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Cronaca nazionale

“La Marsica baciata dal sole”, la GdF al Comune di Celano

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Celano – L’affaire fotovoltaico attira l’attenzione della Procura di Avezzano, che ha proceduto, delegando la Guardia di Finanza, all’acquisizione di atti al Comune di Celano per il mega impianto entrato a regime quest’anno. Il giro d’affari legato al settore ha fatto registrare in pochi anni cifre da capogiro, soprattutto quelle riferite agli incentivi assegnati a società private e pagate dai cittadini attraverso le bollette. Le inchieste condotte nel tempo dal giornalista Angelo Venti, direttore della testata Site.it, che proprio in questi giorni sta pubblicando a puntate un corposo speciale sull’argomento, sollevano più di un interrogativo. Gli stessi che, evidentemente, si pongono i magistrati della Procura avezzanese. Le problematiche, in un settore che presenta tante, troppe zone “in ombra”, nei mesi scorsi hanno conquistato l’attenzione sul piano nazionale, con le inchieste condotte da Venti, anche grazie all’intervento di una consigliera marsicana, Marivera De Rosa, storica rappresentante della sinistra luchese, che, a fronte di circostanze non chiare nella progettazione e nella gestione dell’impianto fotovoltaico costruito a Strada 45, nel territorio di Luco dei Marsi, ha tenacemente perseguito la chiarezza riguardo alla vicenda – che è costata, in prima nota spese, tre consiglieri all’attuale Amministrazione – tanto che, a seguito delle interpellanze di Marivera De Rosa e della minuziosa raccolta dati operata dalla Consigliera,  che aveva evidenziato incongruenze diffuse, numerose pratiche relative agli impianti fotovoltaici presenti sul territorio nazionale sono finite nel mirino delle Autorità competenti.

Attualità

L’associazione nazionale Polizia di Stato festeggia il mezzo secolo tra i cittadini

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Dall’Italia – Cinquant’anni di valori, impegno e passione. É questo lo slogan con cui l’Associazione Nazionale Polizia di Stato celebra nei giorni 29 e 30 settembre p.v. il 50° anniversario della Fondazione.
Sabato 29 settembre, nell’aula Paolo VI° in Vaticano, si terrà l’udienza con Papa Francesco a cui parteciperanno oltre 7.000 poliziotti e familiari provenienti da tutte le regioni d’Italia.
Domenica 30 settembre, a Ostia (RM), sul lungomare Paolo Toscanelli, alla presenza del Presidente della Repubblica, si terrà, aperta alla cittadinanza, la sfilata degli iscritti alle 167 sezioni italiane ed estere ANPS.
Per tutta la giornata, in Piazza dei Ravennati, saranno offerti ai cittadini esami medici gratuiti, verranno allestiti degli stand informativi e si terranno delle esibizioni, anche musicali.

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Cronaca nazionale

Tekneko entra nelle scuole di Avezzano e sensibilizza gli studenti nella pulizia dell’ambiente 

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Tekneko entra nelle scuole e sensibilizza gli studenti nella pulizia dell’ambiente in cui vivono. Sta riscuotendo molto successo il progetto tutto dedicato alle giornate ecologiche per le scuole promosso dalla società che gestiste il servizio di igiene urbana in città. Nell’iniziativa sono state coinvolte diverse scuole della città che hanno permesso ai ragazzi di chiudere per un giorno i libri di scuola e di armarsi di busta, guanti e rastrelli per ripulire delle aree degradate.
Hanno partecipato alle giornate ecologiche a via Zazzerin le classi 4A, 4B,5A e 5C della scuola Gandin, Istituto comprensivo Collodi – Marini, le classi 1B, 4A e 4C dell’Istituto comprensivo Giovanni XXIII di via delle Industrie hanno ripulito il giardino scolastico e alcune classi della scuola don Bosco (3A, 3B, 4a, 4b, 4C, 4D e 3C) si occuperanno dell’area giochi nella Pineta i prossimi 4 e 6 giugno. Ed inoltre i ragazzi dell’Istituto comprensivo Collodi, scuola primaria di via Pereto, e i ragazzi della scuola media Vivenza saranno impegnati a ripulire altre zone della città.
“Partire dai ragazzi è un modo per farli crescere nella consapevolezza del danno che l’uomo fa all’ambiente, ed a noi tutti, sporcando i nostri luoghi”, ha commentato il presidente di Tekneko, Umberto Di Carlo, “siamo molto soddisfatti dell’entusiasmo che questi bambini stanno dimostrando giorno dopo giorno in queste iniziative che verranno sicuramente riproposte nei prossimi anni”.
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Cronaca nazionale

