Attualità

25 Aprile. Festa della Liberazione

Cittadini, lavoratori!

Sciopero generale contro

l’occupazione tedesca, contro la guerra

fascista, per la salvezza delle nostre

terre, delle nostre case, delle nostre

officine. Come a Genova e Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma:

arrendersi o perire”.

Sandro Pertini, alla testa del comando partigiano che liberò Milano, il 25 aprile di 72 anni fa. Questo l’appello radiofonico in cui il futuro presidente della Repubblica proclamava l’insurrezione generale a Milano.

 

L’ultima lettera del partigiano Aulo Magrini (Arturo) alla moglie Margherita.

Margherita cara,
altre volte avevo divisato di consegnare ad uno scritto un pensiero ed
una parola per te nel caso dovessi, per qualunque circostanza,scomparire. La situazione
attuale mi consiglia di farlo oggi. A te solo, solo a te posso rivolgermi. So del tuo af=
fetto per me: posso dirti di ricambiarlo in pieno con un senso di riconoscenza, di stima,
di rispetto, quale tu meriti. Vorrai perdonare qualche mio torto: sei troppo intelligente
per non comprendere e per non indulgere.
So e sento che, pur nello strazio anche mio nel lasciarvi, saprai comprendere che
ci sono delle leggi e dei doveri, come uomini e cittadini, di fronte ai quali tutto deve
passare in second’ordine – interessi ed affetti, sentimenti ed impulsi.
Ho creduto e credo fermamente in una società migliore e in un migliore prossimo av=
venire in questa povera umanità.
Non credo possibile, ne posso in questo momento, rifuggire dalle responsabilità e
dai doveri che me ne derivano.
Non è questa che la ferma e calma decisione che chiunque, nelle sue pur modeste con
dizioni, voglia considerarsi degno del nome di uomo, deve prendere per sé e soprattutto per
i propri figli.
Ho per tradizione famigliare – lo sai – quella di pagare di persona. Non voglio es=
sere io a romperla. Tengo a lasciare più che mai alto e puro questo punto d’onore ai fi=
gli: ed a loro quest’eredità non può venire per via più pura e degna della loro mamma.

Tu
li saprai allevare nel culto del bene e del vero, senza debolezze, assolutamente, ma con
altrettanto senso di umanità.
Ho un solo rimorso: quello di non potervi, con il mio immenso affetto, lasciare anche
una situazione materiale che tolga ogni preoccupazione a te ed ai miei piccoli. Spero non
me ne farete un torto: anzi ne sono convinto.
Addio, Margherita mia, a te ed ai cari piccoli, ai nostri figli, in cui troverai
sempre conforto e ragione di vita, di lotta, di sacrificio.
E credimi, sentimi vicino a te, a voi tutti sempre, con il mio affetto più puro ed
intenso.
Vi abbraccia il vostro
Aulo

Dalle “Ultime lettere dei condannati della Resistenza”, ancora nelle antologie per le scuole italiane elementari e medie tra gli anni ’70 e i primi anni ’80.

 

Click per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime notizie

To Top