua fugace appari-
zione ed è sparito di nuovo. I rapporti, come puoi immaginare, erano pessimi e con me non parla-
va affatto”.

D : “Tuo marito viene in visita al bambino, come la legge prescrive , o, a quanto mi è dato sapere, non
è mai presente tranne qualche sporadica visita alla vigilia delle feste comandate?”.
R : “Non porta mai il figlio con sé nei fine settimana. Perché va fuori città, a sciare o in barca , si vedo-
no solo per pochi istanti, per scambiarsi gli auguri a Natale e a Pasqua, quando siamo tutti più buo-
ni”.

D : “Come stà crescendo il bambino?.Ha qualche problema dovuto a questo trauma?.
R : “Valerio sta crescendo. Ora frequenta la scuola media , ma ne ha risentito moltissimo, soprattutto
dall’anno scorso che ha acquisito maggiore coscienza della situazione. E’ molto ansioso ed insicuro,
soprattutto con i compagni. Sta seguendo, da alcuni mesi, la psicoterapia perché io non basto più”.

D : “Ne parla e cerca il padre?”.
R : “Non parla mai del padre e qualche volta che gli telefona a studio, per salutarlo, trova spesso la
segreteria telefonica. Non ha il recapito telefonico della nuova abitazione paterna, ma solo il cel-
lulare che a volte risulta non raggiungibile”.

D :”Per l’assegno di mantenimento come vi regolate?.E’ puntuale nel versamento o se ne dimentica?”.
R : “Non ha mai versato l’assegno di mantenimento deciso dal giudice ed io, per quieto vivere , ho
lasciato correre perché minacciata pesantemente se lo avessi chiesto. Oltrettutto sarebbe una cifra
irrisoria, rispetto al suo ricco guadagno mensile”.

D :”Non so se stai tentando di rifarti una vita, come pensi reagirebbe tuo figlio a questo?. Potrebbe
subire un altro trauma o creare qualche problema?”.
R : “Dipenderebbe dal grado di maturità della nuova persona accanto”.

D : “Cosa suggerirebbe ai nostri legislatori riguardo a questo scottante problema?”.
R : “Di seguire più da vicino i figli dei separati e dare loro un sostegno psicologico nello stesso modo
farlo pure per i genitori”.

Sandro VALLETTA
(Ha Collaborato Rosa CARBONE)

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Abruzzo

ELEZIONI REGIONALI. CHI HA VINTO E CHI HA PERSO DAVVERO

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Le elezioni regionali in Abruzzo hanno portato all’elezione del candidato del centrodestra, Marco Marsilio. Dietro di lui Giovanni Legnini, del centrosinistra, e Sara Marcozzi del M5s. Ma chi ha vinto e chi perso davvero le elezioni in confronto al passato? Analizziamo i risultati di oggi confrontandoli con quelli delle precedenti elezioni regionali (2014) e con le politiche del 4 marzo 2018.

Il centrodestra esulta, il Movimento 5 Stelle prova a ridimensionare il risultato elettorale e il centrosinistra vede al modello abruzzese come un qualcosa da ripetere. Come avviene in tutte le occasioni elettorali, le dichiarazioni dei leader politici non rendono un quadro chiaro di quanto effettivamente avvenuto e del successo, o meno, dei vari partiti. Per capire cosa è successo veramente in Abruzzo, con le elezioni regionali che hanno visto l’elezione a presidente di Marco Marsilio, è allora necessario confrontare i dati di oggi con quelli delle scorse elezioni regionali (del 2014) e con le politiche del 4 marzo 2018. L’Abruzzo è tornato al voto a cinque anni di distanza dal 25 maggio 2014, quando presidente di Regione fu eletto l’esponente del centrosinistra Luciano D’Alfonso.

A vincere è Marco Marsilio, candidato del centrodestra e rappresentante di Fratelli d’Italia. Il centrodestra, in queste elezioni regionali, ha raggiunto il  48,03% . Dietro di lui il candidato del centrosinistra, Giovanni Legnini, con il 31,28%. E ancora più staccata Sara Marcozzi, del Movimento 5 Stelle, al 20,20%. Andando a vedere i risultati delle liste è evidente il primato della Lega che raccoglie il 27,53% dei voti. Secondo partito è il M5s con il 19,73%. Molto staccato il Pd con l’11,14%, con i voti del centrosinistra raccolti soprattutto dalle molte liste civiche che hanno sostenuto Legnini. Più indietro, invece, Leu con il 2,8%. Nel centrodestra non sfonda Forza Italia (9,04%), mentre ottiene un buon risultato Fratelli d’Italia (6,48%). Raggiunge il 2,9% l’Udc.