Politica, Calenda (PD) “Serve un governo istituzionale che gestisca la realtà”

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All’Italia serve «un governo istituzionale, aperto alla partecipazione di tutti i partiti, non composto da figure dei partiti e con obiettivi che siano condivisi», il rispetto «degli obblighi internazionali e che anche metta mano» alla «legge elettorale».

Lo afferma il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda (da poco iscritto al Pd) alla trasmissione televisiva Rai “1/2 ora in più”.

Calenda si è detto contrario «a un governo di professori. Oggi la grande questione è gestire la realtà e la teoria ha mostrato dei limiti enormi».

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Abruzzo

Legambiente presenta il dossier “Liberi dall’amianto?”

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A 26 anni dalla Legge 257/92 che ha messo al bando l’amianto, in Italia questa fibra killer continua ad essere ancora molto diffusa e a minacciare la salute dei cittadini e l’ambiente. A gravare sulle spalle del Paese, ancora sotto scacco dell’amianto, anche i ritardi legati agli obblighi di legge, e in particolare ai piani regionali amianto (PRA) – che dovevano essere pubblicati entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge e che mancano ancora in alcune Regioni – ma anche alle attività di censimento e mappatura, alle bonifiche dei siti contaminati, che procedono a rilento, e alle campagne di informazione e sensibilizzazione. A rendere chiara la situazione della Penisola sono i numeri e i dati raccolti da Legambiente nel dossier “Liberi dall’amianto?” sulla base delle risposte date dalle Regioni (15 su 21) al questionario inviato: sul territorio nazionale sono 370mila le strutture, dove è presente amianto, censite al 2018 dalle Regioni per un totale di quasi 58milioni di metri quadrati di coperture in cemento amianto. Di queste 370mila strutture, 20.296 sono siti industriali (quasi il triplo rispetto all’indagine del 2015), 50.744 sono edifici pubblici (+10% rispetto al 2015%), 214.469 sono edifici privati (+50% rispetto al 2015%), 65.593 le coperture in cemento amianto (+95% rispetto al 2015%) e 18.945 altra tipologia di siti (dieci volte di quanto censito nel 2015). Sono poi 66.087 i siti mappati dalle Regioni che hanno risposto al questionario (rispetto agli 88mila dichiarati dal Ministero dell’Ambiente), per un totale di oltre 36,5 milioni di metri quadrati di coperture. Di questi 66.087, 1.195 sono quelli mappati ricadenti in I Classe (quella prioritaria in cui bisognerebbe intervenire con maggior urgenza), erano 360 nel 2015. Di questi 1.195, 804 sono solo in Piemonte.

