Ambiente

Cava “Le Grottelle”, no del Tar allo sversamento nel sito inquinato


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Collelongo – Cava “Le Grottelle”, il Tar dell’Aquila respinge la domanda di sospensione del divieto opposto dalla Provincia dell’Aquila – settore ambiente/servizio gestione rifiuti – alla prosecuzione dell’attività per il recupero rifiuti in procedura semplificata da parte della ditta di Remo Tamburro. La vicenda prende le mosse, nel 2015, da un controllo dell’Arta che aveva evidenziato l’irregolarità di fanghi industriali, provenienti dalla Toscana, conferiti nella cava con conseguente contaminazione del sito. La situazione critica era già stata segnalata dai Consiglieri di minoranza al Comune di Collelongo che avevano interessato alla vicenda anche la Procura, informando la cittadinanza, alla presenza delle associazioni e dei comitati ambientalisti, in una partecipata assemblea pubblica. La cava “Le Grottelle” ricade all’interno di un’area protetta. Nella disamina offerta dal consigliere Nicola Pierleoni erano emerse anche irregolarità circa gli intermediari e una delle società coinvolte nell’iter per l’autorizzazione ai lavori.

Nel corso della conferenza dei servizi tenutasi a fine ottobre a Collelongo, alla presenza dell’Ente Parco, del CAM e dell’ATO Marsicano, si era concordato sulla necessità di ripristinare l’integrità dei luoghi, operando un costante ed attento monitoraggio della falda che alimenta il pozzo Triolo, a breve distanza dal sito inquinato, convenendo con la sindaca Rosanna Salucci sulla necessità di rimuovere i rifiuti depositati non conformi alla normativa vigente. Arriva ora la decisione del Tar che, per la preponderanza dell’interesse della tutela ambientale, respinge la richiesta, presentata dalla ditta Remo Tamburro, di sospensione del provvedimento emesso dalla Provincia. Nel corso della prossima settimana sarà disposto un nuovo incontro nell’ambito della conferenza dei servizi, presieduta dall’architetto Vincenzo Tarquini; al termine dei lavori dovrà essere definita la spinosa questione, con la richiesta di rimozione dalla cava di oltre 17.000 tonnellate di materiale inquinante, operazione che dovrà essere compiuta dalla ditta Tamburro.

 

Leggi la sentenza:

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=W3FK3562V2IX6UZR3FYZWAA3VA&q=

 

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