Il confronto con le regionali del 2014
Nel 2014 D’Alfonso vinse con il 46,2% dei voti. Dietro di lui il candidato del centrodestra, Giovanni Chiodi, al 29,2%, e la candidata del Movimento 5 Stelle, sempre Sara Marcozzi, al 21,4%. Per quanto riguarda le singole liste, spicca la differenza tra allora e oggi per il Pd: nel 2014 ottenne il 25,4% dei consensi, oggi solo l’11%, nonostante parte di quei voti siano comunque stati assorbiti dalle tante liste civiche che hanno sostenuto Legnini. Nel centrodestra a farla da padrone era Forza Italia, con il 16,6%, il 7% in più di oggi. Mentre, rispetto al 2014, avanza Fratelli d’Italia: dal 2,9% al 6,5%. Nel 2014 la Lega non presentava alcuna lista in Abruzzo: passa, quindi, da 0 al 27,4%. Ed è sicuramente il partito che più ha guadagnato in quattro anni. Il Movimento 5 Stelle perde, come lista, quasi due punti percentuali. In conclusione, rispetto al 2014 avanza la Lega, crollano Pd e Forza Italia ed è in calo anche il Movimento 5 Stelle.

Il confronto con le politiche del 2018
Andando ad esaminare il dato relativo alle elezioni più vicine, le politiche del 4 marzo 2018, confrontiamo il dato di oggi con quello della Camera dei deputati (dove hanno votati tutti i cittadini con almeno 18 anni, al contrario del Senato). In questo caso il tracollo del Movimento 5 Stelle è evidente. Il 4 marzo era stato il primo partito con il 39,8%: oggi dimezza i suoi voti non raggiungendo neanche il 20% come lista. Può esultare il centrodestra che passa dal 35,5% al 48%. E a crescere è soprattutto la Lega: dal 13,8% al 27,4% di oggi, quasi il doppio. Forza Italia prese il 14,5% ed è oggi in calo di cinque punti. Mentre guadagna consensi Fratelli d’Italia, passando dal 4,9% al 6,5%. Guadagna anche l’Udc: dal 2,2% al 2,9%. Nel centrosinistra il Pd si conferma in difficoltà. Al netto delle molte liste civiche che hanno sostenuto il candidato di coalizione, i dem perdono più di 3 punti da marzo, passando dal 14,3% all’11,1%. Ma il centrosinistra, nel suo complesso, cresce nettamente: dal 17,6% al 31,3% delle regionali. Infine, è sostanzialmente stabile Leu che passa dal 2,6% al 2,8%. In conclusione, chi può festeggiare è sicuramente la Lega, insieme a Fratelli d’Italia. Il Pd regge (soprattutto in funzione delle liste civiche), il centrosinistra risorge, mentre – rispetto alle politiche di marzo – chi deve preoccuparsi è Forza Italia, ma soprattutto il Movimento 5 Stelle che vede dimezzarsi i suoi voti.

E’ evidente dunque il boom della LEGA guidata dall’unico personaggio politico attualmente capace di raccogliere consensi in continuazione, ovvero Matteo Salvini, come altrettanto evidente il crollo drastico dei partiti tradizionali come FORZA ITALIA e PD. Perde terreno il M5S nei confronti dell’alleato di governo. Sorride Legnini, che porta la coalizione di centro sinistra ad un risultato inatteso dopo le politiche dello scorso anno, dimostrando che mentre nel partito leader della coalizione (il PD) si fanno guerre interne e si portano avanti ideologie lontane dal volere popolare, una persona come lui attira molti più voti di quelli che battagliano per la segreteria PD. Buon risultato di Fratelli D’Italia che ormai punta a spodestare Forza Italia.

Piange comunque la Marsica, che fa appello tutta agli unici due eletti Simone Angelosante (LEGA) e GIORGIO FEDELE (M5S) affinchè riescano a far sentire la voce di un territorio che non è riuscito a fare squadra.

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Comune riciclone 2018. Attestato regionale a Ortucchio

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La Regione Abruzzo ha consegnato al Comune di Ortucchio l’attestato di Comune Riciclone 2018.