Di fronte a questa situazione, le procedure di bonifica e rimozione dall’amianto nel nostro Paese sono ancora in forte ritardo: sono 6869 gli edifici pubblici e privati bonificati ad oggi su un totale, ancora sottostimato, di 265.213 (tra edifici pubblici e privati). Il piano regionale amianto, previsto dalle L.257/92, nel 2018 deve essere ancora approvato in due regioni, il Lazio e la Provincia Autonoma di Trento. 13 regioni su 15 hanno dichiarato invece di averlo approvato, alle quali si aggiungono Liguria, Umbria e Toscana che già nel 2015 avevano dato l’ok al PRA. Resta indefinita la situazione di Abruzzo, Calabria e Molise che non hanno risposto. Le attività di censimento sono state completate da 6 Regioni su 15 (Campania, Emilia Romagna, Marche – solo per edifici pubblici e imprese-, Piemonte, Provincia Autonoma di Trento e Valle d’Aosta), mentre il 60% (9 Regioni su 15) ha dichiarato che è ancora in corso la procedura di censimento del territorio. La mappatura dell’amianto è stata realizzata da 7 amministrazioni (Campania, Emilia Romagna, Marche, Puglia, Sardegna, Valle d’Aosta e Provincia Autonoma di Trento). È ancora in corso in Basilicata, nella provincia autonoma di Bolzano, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Sicilia e Veneto. Non risulta fatto nel Lazio. Stando ai dati forniti nel 2015, la mappatura risulterebbe completata anche in Liguria, Lombardia, Molise Toscana e Umbria, mentre era in ancora in corso in Calabria (che invece quest’anno non ha risposto). Non risultano dati per l’Abruzzo. Inoltre sono solo 10 le regioni che hanno inviato al Ministero dell’ambiente le informazioni richieste annualmente sulla presenza di amianto. Tallone d’Achille resta lo smaltimento dell’amianto, non sufficienti gli impianti di smaltimento presenti e previsti sul territorio.

È questa la fotografia scattata dal dossier “Liberi dell’amianto? I ritardi dei Piani regionali, delle bonifiche e delle alternative alle discariche”, realizzato da Legambiente a tre anni dall’ultimo report (2015) e presentato in vista della giornata mondiale delle vittime dell’amianto che si celebrerà il 28 aprile. Anche questa volta Legambiente ha inviato un questionario contenente sette domande – Piano Regionale Amianto, censimento e mappatura, stato di avanzamento delle bonifiche sul territorio regionale, monitoraggio, Impianti di smaltimento, costi e Incentivi, attività di formazione e informazione – agli uffici competenti regionali con l’obiettivo di tracciare un quadro della situazione attuale. Al questionario hanno risposto 15 tra Regioni e Province Autonome, mancano all’appello Abruzzo, Calabria, Liguria, Molise, Toscana e Umbria. Per questo i dati riportati nel dossier fanno riferimento al questionario ricevuto nel 2015. Quest’anno, inoltre, il dossier di Legambiente raccoglie anche un contributo dell’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IIA) che fa il punto sullo stato attuale delle tecnologie esistenti per l’inertizzazione dell’amianto, che sono le possibili alternative di smaltimento rispetto alla discarica.

Il quadro complessivo che emerge è abbastanza preoccupante, anche a livello sanitario. L’associazione ricorda che stando agli ultimi dati diffusi dall’INAIL, in Italia sono 21.463 i casi di mesotelioma maligno tra il 1993 e il 2012, di cui il 93% dei casi a carico della pleura e il 6,5% (1.392 casi) peritoneali, e oltre 6mila morti all’anno.  A livello regionale i territori più colpiti sono Lombardia (4.215 casi rilevati), Piemonte (3.560), Liguria (2.314), Emilia Romagna (2.016), Veneto (1.743), Toscana (1.311), Sicilia (1.141), Campania (1.139) e Friuli Venezia Giulia (1.006).

Per questo Legambiente torna nuovamente a ribadire l’urgenza e la necessità per l’Italia di agire attraverso una concreta azione di risanamento e bonifica del territorio, che passa attraverso la rimozione dell’amianto dai numerosi siti industriali, edifici pubblici e privati che ci circondano quotidianamente. Inoltre occorre ripristinare specifici incentivi per la sostituzione dei tetti con amianto con coperture solari, che non sono stati previsti nella bozza di decreto di incentivo per le rinnovabili presentato dal Governo. Si tratta di uno strumento molto efficace che in passato ha portato, ad esempio, alla bonifica di 100.000 metri quadri di coperture e oltre 11 MWp di impianti fotovoltaici installati e connessi alla rete in tutta Italia. Un intervento di questo tipo porterebbe un doppio vantaggio, sia per la salute delle persone sia per la produzione di energia pulita. Al Parlamento Legambiente chiede che si riprenda la discussione del “Testo Unico per il riordino, il coordinamento e l’integrazione di tutta la normativa in materia di amianto”, presentato nel novembre del 2016 al Senato e bloccato da due anni a Palazzo Madama.

