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A Luco torna la dea Angizia

Le statue femminili più significative trovate negli anni nel territorio una volta occupato dal Lago Fucino, a ricostruire un itinerario attraverso Alba Fucens, Lucus Angitiae e i Marsi: è la mostra archeologica «La riva delle Dee. Divinità femminili lungo il lago Fucino», dal 20 settembre all’8 dicembre 2014 a Luco dei Marsi. L’evento nasce dalla collaborazione tra Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo, Comune di Luco dei Marsi, GAL Gran Sasso Velino, Provincia dell’Aquila e Associazione Culturale Antiqua. Dall’antica colonia di Alba Fucens, fondata alla fine del IV sec. a.C. dai Romani, la selezione di statue rappresentanti Venere introduce in una dimensione più intima e privata, in cui l’immagine della dea viene utilizzata soprattutto per scopi ornamentali, in giardini e residenze di lusso. Coniugano austerità e sinuosa armonia le tre statue rinvenute nel 2003 nel santuario di Lucus Angitiae, oggi Luco dei Marsi: un ritrovamento che ha aperto ampi squarci su uno dei culti femminili più noti in quest’area. Ci sono poi, tra gli altri reperti esposti, un piccolo vaso in marmo con iscrizioni riferite al culto della Bona Dea nel municipium di Marruvium (oggi San Benedetto dei Marsi); una ieratica statuetta in marmo che restituisce le sembianze di una divinità non altrimenti nota. Inaugurazione sabato 20 settembre alle ore 17 a Luco dei Marsi presso la Sala ex Municipio. Fino all’8 dicembre 2014 apertura da martedì a giovedì ore 10-13, da venerdì a domenica ore 10-13, 16-19.

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