Abruzzo

Charlie Hebdo: la vignetta sul terremoto in Italia


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La vera stampa qual è?
Quanto possono offendere le parole? Umiliare, sottomettere, deprimere, mortificare. Un peso astratto fatto di lettere e significati, che può alleggerire e schiacciare l’animo al tempo stesso. Una frase più violenta di uno schiaffo o di un pugno in piena faccia, un senso, doppio o letterale, che provoca disagio o peggio ancora, vergogna.
Charlie Hebdo torna a far parlare e spacca l’opinione pubblica. “Sisma all’Italiana”, e poi i morti sepolti da cumuli di lasagne. L’idea per cui si possa ironizzare sulla strage italiana disegnando morti schiacciati da penne al sugo o gratinate è giustificata dal tentativo (riuscito o meno) di fare satira? La vignetta ha fatto il giro del mondo: appena metà dell’ultima pagina del numero attualmente in edicola per ridere del terremoto e un colonnino risolutivo in cui appare, tanto per caricare la vena ironica, il quesito per cui è da appurare se la terra tremante abbia urlato “Allah akbar” al momento della devastazione.
Non ha riso Pirozzi, sindaco di Amatrice, che eppure giura di averla capita. “Sono certo che questa satira imbarazzante non risponde al vero sentimento dei francesi”. Eh già, un popolo ancora in ginocchio per le stragi terroristiche, ben consapevole del significato della morte, che ha ricevuto l’abbraccio solidale dell’intero pianeta e che ancora vive nella paura. Chi avrà sorriso allora al disegnino di Charlie? Forse l’intento reale era semplicemente farne parlare? Beh, se cosi fosse ci prestiamo a malincuore ad allargare la rete. I politici italiani hanno condannato in queste ore il senso e l’insensibilità della vignetta, chiedendo, nel caso di Anzaldi del PD, le scuse ufficiali dalla redazione del settimanale francese.

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