“Dal dossier “Liberi dall’amianto?” – spiega Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – emergono tre questioni prioritarie – bonifiche, smaltimento e leva economica – che devono essere affrontate con la massima urgenza sia a livello regionale che nazionale. Occorre completare al più presto il censimento e la mappatura dei siti contenenti amianto, su cui definire le priorità di bonifica a partire dalle scuole in cui è ancora presente la pericolosa fibra. Il numero esiguo di discariche presenti nelle Regioni incide sia sui costi di smaltimento che sui tempi di rimozione, senza tralasciare la diffusa pratica dell’abbandono incontrollato dei rifiuti. Non è più sostenibile l’esportazione all’estero dell’amianto rimosso nel nostro Paese, per questo è importante provvedere ad implementare l’impiantistica su tutto il territorio nazionale. Infine occorre ripristinare e rendere stabile e duraturo il sistema degli incentivi per la sostituzione eternit/fotovoltaico, visti gli importanti risultati ottenuti in passato è assurdo che questo strumento sia stato rimosso”.

Tornando al dossier, lo smaltimento rimane l’altro anello debole della catena: le regioni dotate di almeno un impianto specifico per l’amianto sono solo 8 (erano 11 nel 2015) per un totale di 18 impianti (erano 24 fino a pochi anni fa): in Sardegna e Piemonte ce ne sono 4 (di cui uno per le sole attività legate al SIN di Casale Monferrato in Piemonte), 3 in Lombardia e 2 in Basilicata ed Emilia Romagna. 1 solo l’impianto esistente in Friuli Venezia Giulia, Puglia e nella Provincia Autonoma di Bolzano. Ad oggi gli impianti sono quasi pieni, le volumetrie residue comunicate con i questionari sono pari a 2,7 milioni di metri cubi (un terzo in meno rispetto ai 4,1 milioni di mc del 2015) e sarebbero a malapena sufficienti a smaltire i soli quantitativi già previsti, ad esempio, dal Piano Regionale della Regione Piemonte che stima in 2milioni di metri cubi i quantitativi delle coperture in cemento amianto ancora da bonificare. E non si vede la luce neanche per i nuovi impianti previsti dai vari piani regionali sui rifiuti: solo la Basilicata ha previsto 2 impianti da 100mila mc di materiale; Emilia Romagna, Lombardia, Piemonte e Puglia non indicano un numero esatto di impianti previsti ma indicano la necessità di averne di nuovi nel proprio territorio.  Legambiente ricorda che secondo i dati di Ispra, nel 2015 nel nostro Paese sono stati prodotti 369mila tonnellate di rifiuti contenenti amianto (71% al Nord, 18,4 al Centro e 10,6 al Sud). Di questi, 227mila tonnellate sono stati smaltiti in discarica (sono prevalentemente “rifiuti da materiali di costruzione contenenti amianto” che rappresentano il 94,4% del totale dei materiali contenenti amianto smaltiti negli impianti), mentre 145mila tonnellate di rifiuti contenenti amianto sono stati esportati nelle miniere dismesse della Germania.

Sul fronte dell’informazione rivolta ai cittadini, “le attività di informazioni – dichiara Andrea Minutolo, coordinatore dell’ufficio scientifico di Legambiente – dovrebbero essere realizzate con maggior frequenza e capillarità nei territori anche perché, ad oggi, i centri regionali per l’amianto, che dovrebbero essere dei punti di riferimento a livello regionale sulla tematica, sono ancora scarsamente diffusi sul territorio, come emerge dalle risposte al questionario pervenuteci, in cui solo 6 Regioni dichiarano di avere strutture che in qualche modo svolgono questa funzione. Su una tematica così complessa e delicata non si possono, quindi, lasciare i cittadini da soli nell’individuazione della possibile presenza di amianto negli immobili e manufatti di proprietà; così come non possono essere lasciati da soli nella scelta del percorso di “bonifica” da intraprendere o nelle spese da sostenere”.

