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Anci: “Una legge speciale per l’Abruzzo e condivisione di responsabilità”

Avezzano – Approda oggi sul tavolo del Governo il documento stilato il 27 gennaio scorso dai sindaci abruzzesi, riuniti a Teramo sotto l’egida dell’Anci, e presentato ieri mattina a Pescara nel corso di una conferenza stampa. All’incontro odierno con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Maria Elena Boschi, i Sindaci abruzzesi, attraverso l’Anci regionale, massimo organo di rappresentanza delle amministrazioni locali, presieduto da Luciano Lapenna, con vice presidente il sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, chiederanno con forza risposte e provvedimenti certi e chiari, pronti a ogni azione perché si fermi il “gioco al massacro” che, spesso, vede i primi cittadini protagonisti loro malgrado.

Da loro, in prima fila nelle emergenze – come anche tra la gente nel fronteggiare situazioni occupazionali e sociali sempre più critiche, spesso con la necessità di far quadrare i conti tra i bisogni delle comunità e le risorse sempre più assottigliate dalle tagliole della spending review – arrivano richieste precise. Nel documento di sei pagine, i primi cittadini chiedono una legge speciale per l’Abruzzo: prioritario mettere in sicurezza le scuole, gli edifici pubblici, come anche l’edilizia privata. 

Centrale, la questione delle competenze, per cui, assieme alla richiesta della chiarezza sulle catene di comando, elemento fondamentale per un efficace funzionamento della macchina statale, i Sindaci chiedono al Governo una chiara condivisione di responsabilità: “Lo Stato deve condividere con i sindaci le responsabilità”, ha detto il vice presidente dell’Anci Abruzzo, Giovanni Di Pangrazio, “Occorre che si fissino parametri certi riguardo alle vulnerabilità degli edifici e che si emani di conseguenza un decreto ministeriale o altro provvedimento. Nel documento chiediamo anche che il Governo metta a disposizione task force di esperti che al riguardo saranno di supporto ai sindaci”. Gli Amministratori chiedono lo stanziamento di fondi straordinari ma anche che si semplifichino le procedure e che si migliori anche la comunicazione tra le istituzioni. Lo scarica barile non è più tollerabile, scrivono ancora i sindaci, invocando misure atte a sostenere l’economia regionale attraverso programmi di ampio respiro, “ L’Abruzzo è una regione fragile, nel quale affrontiamo emergenze continue, non è possibile pensare a un ristoro economico momentaneo…Noi siamo il terminale di un’infinita serie di disarticolate catene di comando. Siamo disposti ad assumerci tutte le responsabilità, ma non quelle che non dipendono da noi”.Tra le richieste, fondi per le verifiche di vulnerabilità degli edifici, per la messa in sicurezza delle scuole, per la sistemazione della rete stradale, per arginare il dissesto idrogeologico, per le emergenze maltempo, nonché indennizzi per i disservizi. In chiosa al documento, la proclamazione dello stato di agitazione da parte dei Sindaci d’Abruzzo, in attesa di risposte chiare e concrete da parte del Governo, “Riservandosi ogni azione a tutela del diritto alla sicurezza delle popolazioni che rappresentano”.

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