Un altro successo per il paese fucense che detiene il primato dei per il riciclo dei rifiuti tra i comuni serviti da Aciam Spa.

Soddisfazione per il Sindaco Favoriti : “Il plauso per il risultato ottenuto va soprattutto alla nuova cultura del rispetto dell’ambiente affermatasi nel contesto del paese e quindi alla popolazione. In tal senso la Regione ha trasmesso al nostro Ente l’attestato di comune riciclone 2018 nell’ambito della manifestazione organizzata in collaborazione con il comitato regionale di Legambiente”.

Ma Favoriti non si accontenta e dichiara che ” prossimamente verranno installate numerose fototrappole per stanare i delinquenti che ancora abbandonano i rifiuti e creano un danno a tutta la comunità”.

 

 

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NON SONO FINITI I DISAGI PER GLI UTENTI TELECOM A SCURCOLA INTERE ZONE SONO ANCORA  SENZA TELEFONO E INTERNET DA OTTOBRE

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NON SONO FINITI I DISAGI  PER GLI UTENTI TELECOM A SCURCOLA

 INTERE ZONE SONO ANCORA  SENZA TELEFONO E INTERNET DA OTTOBRE

  L’Associazione Credici, per la tutela dei diritti Civili, rettifica quanto sostenuto nel Comunicato dell’AECI  pubblicato dagli organi di stampa: a Scurcola Marsicana i disagi sulla rete Telecom per il telefono fisso e per il collegamento ad Internet affliggono un intero quartiere prossimo alla Tiburtina Valeria.

Ci spiace smentire le manifestazioni di entusiasmo con cui la giovane associazione che ha diramato   il comunicato con il quale,  riferendosi al ripristino delle linee telefoniche per alcuni  utenti, si estende la soddisfazione a tutta   la comunità di Scurcola Marsicana per l’immediata fiducia dimostrata verso il suo operato. Al contrario la nostra Associazione è costretta a stigmatizzare l’indifferenza della Telecom nei confronti dei cittadini che hanno pagato il canone senza avere il riscontro del servizio con l’addebito sul Conto Corrente bancario ( che qualcuno ha già  sospeso come contropartita al disservizio) a partire dalla fine del mese di  ottobre e e per gli interi mesi  di novembre dicembre e gennaio. Il colosso  Multinazionale alle segnalazioni relative al guasto, effettuate tempestivamente dagli utenti (costretti ovviamente ad  utilizzare altre reti), ha risposto  con  i consueti messaggi stereotipati del tipo “stiamo provvedendo”,

Ad inizio  gennaio 2019 Telecom ha  attribuito il guasto ad un  problema di carattere tecnico straordinario e ha  annunciato la sistemazione entro il giorno 8. Di fatto i lavori presso la cabina situata sulla Tiburtina Valeria (nelle adiacenze del Vecchio Palazzo Comunale) sono iniziati a metà gennaio e si sono protratti fino a qualche giorno fa. Ma per numerose famiglie il telefono resta muto e l’ADSL è ancora latitante (leggi intera Via Antonio Rocchi e parte della Tiburtina) .

Invitiamo di conseguenza l’AECI,  associazione con cui ci complimentiamo, riconoscendole  il merito di aver attivato il contenzioso giudiziario (e proprio a tal fine), a prendere atto che il problema dopo 100 giorni   “ non è stato risolto”  e che numerosi cittadini, contrariamente a quanto affermato nel comunicato, non  hanno ottenuto già (!!) a Gennaio,il repentino ripristino delle utenze. Non più tardi di ieri, la solita “risponditrice Chiara” del 187  dopo lunghe attese, ci ha fatto contattare il servizio Assistenza Tecnica TIM, che  “ prevede che  la soluzione del  disservizio per il 5 – 02 -2019 salvo problematiche di particolare complessità” (sic)

Di ciò ovviamente dovrà tenersi conto nell’udienza dl 26 Marzo 2019 fissata per la quantificazione dei danni subiti, per il cui risarcimento, se possibile forniremo i nominativi di ulteriori cittadini.