Attività di informazione e buone pratiche – Dal dossier di Legambiente emerge che attività di formazione e informazione rivolta invece ai cittadini risultano essere state fatte in 13 regioni e P.A (Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Valle d’Aosta, Veneto, P.A. Bolzano e P.A. Trento). Per quanto riguarda la formazione del personale tecnico (Asl, Arpa, medici del lavoro etc), programmi e momenti di aggiornamento sono stati redatti in 8 Regioni e 1 P.A: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia (ogni 3 anni), Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Valle d’Aosta, Veneto e P.A. di Trento.

Infine l’associazione ambientalista nel dossier “Liberi dall’amianto?” segnala al riguardo alcune buone esperienze, come quella siciliana o pugliese, replicabili sul territorio. In Sicilia la Regione, nell’ambito del programma di interventi della regione siciliana 2016/2017 “Sicilia e consumatori: diritti e tutele”, ha promosso insieme a Legambiente Sicilia una campagna di informazione, sensibilizzazione e assistenza rivolta ai cittadini e ai consumatori sui pericoli per la salute e l’ambiente derivanti dall’esposizione all’amianto. Obiettivo: aumentare la consapevolezza sul fenomeno e le conoscenze circa gli strumenti per ridurre e prevenire i rischi dall’inquinamento da fibre d’amianto, a cui hanno lavorato anche altre associazioni territoriali come Movimento difesa del cittadino, Federconsumatori, Confconsumatori, Aduc funzione Sociale ed Omnia (http://www.liberidallamianto.it/ ).

In Puglia, invece, da alcuni anni è partita la campagna “Puglia eternit free”, la prima campagna regionale di informazione sul rischio amianto promossa da Legambiente Puglia – con il patrocinio dell’Assessorato alla Qualità dell’Ambiente della Regione Puglia e la collaborazione di Teorema Spa – mirata alla rilevazione statistica di amianto nelle aree urbane, industriali e agricole. L’obiettivo della campagna è quello di fornire ai cittadini gli strumenti per difendersi dalla fibra killer: per questo è stato attivato un numero verde (800 131 026) a cui cittadini ed enti si possono rivolgersi per richiedere un sopralluogo tecnico gratuito al fine di censire l’eventuale presenza di materiali e/o manufatti contenenti amianto e conoscere le opportune procedure per rimuoverlo riducendo l’impatto sulla salute.

Link dossier “Liberi dall’amianto?” https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/liberi_dallamianto_2018.pdf

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Abruzzo

Uilca Abruzzo: “Credito ad imprese e famiglie, la nostra Regione arranca”

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I dati dal congresso regionale che ha rieletto Maurizio D’Antonio alla guida della federazione dei bancari, esattoriali e assicurazioni della Uil: “Penalizzate soprattutto le piccole aziende”

Diminuisce dell’11,2 per cento il credito alle imprese artigiane, pari a 104 milioni di euro in meno nel 2017, piazzando la nostra regione al terzultimo posto in Italia. Più in generale, i prestiti alle imprese con meno di venti dipendenti – dunque l’ossatura della nostra economia – sono diminuiti l’anno scorso dell’1,6 per cento, mentre sono aumentati dell’1,2 per cento quelli alle imprese più grandi. Sul versante delle famiglie, i mutui sono aumentati ma, al netto di surroghe e sostituzioni, i nuovi prestiti sono di fatto diminuiti del 14 per cento. I dipendenti del settore bancario, infine, sono diminuiti del 5 per cento: da 3881 del 2016 al 3686 del 2017. Sono alcuni dei dati sul settore bancario emersi ieri, venerdì 27 aprile, nel corso del congresso regionale della Uilca, la federazione del credito, esattorie e assicurazioni della Uil, che si è svolto a Pescara, al termine del quale è stato rieletto segretario regionale Maurizio D’Antonio, che sarà affiancato da una segreteria composta da Alessandro Roselli e Antonello Galassi, e dal tesoriere Domenico Zocco. Presenti anche Vito Pepe, segretario nazionale Uilca, e Michele Lombardo, segretario regionale Uil Abruzzo.

