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“A che gioco giochiamo?”. Ad Avezzano lanciata una campagna contro il “sistema” azzardo

AVEZZANO – Un’“epidemia” che minaccia la società tutta. Un fenomeno supportato da lobby, leggi, pubblicità. E’ il “sistema” azzardo. Da “A che gioco giochiamo”, un progetto organizzato dal Serd (Servizio per le dipendenze della Asl) di Avezzano, con l’associazione Arcat Abruzzo, il Comune di Avezzano e la Chiesa Avventista, viene lanciato l’appello ad una lotta senza quartiere.

Nel Castello Orsini, ieri pomeriggio, platea colma per accoglierlo e sostenerlo. Non solo operatori del settore socio – assistenziale e responsabili delle scuole, che hanno cooperato all’iniziativa, ma anche tanta gente comune. In apertura il saluto dell’assessore alle Politiche sociali del Comune di Avezzano Leonardo Casciere, che ha sottolineato la completa disponibilità dell’Amministrazione a supportare iniziative di contrasto a quella che ha definito “un’emergenza sociale”. Poi, il via ad un programma ricco, sviluppato, nonostante la drammaticità del tema, con leggerezza ed ironia per renderlo, come voluto dagli organizzatori, accessibile. Dunque, spazio alla musica con Emilia Di Pasquale al pianoforte e Paolo Alfano al clarinetto, con brani che hanno fatto la storia. Il primo intervento di Cristiano Di Salvatore ha precisato il concetto di “pensiero magico”, ovvero quel meccanismo che convince di poter controllare il gioco spingendo ad andare avanti.

Con Adelmo Di Salvatore, direttore del Serd, si è entrati nel vivo dell’incontro. Disturbi d’ansia, tentativi di suicidio, furti e truffe, uso di alcol e droghe, divorzi. Questi alcuni dei problemi più gravi portati dall’azzardo. Azzardo e basta, il gioco non c’entra niente. “Le parole – ha spiegato Di Salvatore – sono importanti. L’attività ludica è un’altra cosa. Invece, i governi hanno promulgato leggi cambiando nome alle cose e facendo in modo che l’azzardo non fosse più un reato”.

Con tono a tratti ironico, tra una risata per sdrammatizzare ed un brivido lungo la schiena, lì a spiegare che i danni provocati al cervello in chi gioca sono gli stessi di quelli di chi fa uso di cocaina. Che siamo tutti a rischio perché, anche se il fenomeno ha una connotazione “proletaria”, cioè colpisce maggiormente le fasce meno abbienti, per il principio della “massa critica” più si ha disponibilità di un bene o servizio più individui sono portati a fruirne. Tutto sotto l’influenza di una pubblicità spietata, che ha portato a promuovere una delle più note società di scommesse sulla maglia della Nazionale di calcio. Quella che si prepara deve essere un’azione di contrasto forte e decisa perché gli interessi in ballo sono giganteschi: nel 2017 un giro d’affari di circa 100 miliardi di Euro. Ma qualcosa si può iniziare a fare subito. “Tampinerò – ha dichiarato Di Salvatore – l’assessore Casciere perché la nostra città entri a far parte di un gruppo virtuoso. Infatti, ci sono dei comuni che hanno adottato ordinanze contro l’azzardo vietando, ad esempio, l’utilizzo di slot machine e macchine simili, nelle vicinanze di luoghi sensibili come scuole, parchi gioco, aree di aggregazione sociale in genere”.

Con il contributo, a vario titolo, di Marilda Parente, Lucia Coco, Domenico Di Giustino e Emanuele Di Salvatore, ci si è avviati alla conclusione. Un coro unanime: “E’ ora di dire basta”. Tutti insieme, tutti solidali. Perché, parafrasando Martin Luther King, se sai che c’è un problema e non fai niente ne diventi responsabile.

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