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Luco dei Marsi, la Shoah raccontata dai ragazzi: la memoria faro per il futuro

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Commozione e forte partecipazione per la Giornata della Memoria a Luco dei Marsi. La commemorazione della Shoah si è svolta lunedì, 28 gennaio, tra piazza Umberto I, dov’è stata onorata la memoria dei Caduti di tutte le guerre e dei 33 Martiri di Capistrello, e la sala consiliare del Comune, in cui si sono avvicendate letture, immagini, musica, a cura dei ragazzi della scuola secondaria di primo grado e degli alunni delle classi quinte della scuola primaria, che hanno anche eseguito ai flauti la melodia portante de “La Vita è bella”, cantata da Marta Candeloro in una toccante interpretazione di “Beautiful that way”. Alla presenza delle autorità civili e militari, del Consiglio dei Ragazzi, del gruppo Alpini di Luco dei Marsi, dei rappresentanti delle maggiori Associazioni cittadine, del dirigente scolastico, Romolo Del Vecchio, degli insegnanti Vera Pulsinelli, Mariella Gallese, Santina Panella, Flavia del Fiacco, Marianna Patrizi, Antonio Candeloro, e di tanti cittadini intervenuti, il filo della memoria si è dipanato attarverso le testimonianze dai campi di Auschwitz, Birkenau, Terezin, con “la voce” dei sopravvissuti: poesie e testi biografici, tra cui stralci della testimonianza di Carmine Grossi, deportato dai tedeschi e miracolosamente scampato alla morte, resi agli alunni da suo figlio, il  professor Giuseppe Grossi. “Sono rimasta colpita dal lavoro dei ragazzi delle scuole, che hanno dimostrato una sensibilità e una capacità di riflessione genuine e profonde su temi anche molto difficili da trattare”. Ha commentato la sindaca Marivera de Rosa, “è fondamentale coltivare questo nei giovani, un sano senso critico e la capacità di avvertire le ingiustizie come tali, a qualunque latitudine avvengano e in ogni tempo, è il migliore antidoto ai veleni di certe propagande e una garanzia della difesa dei valori della libertà e della democrazia. Questi ragazzi sono la nostra più grande ricchezza”. La dottoressa Giulia Ciaffone, rappresentante del Tavolo Verde, ha accompagnato idealmente i presenti nei luoghi simbolo della Shoah, narrando, anche attraverso foto e appunti, il suo viaggio della Memoria in quei luoghi e ha affidato la conclusione dell’incontro alle parole di Martin Niemöller, sopravvisuto al lager, “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari…“ per rimarcare come il pericolo di derive razziste e fomentatrici di odio sia quanto mai attuale.

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Editoriale

Elezioni regionali: anche la Marsica scalda i motori tra new entry e volti noti…

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Avezzano – E’ un clima politico di calma apparente quello che si vive in territorio marsicano, in realtà la competizione elettorale per una poltrona in Regione è già iniziata da un pezzo. Anche se ufficialmente si percepisce un’aria di relativa tranquillità, ufficiosamente la politica marsicana è al lavoro in cerca di nomi, ma soprattutto di alleanze.

In campo ci saranno quasi tutti i consiglieri e gli assessori della legislatura D’Alfonso che volge al termine. Giuseppe Di Pangrazio molto vicino a Giovanni Legnini, con molta probabilità si candiderà tra i ranghi del Pd, ma questa volta non potrà contare sul prezioso sostegno del fratello maggiore Giovanni (Di Pangrazio). L’ex sindaco di Avezzano sarebbe, infatti, pronto a scendere in campo con le Civiche d’Abruzzo che avrebbero scelto di appoggiare la candidatura di Fabrizio Di Stefano. Sicura è anche la candidatura di Lorenzo Berardinetti che, in veste civica, negli ultimi tempi è dato vicino agli ambienti politici di centrodestra. Quasi sicura anche la discesa in campo dei già consiglieri regionali Maurizio Di Nicola e Emilio Iampieri. Ancora incerta, invece, quella di Gianluca Ranieri del Movimento Cinque Stelle che potrebbe lasciare il posto ad un militante marsicano come Giorgio Fedele, vicino al senatore pentastellato Primo Di Nicola.