Nel corso della sua relazione introduttiva, D’Antonio ha rilanciato la proposta di un osservatorio regionale sul credito che serva “a capire meglio cosa accade sul territorio, per suggerire alla politica e alle direzioni generali delle banche soluzioni e strategie per lottare contro la desertificazione bancaria che ha colpito l’Abruzzo”. Una regione, ha aggiunto Lombardo, che “fra due anni non potrà più contare su fondi europei: senza un’infrastrutturazione bancaria solida, come pensiamo di poter andare avanti?” Sul versante sindacale, D’Antonio ha rimarcato “la crescita che la Uilca Abruzzo ha realizzato nel quattro anni trascorsi. Una crescita che si è avuta nonostante un quadro macroeconomico difficile seppur stimolante, dato dalla tendenza alla diminuzione di addetti nel settore in conseguenza della chiusura degli sportelli, della robotizzazione, della digitalizzazione, dei nuovi strumenti di pagamento, delle esternalizzazioni. Altro problema è quello di un quadro normativo–contrattuale penalizzante. Il ruolo del dirigente sindacale – ha concluso D’Antonio – è denso di soddisfazioni e responsabilità, va svolto con il cervello e con il cuore in quanto deve saper essere sintesi di istanze organizzative, politiche e culturali, ma soprattutto non deve mai perdere di vista le nobili radici sociali di quella che, in fondo, da oltre cento anni è una bella missione”.

Nel corso del suo intervento finale, Vito Pepe ha rimarcato “il ruolo del sindacato confederale, che ha permesso negli ultimi anni rinnovi contrattuali che altrimenti non si sarebbero fatti, oltre che azioni concrete contro la colonizzazione estera in settori centrali come le banche e le assicurazioni. Un sindacato maturo, che ha contribuito e contribuisce ad evitare che l’Italia faccia passi indietro, nel settore economico ma anche dei valori fondanti, spesso messi in discussione”.

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Abruzzo

Lavoro, l’Inps assume 967 funzionari

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Nuovo concorso pubblico per 967 funzionari dell’Inps. Il bando è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale e si tratta nello specifico di posti di consulente protezione sociale, destinati ad essere inseriti nei ruoli del personale Inps come funzionari di area C, posizione economica C1 (corrispondenti a uno stipendio iniziale lordo annuo di circa 21mila euro).
Le domande (da presentare esclusivamente online, mediante la specifica applicazione disponibile sul sito Inps,) vanno inviate entro il 28 maggio 2018. Al concorso possono partecipare coloro che, alla data di scadenza del termine di presentazione delle domande, sono in possesso di una laurea magistrale. Il concorso prevede due prove scritte ed una orale. Se le domande di partecipazione saranno più di diecimila, viene spiegato, sarà fatta una preselezione dei candidati.Le domande di partecipazione devono essere presentate esclusivamente in via telematica, mediante la specifica applicazione disponibile sul sito internet dell’ Inps, utilizzando il Pin Inps, oppure il Sistema pubblico di identità digitale (Spid), o anche la Carta nazionale dei servizi (Cns).

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Cronaca nazionale

Politica, Salvini: “O governo di centrodestra o si torna a votare domattina”

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“Gli italiani hanno votato in maggioranza il centrodestra, dunque o c’è un governo di centrodestra o non c’è alcun governo”.

Lo ha dichiarato il segretario della Lega, Matteo Salvini, concludendo la campagna elettorale per le elezioni regionali in Friuli-Venezia Giulia.

“O c’è la Lega al governo o si torna a votare domattina. Con Matteo Renzi e con il Pd mai, né in Friuli né nel resto del Paese”, ha aggiunto il leader del Carroccio.

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