Italia

A Boccassini attacchi ignobili

Ilda Boccassini è stata «attaccata spesso in modo vergognoso» per il caso Ruby, «dimenticando che a lei e ai suoi collaboratori della dda di Milano si devono in questi anni le più importanti indagini sulla ’ndrangheta che siano state fatte a livello nazionale». Dopo qualche giorno di silenzio il procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati scende in campo per difendere l’aggiunto che quattro anni fa ha coordinato l’inchiesta con al centro le feste ad Arcore e la giovane marocchina. Inchiesta per cui Silvio Berlusconi è stato condannato a 7 anni di carcere in primo grado, mentre in secondo e in terzo grado è stato assolto. Mercoledì scorso, all’indomani del verdetto definitivo che ha scagionato definitivamente il leader di Forza Italia, Ilda Boccassini, con la Procura milanese, è stata ancora bersagliata da critiche da parte di alcuni parlamentari del centrodestra per aver «dato vita a un processo basato sul nulla» se non su «fanatismo». Critiche che per Bruti non trovano giustificazione. «Proprio le motivazioni della sentenza d’appello – ha sottolineato – e vedremo quelle della Cassazione, dimostrano come fosse doverosa l’indagine», il cui costo complessivo è stato di 66 mila euro, e l’uso delle intercettazioni è stato «limitatissimo, quanto un’indagine per piccolo spaccio». Il procuratore, intervistat da Sky Tg24, ha poi tenuto a precisare che «i pubblici ministeri né vincono né perdono i processi: fanno le indagini e le portano all’ analisi dei giudici». Minimizzando la portata dell’indagine su Ruby, sottolineando che è stata una delle vicende «marginali» di cui si è occupata la Procura, ha sottolineato che il suo ufficio in questi anni si è occupato «di tante cose».

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