Tra le new entry di questa campagna elettorale c’è il sindaco dimissionario di Trasacco Mario Quaglieri, che ha lasciato la poltrona di primo cittadino per tentare la corsa alle prossime elezioni regionali del 10 febbraio. Quaglieri, che era stato riconfermato sindaco per la seconda volta l’11 giugno 2017  con la lista civica “Trasacco Nel Cuore”, alle regionali si candiderà con il centrodestra tra i ranghi di Fratelli d’Italia. Hanno detto no il sindaco di Carsoli, Velia Nazzarro, e il primo cittadino di Celano, Settimio Santilli. Vicino alla candidatura per una poltrona in consiglio regionale anche il sindaco di Aielli, Enzo Di Natale, in prima linea insieme ai sindaci di Lazio e Abruzzo nella lotta ai rincari autostradali. Lo scenario politico marsicano, continuamente in divenire non esclude colpi di scena. Insomma fino alla data di presentazione delle candidature ne vedremo delle belle.

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Abruzzo

Avezzano Rugby, al via la stagione 2018

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Avezzano –  

Tutto pronto per la festa del rugby che si terrà domani presso lo stadio di via dei gladioli ad Avezzano a partire dalle 14 e 45 con un festival del minirugby e si protrarrà fino a tarda  sera. La società giallonera, guidata dal presidente Alessandro Seritti, nel corso della manifestazione consegnerà le borse di studio Elio Seritti, storico dirigente giallonero,  ai giovani atleti della società che si sono contraddistinti per meriti scolastici e sportivi.  “ Ripartiamo per una nuova stagione sportiva con grande entusiasmo – ha dichiarato il presidente Seritti –  ai nastri di partenza schiereremo ben otto categorie di atleti, a partire dai piccoli dell’under 6 fino ad arrivare alla squadra seniores, rispettando in pieno tutti gli obblighi sportivi imposti della nostra federazione”.

Dopo la consegna delle borse di studio si terrà anche un triangolare seniores che vedrà impegnate oltre all’Avezzano Rugby, guidata dal neo allenatore Pierpaolo Rotilio al suo esordio stagionale sulla panchina giallonera, anche due compagini laziali, Arnold Spartaco e Civitavecchia. “ L’arrivo di Pierpaolo Rotilio ha portato entusiasmo in tutto l’ambiente – ha specificato Seritti – e grazie anche alla figura di Vincenzo Troiani, come collaboratore esterno, siamo fiduciosi di disputare il campionato di serie B a buoni livelli; inoltre – ha sottolineato Seritti – l’inserimento di Carlo Cerasoli porterà sicuramente fiducia ed esperienza al reparto di mischia di una squadra, ancora e per fortuna, molto giovane. La nostra resta sempre una squadra del territorio – ha concluso –  e ringrazio oltre a tutti i ragazzi che continuano a divertirsi con noi sul campo, senza di loro sarebbe impossibile parlare di rugby ad Avezzano, anche i componenti dello staff tecnico la cui passione passione va oltre ogni ostacolo”.

Nell’ambito della cerimonia di consegna delle borse di studio uno dei premi lo consegnerà Rosa Pestilli, presidente dell’associazione sindacale datoriale Conapi L’Aquila. ” Il premio dedicato a “Elio Seritti” è un momento che crea un legame speciale tra lo sport, la famiglia e la scuola – ha dichiarato Rosa Pestilli – premiare i bambini e i ragazzi che si sono distinti per i loro percorsi scolastici e sportivi vuol dire trasmettere e riconoscere l’importanza dei valori che li porteranno ad essere uomini e professionisti migliori”.

 

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La Marsica Sportiva

Grande colpo dell’Angizia Luco: firma Kian Newell

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L’Angizia Luco completa il suo organico: è ufficiale la firma della punta Kian Newell.

E‘ ufficiale l’approdo all’Angizia Luco del bomber Kian Newell, attaccante classe ’99 che andrà a completare la rosa messa a disposizione di mister Giordani.

Di origini canadesi, Newell ha militato in passato nell’Eurostar Academy, nell’Atletico San Luqueno e nel Terracina Calcio: è dunque lui l’attaccante che il neo-presidente Omar Favoriti aveva promesso alla piazza, un’autentica ciliegina sulla torta che sarà da subito integrata nella rosa.

Pronto a dare il meglio con la maglia dell’Angizia, Newell ha dichiarato che “questa esperienza rappresenta per me una grande opportunità dal punto di vista professionale: spero tanto di fare bene e di contribuire alla crescita della squadra“. Significativo, poi, il ” ringraziamento al presidente Omar Favoriti per l’opportunità che mi sta dando: spero di ripagare al meglio la sua fiducia!“.

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